Il Signore farà giustizia al suo popolo

Dedicazione Basilica di Santa Maria Maggiore (mf)
18.a Tempo Ordinario – II
Liturgia: Na 2,1.3; 3,1-3.6-7; Cant. Dt 32,35-41; Mt 16,24-28

ANTIFONA D’INGRESSO
O Dio, vieni a salvarmi. Signore, vieni presto in mio aiuto. Sei tu il mio soccorso, la mia salvezza: Signore, non tardare.

COLLETTA
Mostraci la tua continua benevolenza, o Padre, e assisti il tuo popolo, che ti riconosce suo pastore e guida; rinnova l’opera della tua creazione e custodisci ciò che hai rinnovato. Per il nostro Signore Gesù Cristo…

PRIMA LETTURA (Na 2,1.3; 3,1-3.6-7)
Guai alla città sanguinaria!
Dal libro del profeta Naum
Ecco sui monti i passi d’un messaggero che annuncia la pace! Celebra le tue feste, Giuda, sciogli i tuoi voti, poiché il malvagio non passerà più su di te: egli è del tutto annientato. Infatti il Signore restaura il vanto di Giacobbe, rinnova il vanto d’Israele, anche se i briganti li hanno depredati e saccheggiano i loro tralci.
Guai alla città sanguinaria, piena di menzogne, colma di rapine, che non cessa di depredare! Sibilo di frusta, fracasso di ruote, scalpitìo di cavalli, cigolìo di carri, cavalieri incalzanti, lampeggiare di spade, scintillare di lance, feriti in quantità, cumuli di morti, cadaveri senza fine, s’inciampa nei cadaveri. Ti getterò addosso immondizie, ti svergognerò, ti esporrò al ludibrio. Allora chiunque ti vedrà, fuggirà da te e dirà: “Ninive è distrutta! Chi la compiangerà? Dove cercherò chi la consoli?”.
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dt 32,35-41)
Il Signore farà giustizia al suo popolo.
Sì, vicino è il giorno della loro rovina
e il loro destino si affretta a venire.
Perché il Signore farà giustizia al suo popolo
e dei suoi servi avrà compassione.
Il Signore farà giustizia al suo popolo.
Ora vedete che io, io lo sono
e nessun altro è dio accanto a me.
Sono io che do la morte e faccio vivere;
io percuoto e io guarisco.
Il Signore farà giustizia al suo popolo.
Quando avrò affilato la folgore della mia spada
e la mia mano inizierà il giudizio,
farò vendetta dei miei avversari,
ripagherò i miei nemici.
Il Signore farà giustizia al suo popolo.

CANTO AL VANGELO (Mt 5,10)
Alleluia, alleluia.
Beati i perseguitati per la giustizia,
perché di essi è il regno dei cieli.
Alleluia.

VANGELO (Mt 16,24-28)
Che cosa l’uomo potrà dare in cambio della sua vita?
+ Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà. Infatti quale vantaggio avrà un uomo se guadagnerà il mondo intero, ma perderà la propria vita? O che cosa un uomo potrà dare in cambio della propria vita?
Perché il Figlio dell’uomo sta per venire nella gloria del Padre suo, con i suoi angeli, e allora renderà a ciascuno secondo le sue azioni.
In verità io vi dico: vi sono alcuni tra i presenti che non moriranno, prima di aver visto venire il Figlio dell’uomo con il suo regno».
Parola del Signore.

OMELIA
Il seguire Cristo è un morire per vivere. Qui vi è una delle contraddizioni più forti del vangelo: laddove morire e vivere sono concetti che si giocano lungo dinamiche che non sono solitamente date. Nessuno, infatti, si sognerebbe di mettere questi due verbi sullo stesso piano, anzi il morire, in questo caso, è su un livello decisamente superiore perché è passaggio obbligato per vivere. Ma, chiunque abbia fatto esperienza di Cristo sa che questa è una realtà che si trova continuamente lungo le strade del credere. È, però, un morire dell’uomo vecchio, cioè di quella persona che si credeva di essere e che invece, l’incontro con il Cristo trasforma e rende nuova, fa “rinascere”. Perché il simbolo battesimale diventi realtà di vita occorre l’impegno costante alla sequela di Cristo. Seguire Lui è decidersi a mettere da parte le nostre meschinerie per “gettarsi” nell’avventura cristiana, la quale solo così non sarà più costituita da formule vuote e sterili, ma da impegno diuturno, per la costruzione di un mondo nuovo. (Padri Silvestrini)

PREGHIERA SULLE OFFERTE
Santifica, o Dio, i doni che ti presentiamo e trasforma in offerta perenne tutta la nostra vita in unione alla vittima spirituale, il tuo servo Gesù, unico sacrificio a te gradito. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE
Ci hai mandato, Signore, un pane dal cielo, un pane che porta in sé ogni dolcezza e soddisfa ogni desiderio.

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
Accompagna con la tua continua protezione, Signore, il popolo che hai nutrito con il pane del cielo, e rendilo degno dell’eredità eterna. Per Cristo nostro Signore.

 

MEDITAZIONE

Parola – Prima lettura Na 2, 1.3; 3,1-3.6-7
… Guai alla città sanguinaria, piena di menzogne, colma di rapine, che non cessa di depredare! Sìbilo di frusta, fracasso di ruote, scalpitìo di cavalli, cigolìo di carri, cavalieri incalzanti, lampeggiare di spade, scintillare di lance, feriti in quantità, cumuli di morti, cadaveri senza fine, s’inciampa nei cadaveri. «Ti getterò addosso immondizie, ti svergognerò, ti esporrò al ludibrio. Allora chiunque ti vedrà, fuggirà da te e dirà: “Nìnive è distrutta! Chi la compiangerà? Dove cercherò chi la consoli?”».

Riflessione
Il profeta prevede la caduta di Nìnive, nemica del regno di Giuda, avvenuta nel 612 A.C. Non si respira la legge dell’amore che porterà Gesù, il vero salvatore. Siamo ancora nel tempo in cui solo la caduta del nemico suscita speranza. Tuttavia il profeta esprime un ideale di giustizia e di fede. Nìnive è la capitale di Assur che prospera sulla violenza, sull’ingiustizia. La sua caduta è considerata giudizio di Dio che punisce il nemico del piano di Dio. Gesù, invece, vince il male nel mondo, creando mondi vitali nuovi in cui regna la giustizia che diventa sorgente di speranza e di salvezza. Il mondo cambia nella misura in cui noi ci convertiamo e diventiamo un popolo nuovo, non attraverso la violenza e l’odio.

Parola – Vangelo Mt 16, 24-28
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà. Infatti quale vantaggio avrà un uomo se guadagnerà il mondo intero, ma perderà la propria vita?… ».

Riflessione
«Se qualcuno vuol venire dietro di me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua». Il rinnegamento è perdere ciò che non è me stesso, perché la nuova creatura, Cristo, regni dentro di me. Non è un rinnegare per negare, è un rinnegare per affermare la novità della vita. Sarebbe assurdo ogni rinnegamento di noi stessi se non ci fosse quell’andar dietro a Gesù perché è lui la creatura nuova. «Prenda la sua croce e mi segua»: ci si incammina in un cammino di amore e di salvezza, quindi si è disposti a prendere la croce. Quante volte vi ho detto che chi dice di amare e non è capace di soffrire per chi ama, è una barzelletta! La caratteristica dell’amore su questa terra sarà sempre quella di essere un amore crocifisso: non per nulla Gesù ha voluto rimanere crocifisso con noi. La croce ci sarà sempre, però è croce che dà la vita.