Andremo con gioia alla casa del Signore

San Carlo Borromeo (m)
31.a Tempo Ordinario – III
Liturgia: Fil 3,17 – 4,1; Sal 121; Lc 16,1-8

ANTIFONA D’INGRESSO
Non abbandonarmi, Signore mio Dio, da me non stare lontano; vieni presto in mio aiuto, Signore, mia salvezza.

COLLETTA
Dio onnipotente e misericordioso, tu solo puoi dare ai tuoi fedeli il dono di servirti in modo lodevole e degno; fa’ che camminiamo senza ostacoli verso i beni da te promessi. Per il nostro Signore Gesù Cristo…

PRIMA LETTURA (Fil 3,17 – 4,1)
Aspettiamo come salvatore il Signore Gesù Cristo, il quale trasfigurerà il nostro misero corpo per conformarlo al suo corpo glorioso.
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippesi
Fratelli, fatevi insieme miei imitatori e guardate quelli che si comportano secondo l’esempio che avete in noi.
Perché molti – ve l’ho già detto più volte e ora, con le lacrime agli occhi, ve lo ripeto – si comportano da nemici della croce di Cristo. La loro sorte finale sarà la perdizione, il ventre è il loro dio. Si vantano di ciò di cui dovrebbero vergognarsi e non pensano che alle cose della terra.
La nostra cittadinanza infatti è nei cieli e di là aspettiamo come salvatore il Signore Gesù Cristo, il quale trasfigurerà il nostro misero corpo per conformarlo al suo corpo glorioso, in virtù del potere che egli ha di sottomettere a sé tutte le cose.
Perciò, fratelli miei carissimi e tanto desiderati, mia gioia e mia corona, rimanete in questo modo saldi nel Signore, carissimi!
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 121)
Andremo con gioia alla casa del Signore.
Quale gioia, quando mi dissero:
«Andremo alla casa del Signore!».
Già sono fermi i nostri piedi
alle tue porte, Gerusalemme!
Andremo con gioia alla casa del Signore. Gerusalemme è costruita
come città unita e compatta.
È là che salgono le tribù,
le tribù del Signore.
Andremo con gioia alla casa del Signore.
Secondo la legge d’Israele,
per lodare il nome del Signore.
Là sono posti i troni del giudizio,
i troni della casa di Davide.
Andremo con gioia alla casa del Signore.

CANTO AL VANGELO (1Gv 2,5)
Alleluia, alleluia.
Chi osserva la parola di Gesù Cristo
in lui l’amore di Dio è veramente perfetto.
Alleluia.

VANGELO (Lc 16,1-8)
I figli di questo mondo verso i loro pari sono più scaltri dei figli della luce.
+ Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesù diceva ai discepoli: «Un uomo ricco aveva un amministratore, e questi fu accusato dinanzi a lui di sperperare i suoi averi. Lo chiamò e gli disse: “Che cosa sento dire di te? Rendi conto della tua amministrazione, perché non potrai più amministrare”.
L’amministratore disse tra sé: “Che cosa farò, ora che il mio padrone mi toglie l’amministrazione? Zappare, non ne ho la forza; mendicare, mi vergogno. So io che cosa farò perché, quando sarò stato allontanato dall’amministrazione, ci sia qualcuno che mi accolga in casa sua”.
Chiamò uno per uno i debitori del suo padrone e disse al primo: “Tu quanto devi al mio padrone?”. Quello rispose: “Cento barili d’olio”. Gli disse: “Prendi la tua ricevuta, siediti subito e scrivi cinquanta”. Poi disse a un altro: “Tu quanto devi?”. Rispose: “Cento misure di grano”. Gli disse: “Prendi la tua ricevuta e scrivi ottanta”.
Il padrone lodò quell’amministratore disonesto, perché aveva agito con scaltrezza. I figli di questo mondo, infatti, verso i loro pari sono più scaltri dei figli della luce».
Parola del Signore.

PREGHIERA SULLE OFFERTE
Questo sacrificio che la Chiesa ti offre, Signore, salga a te come offerta pura e santa, e ottenga a noi la pienezza della tua misericordia. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE
Dice il Signore: “Come il Padre che ha la vita ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia di me vivrà per me”.

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
Continua in noi, o Dio, la tua opera di salvezza, perché i sacramenti che ci nutrono in questa vita ci preparino a ricevere i beni promessi. Per Cristo nostro Signore.

 

MEDITAZIONE

Parola – Prima lettura Fil 3, 17 – 4,1
Fratelli, fatevi insieme miei imitatori e guardate quelli che si comportano secondo l’esempio che avete in noi. Perché molti… si comportano da nemici della croce di Cristo. La loro sorte finale sarà la perdizione, il ventre è il loro dio. Si vantano di ciò di cui dovrebbero vergognarsi e non pensano che alle cose della terra. La nostra cittadinanza infatti è nei cieli e di là aspettiamo come salvatore il Signore Gesù Cristo… rimanete in questo modo saldi nel Signore, carissimi!

Riflessione
Paolo che quasi piange, dice: «Si comportano da nemici della croce di Cristo». Ma cos’è la croce di Cristo
se non il segno di un amore totale e radicale di Dio nei nostri confronti? C’è gente che irride questo amore
totale di Dio, addirittura lo rifiuta e si comporta da nemico. È l’uomo che, non avendo trovato la propria
identità, rifiuta quell’unica vera identità che gli viene da questo rapporto profondo del suo essere in Dio. La conclusione è la perdizione perché «il ventre è il loro dio», cioè le cose non vengono più usate per il fine che esse hanno, ma per la quantità di piacere che ti portano. La vita non viene usata come risposta ad un amore e quindi non viene vissuta come un superamento continuo di se stesso in una donazione verso L’infinito, ma come esasperazione di un individualismo cieco che non ha senso e che tutto trasforma in strumento proprio. Fino a che punto arriva la stoltezza dell’uomo che rifiuta il rapporto con Dio che è l’unico che dà senso e pienezza al suo essere! Il Signore deve essere accettato gratuitamente, non perché mi realizza, mi rende chissà chi o mi da soddisfazione, ma perché Dio è Dio. Poi come conseguenza io ho la piena realizzazione del mio essere, ma non è quello che mi deve spingere a Dio, bensì è il fatto che Dio è Dio, è il Signore della nostra esistenza: questo è l’amore gratuito!

Parola – Vangelo Lc 16, 1-8
… «Un uomo ricco aveva un amministratore, e questi fu accusato… L’amministratore disse tra sé: “Che cosa farò… ?… ”. Chiamò uno per uno i debitori del suo padrone e disse al primo: “Tu quanto devi al mio padrone?”. Quello rispose: “Cento barili d’olio”. Gli disse: “Prendi la tua ricevuta, siediti subito e scrivi cinquanta”… Il padrone lodò quell’amministratore disonesto, perché aveva agito con scaltrezza. I figli di questo mondo, infatti, verso i loro pari sono più scaltri dei figli della luce».

Riflessione
Gesù dice: «Guardate quest’uomo, si trova nella necessità e cosa fa? È furbo, perché non vuole andare a zappare! Viene rimosso, si fa degli amici con i soldi. Possibile che voi non vi facciate degli amici con i soldi dell’iniqua ricchezza perché vi accolgano un giorno nella vita eterna?» In altre parole, se un uomo, per sopravvivere, fa il furbo, voi perché, con i soldi che avete, non vi fate amici i poveri, i disperati, i disgraziati, che poi vi accolgono nelle dimore eterne? Questo per vivere su questa terra. Voi, che dovete creare un cielo nuovo e una nuova terra, perché non vi fate amici, cioè non formate un nuovo popolo?