Signore, tu sei misericordioso e pietoso

B.V. Maria del Rosario (m)
27.a tempo ordinario – III
Liturgia: Gio 4,1-11; Sal 85; Lc 11,1-4

ANTIFONA D’INGRESSO
Tutte le cose sono in tuo potere, Signore, e nessuno può resistere al tuo volere. Tu hai fatto tutte le cose, il cielo e la terra e tutte le meraviglie che vi sono racchiuse; tu sei il Signore di tutto l’universo. (Est 4,17b)

COLLETTA
O Dio, fonte di ogni bene, che esaudisci le preghiere del tuo popolo al di là di ogni desiderio e di ogni merito, effondi su di noi la tua misericordia: perdona ciò che la coscienza teme e aggiungi ciò che la preghiera non osa sperare. Per il nostro Signore Gesù Cristo…

PRIMA LETTURA (Gn 4,1-11)
Tu hai pietà per una pianta di ricino, e io non dovrei avere pietà di Nìnive, la grande città?
Dal libro del profeta Giona
Giona provò grande dispiacere e fu sdegnato. Pregò il Signore: «Signore, non era forse questo che dicevo quand’ero nel mio paese? Per questo motivo mi affrettai a fuggire a Tarsis; perché so che tu sei un Dio misericordioso e pietoso, lento all’ira, di grande amore e che ti ravvedi riguardo al male minacciato. Or dunque, Signore, toglimi la vita, perché meglio è per me morire che vivere!». Ma il Signore gli rispose: «Ti sembra giusto essere sdegnato così?».
Giona allora uscì dalla città e sostò a oriente di essa. Si fece lì una capanna e vi si sedette dentro, all’ombra, in attesa di vedere ciò che sarebbe avvenuto nella città. Allora il Signore Dio fece crescere una pianta di ricino al di sopra di Giona, per fare ombra sulla sua testa e liberarlo dal suo male. Giona provò una grande gioia per quel ricino.
Ma il giorno dopo, allo spuntare dell’alba, Dio mandò un verme a rodere la pianta e questa si seccò. Quando il sole si fu alzato, Dio fece soffiare un vento d’oriente, afoso. Il sole colpì la testa di Giona, che si sentì venire meno e chiese di morire, dicendo: «Meglio per me morire che vivere».
Dio disse a Giona: «Ti sembra giusto essere così sdegnato per questa pianta di ricino?». Egli rispose: «Sì, è giusto; ne sono sdegnato da morire!». Ma il Signore gli rispose: «Tu hai pietà per quella pianta di ricino per cui non hai fatto nessuna fatica e che tu non hai fatto spuntare, che in una notte è cresciuta e in una notte è perita! E io non dovrei avere pietà di Nìnive, quella grande città, nella quale vi sono più di centoventimila persone, che non sanno distinguere fra la mano destra e la sinistra, e una grande quantità di animali?».
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 85)
R. Signore, tu sei misericordioso e pietoso.
Pietà di me, Signore,
a te grido tutto il giorno.
Rallegra la vita del tuo servo,
perché a te, Signore, rivolgo l’anima mia. R.
Tu sei buono, Signore, e perdoni,
sei pieno di misericordia con chi t’invoca.
Porgi l’orecchio, Signore, alla mia preghiera
e sii attento alla voce delle mie suppliche. R.
Tutte le genti che hai creato verranno
e si prostreranno davanti a te, Signore,
per dare gloria al tuo nome.
Grande tu sei e compi meraviglie:
tu solo sei Dio. R.

CANTO AL VANGELO (cf. Rm 8,15)
R. Alleluia, alleluia.
Avete ricevuto lo Spirito che rende figli adottivi,
per mezzo del quale gridiamo: «Abbà! Padre!».
R. Alleluia.

