Il Signore regna, il Dio di tutta la terra

Trasfigurazione del Signore (f)
18.a Tempo Ordinario – P
Liturgia: Dn 7,9-10.13-14; Sal 96; 2Pt 1,16-19; Lc 9,28b-36

ANTIFONA D’INGRESSO
Nel segno di una nube luminosa apparve lo Spirito Santo e si udì la voce del Padre: “Questi è il mio Figlio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto: ascoltatelo”.

COLLETTA
O Dio, che nella gloriosa Trasfigurazione del Cristo Signore, hai confermato i misteri della fede con la testimonianza della legge e dei profeti e hai mirabilmente preannunziato la nostra definitiva adozione a tuoi figli, fa’ che ascoltiamo la parola del tuo amatissimo Figlio per diventare coeredi della sua vita immortale. Egli è Dio, e vive e regna con te…

PRIMA LETTURA (Dn 7,9-10.13-14)
La sua veste era candida come la neve.
Dal libro del profeta Daniele
Io continuavo a guardare, quand’ecco furono collocati troni e un vegliardo si assise. La sua veste era candida come la neve e i capelli del suo capo erano candidi come la lana; il suo trono era come vampe di fuoco con le ruote come fuoco ardente. Un fiume di fuoco scorreva e usciva dinanzi a lui, mille migliaia lo servivano e diecimila miriadi lo assistevano. La corte sedette e i libri furono aperti.
Guardando ancora nelle visioni notturne, ecco venire con le nubi del cielo uno simile a un figlio d’uomo; giunse fino al vegliardo e fu presentato a lui. Gli furono dati potere, gloria e regno; tutti i popoli, nazioni e lingue lo servivano: il suo potere è un potere eterno, che non finirà mai, e il suo regno non sarà mai distrutto.
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 96)
Il Signore regna, il Dio di tutta la terra.
Il Signore regna: esulti la terra,
gioiscano le isole tutte.
Nubi e tenebre lo avvolgono,
giustizia e diritto sostengono il suo trono.
Il Signore regna, il Dio di tutta la terra.
I monti fondono come cera davanti al Signore,
davanti al Signore di tutta la terra.
Annunziano i cieli la sua giustizia,
e tutti i popoli vedono la sua gloria.
Il Signore regna, il Dio di tutta la terra.
Perché tu, Signore,
sei l’Altissimo su tutta la terra,
eccelso su tutti gli dei.
Il Signore regna, il Dio di tutta la terra.

SECONDA LETTURA (2Pt 1,16-19)
Questa voce noi l’abbiamo udita discendere dal cielo.
Dalla seconda lettera di san Pietro apostolo
Carissimi, vi abbiamo fatto conoscere la potenza e la venuta del Signore nostro Gesù Cristo, non perché siamo andati dietro a favole artificiosamente inventate, ma perché siamo stati testimoni oculari della sua grandezza.
Egli infatti ricevette onore e gloria da Dio Padre, quando giunse a lui questa voce dalla maestosa gloria: «Questi è il Figlio mio, l’amato, nel quale ho posto il mio compiacimento». Questa voce noi l’abbiamo udita discendere dal cielo mentre eravamo con lui sul santo monte.
E abbiamo anche, solidissima, la parola dei profeti, alla quale fate bene a volgere l’attenzione come a lampada che brilla in un luogo oscuro, finché non spunti il giorno e non sorga nei vostri cuori la stella del mattino.
Parola di Dio.

CANTO AL VANGELO (cf. Mt 17,5c)
Alleluia, alleluia.
Questi è il Figlio mio, l’amato:
in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo.
Alleluia.

VANGELO (Lc 9,28b-36)
Mentre Gesù pregava, il suo volto cambiò d’aspetto.
+ Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giovanni e Giacomo e salì sul monte a pregare.
Mentre pregava, il suo volto cambiò d’aspetto e la sua veste divenne candida e sfolgorante. Ed ecco, due uomini conversavano con lui: erano Mosè ed Elia, apparsi nella gloria, e parlavano del suo esodo, che stava per compiersi a Gerusalemme.
Pietro e i suoi compagni erano oppressi dal sonno; ma, quando si svegliarono, videro la sua gloria e i due uomini che stavano con lui.
Mentre questi si separavano da lui, Pietro disse a Gesù: «Maestro, è bello per noi essere qui. Facciamo tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia». Egli non sapeva quello che diceva. Mentre parlava così, venne una nube e li coprì con la sua ombra. All’entrare nella nube, ebbero paura. E dalla nube uscì una voce, che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’eletto; ascoltatelo!».
Appena la voce cessò, restò Gesù solo. Essi tacquero e in quei giorni non riferirono a nessuno ciò che avevano visto.
Parola del Signore.

PREGHIERA SULLE OFFERTE
Santifica queste offerte, o Padre, per il mistero della Trasfigurazione del tuo unico Figlio, e rinnovaci nello spirito con lo splendore della sua gloria. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE
Quando il Signore si manifesterà, saremo simili a lui, perché lo vedremo così come egli è.

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
Il pane del cielo che abbiamo ricevuto, o Padre, ci trasformi a immagine del Cristo, che nella Trasfigurazione rivelò agli uomini il mistero della sua gloria. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.

 

MEDITAZIONE

Parola – Prima lettura Dn 7, 9-10.13-14
Io continuavo a guardare, quand’ecco furono collocati troni e un vegliardo si assise. La sua veste era candida come la neve e i capelli del suo capo erano candidi come la lana; il suo trono era come vampe di fuoco con le ruote come fuoco ardente. Un fiume di fuoco scorreva e usciva dinanzi a lui, mille migliaia lo servivano e diecimila miriadi lo assistevano… il suo potere è un potere eterno, che non finirà mai, e il suo regno non sarà mai distrutto.

Riflessione
Il figlio dell’uomo di cui parla Daniele è un essere divino somigliante all’uomo, ed è Gesù. Il vegliardo, in questa visione, è Dio Padre. Sottolineiamo la invisibilità di Dio: rimane uno dal volto non ben precisato e viene descritto solo da come si presenta esternamente. Questo significa che nella realtà più profonda di quello che egli è rimane mistero; nel contatto con noi ha delle note per cui si può intuire quello che lui è. Il volto di Dio rimane invisibile: il divino è irraggiungibile. Questa affermazione è molto importante perché quando noi mostriamo troppo di Dio è la volta buona che facciamo perdere la fede. Il mistero non è traducibile con termini umani, rimane mistero e si comunica in un’esperienza vitale. La vita cristiana è l’aggancio coi mistero di Dio, è l’unione tra noi e Dio, che ci purifica, ci salva e ci porta alla maturità.

Parola – Seconda lettura 2Pt 1, 16-19
… Egli infatti ricevette onore e gloria da Dio Padre, quando giunse a lui questa voce dalla maestosa gloria: «Questi è il Figlio mio, l’amato, nel quale ho posto il mio compiacimento». Questa voce noi l’abbiamo udita discendere dal cielo mentre eravamo con lui sul santo monte…

Riflessione
«Questi è il figlio mio, l’amato, nel quale ho posto il mio compiacimento». Gesù è il segreto stesso della storia ed è il segreto della vita di ogni uomo. Se prendete la Lettera ai Romani voi vedete che Paolo ci dice che noi siamo stati «resi conformi all’immagine del figlio di Dio» (Rm 8,29); è Gesù la nostra forma. Quando voi prendete un sigillo e lo imprimete sulla cera, quella cera prende la forma del sigillo. Gesù è il sigillo, noi siamo quella cera che prende la forma di Cristo. Nel Battesimo noi abbiamo ricevuto il sigillo, cioè Cristo è diventato la forma della nostra vita e la nostra vita deve essere conformata a Lui. Mediante il Battesimo siamo resi partecipi della resurrezione e siamo chiamati ad essere sempre più trasfigurati dall’azione del Signore in noi. Questo è il compito per ognuno di noi: in ogni istante liberare, trasfigurarsi, far venire fuori tutta la potenza della realtà che è dentro di te: essere figlio di Dio! Quante volte invece perdo la consapevolezza di essere figlio di Dio?

Parola – Vangelo Lc 9, 28b-36
In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte. E fu trasfigurato davanti a loro: il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce. Ed ecco, apparvero loro Mosè ed Elìa, che conversavano con lui. …quando una nube luminosa li coprì con la sua ombra. Ed ecco una voce dalla nube che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo»…

Riflessione
«Questo è il mio Figlio, ascoltatelo». Ma cosa vuol dire ascoltarlo? Non è l’ascolto di uno che ha cose interessanti da dirci, ma piuttosto l’ascolto è nel significato profondo della parola, quasi etimologico, che non è altro che la coltivazione di ciò di cui sei innamorato. L’ascolto è la tua relazione intima con Dio nel quale tu hai trovato il tutto. In questa relazione intima, come stiamo di fronte a Gesù? Può darsi che alcuni di noi siano solo nella fase del desiderio di poterlo vedere, di incontrarlo e di vivere con lui. Certamente questo è il punto di partenza per tutti: non esiste una persona che non provi in sé il desiderio di vedere Cristo. Poi c’è chi dal desiderio passa ai fatti e lo cerca insistentemente, allora entra nella verità dell’essere e si libera da ogni bugia e si attua la promessa di Gesù: «Se uno mi ama io mi rivelerò a lui» (Gv 14,23), ed è il cammino interiore profondo della rivelazione di Gesù, della sua trasfigurazione. Nella tua cella interiore, nel tuo intimo avviene questo incontro fortunato e stupendo con Dio e finalmente dici; «Era quello che io cercavo!». Un mistero intimo, una serietà profonda e una gioia nuova entrano dentro di te: è la vita definitiva! Io balbetto parlando di queste cose, ma è il mistero di Dio che si rivela a noi, è Dio presente nella nostra vita. La cosa di cui sentiamo fame e sete inestinguibile è questa unione mistica e profonda con Cristo.