VANGELO (Lc 11,1-4)
Signore, insegnaci a pregare.
+ Dal Vangelo secondo Luca
Gesù si trovava in un luogo a pregare; quando ebbe finito, uno dei suoi discepoli gli disse: «Signore, insegnaci a pregare, come anche Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli».
Ed egli disse loro: «Quando pregate, dite:
Padre,
sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno;
dacci ogni giorno il nostro pane quotidiano,
e perdona a noi i nostri peccati,
anche noi infatti perdoniamo a ogni nostro debitore,
e non abbandonarci alla tentazione».
Parola del Signore.

PREGHIERA SULLE OFFERTE
Accogli, Signore, il sacrificio che tu stesso ci hai comandato d’offrirti e, mentre esercitiamo il nostro ufficio sacerdotale, compi in noi la tua opera di salvezza. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE
Uno solo è il pane, e noi, pur essendo molti, siamo un corpo solo, perché partecipiamo tutti dell’unico pane e dell’unico calice. (cf. 1Cor 10,17)

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
La comunione a questo sacramento sazi la nostra fame e sete di te, o Padre, e ci trasformi nel Cristo tuo Figlio. Egli vive e regna nei secoli dei secoli..

MEDITAZIONE

Parola – Prima lettura Gal 3, 7-14
… Quelli invece che si richiamano alle opere della Legge stanno sotto la maledizione, poiché sta scritto: «Maledetto chiunque non rimane fedele a tutte le cose scritte nel libro della Legge per metterle in pratica»… Ma la Legge non si basa sulla fede; al contrario dice: «Chi metterà in pratica queste cose, vivrà grazie ad esse». Cristo ci ha riscattati dalla maledizione della Legge…

Riflessione
Nel progetto che ha Dio di salvarci nella fede, la legge è una via senza uscita perché sotto il regime della legge devono essere attuate 613 prescrizioni; è impossibile eseguirle tutte, per cui coloro che stanno sotto la legge sono maledetti perché l’impossibilità all’osservanza è scontata. Gesù è stato condannato in forza
della legge, lui quindi ha preso la maledizione sopra di sé perché noi fossimo liberi dalla legge e quindi da ogni maledizione. Fede e legge si escludono a vicenda, perché la salvezza in Cristo è un dono gratuito di Dio. L’unica via quindi per accedere a Dio è quella dell’ apertura libera della fede. Paolo ha capito questo nell’incontro con Cristo; è Cristo che lo ha salvato, gli si è rivelato come salvezza, lui ha detto sì ed ora non ha altro da vivere che Cristo! Libero da tutte le prescrizioni della legge è entrato nel regime dell’amore. Quando l’incontro con Dio è ridotto ad un insieme di osservanze o norme da eseguire, quando la legge prende il posto di Dio, è già introdotto quel male terribile che è il male della divisione, perché gli uomini si difenderanno sempre dalle leggi. Se ti doni a Cristo entri nel regime della libertà, non ti separi più dai tuoi fratelli e diventi gioia perché Cristo ti ha preso completamente e ti ha preso insieme a quei fratelli che come te hanno questo cammino per la costruzione della Chiesa, entri nel regime dell’amore!

Parola – Vangelo Lc 11, 15-26
… alcuni dissero: «È per mezzo di Beelzebùl, capo dei demòni, che egli scaccia i demòni»… egli disse «… Voi dite che io scaccio i demòni per mezzo di Beelzebùl. Ma se io scaccio i demòni per mezzo di Beelzebùl, i vostri figli per mezzo di chi li scacciano? Per questo saranno loro i vostri giudici. Se invece io scaccio i demòni con il dito di Dio, allora è giunto a voi il regno di Dio… ».

Riflessione
Gesù scacciava i demoni e liberava le persone perché fossero piene di Dio. C’erano quelli che avevano tanto odio contro di lui da arrivare a dirgli che scacciava i demoni in nome di Beelzebul. Ma Gesù diceva che scacciava i demoni con il dito di Dio, quindi il regno di Dio era giunto a loro. Non è più la nostra persona che deve trionfare, farsi vedere. Lascia perdere tutte queste stupidaggini: Gesù ti ha usato misericordia e ti ha liberato, va’ e annunzia il Regno di Dio!