A te, Signore, offrirò un sacrificio di ringraziamento

San Nicola da Tolentino
23.a Tempo Ordinario – III
Liturgia: 1Cor 10,14-22; Sal 115; Lc 6,43-49

ANTIFONA D’INGRESSO
Tu sei giusto, Signore, e sono retti i tuoi giudizi: agisci con il tuo servo secondo il tuo amore.

COLLETTA
O Padre, che ci hai donato il Salvatore e lo Spirito Santo, guarda con benevolenza i tuoi figli di adozione, perché a tutti i credenti in Cristo sia data la vera libertà e l’eredità eterna. Per il nostro Signore Gesù Cristo…

PRIMA LETTURA (1Cor 10,14-22)
Noi siamo, benché molti, un solo corpo: tutti infatti partecipiamo all’unico pane.
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi
Miei cari, state lontani dall’idolatria. Parlo come a persone intelligenti. Giudicate voi stessi quello che dico: il calice della benedizione che noi benediciamo, non è forse comunione con il sangue di Cristo? E il pane che noi spezziamo, non è forse comunione con il corpo di Cristo? Poiché vi è un solo pane, noi siamo, benché molti, un solo corpo: tutti infatti partecipiamo all’unico pane. Guardate l’Israele secondo la carne: quelli che mangiano le vittime sacrificali non sono forse in comunione con l’altare?
Che cosa dunque intendo dire? Che la carne sacrificata agli idoli vale qualcosa? O che un idolo vale qualcosa? No, ma dico che quei sacrifici sono offerti ai demòni e non a Dio.
Ora, io non voglio che voi entriate in comunione con i demòni; non potete bere il calice del Signore e il calice dei demòni; non potete partecipare alla mensa del Signore e alla mensa dei demòni. O vogliamo provocare la gelosia del Signore? Siamo forse più forti di lui?
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 115)
A te, Signore, offrirò un sacrificio di ringraziamento.
Che cosa renderò al Signore
per tutti i benefici che mi ha fatto?
Alzerò il calice della salvezza
e invocherò il nome del Signore.
A te, Signore, offrirò un sacrificio di ringraziamento.
A te offrirò un sacrificio di ringraziamento
e invocherò il nome del Signore.
Adempirò i miei voti al Signore
davanti a tutto il suo popolo.
A te, Signore, offrirò un sacrificio di ringraziamento.

CANTO AL VANGELO (cf. Gv 14,23)
Alleluia, alleluia.
Se uno mi ama, osserverà la mia parola, dice il Signore,
e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui.
Alleluia.

VANGELO (Lc 6,43-49)
Perché mi invocate: Signore, Signore! e non fate quello che dico?
+ Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non vi è albero buono che produca un frutto cattivo, né vi è d’altronde albero cattivo che produca un frutto buono. Ogni albero infatti si riconosce dal suo frutto: non si raccolgono fichi dagli spini, né si vendemmia uva da un rovo.
L’uomo buono dal buon tesoro del suo cuore trae fuori il bene; l’uomo cattivo dal suo cattivo tesoro trae fuori il male: la sua bocca infatti esprime ciò che dal cuore sovrabbonda.
Perché mi invocate: “Signore, Signore!” e non fate quello che dico?
Chiunque viene a me e ascolta le mie parole e le mette in pratica, vi mostrerò a chi è simile: è simile a un uomo che, costruendo una casa, ha scavato molto profondo e ha posto le fondamenta sulla roccia. Venuta la piena, il fiume investì quella casa, ma non riuscì a smuoverla perché era costruita bene.
Chi invece ascolta e non mette in pratica, è simile a un uomo che ha costruito una casa sulla terra, senza fondamenta. Il fiume la investì e subito crollò; e la distruzione di quella casa fu grande».
Parola del Signore.

PREGHIERA SULLE OFFERTE
O Dio, sorgente della vera pietà e della pace, salga a te nella celebrazione di questo mistero la giusta adorazione per la tua grandezza e si rafforzi la fedeltà e la concordia dei tuoi figli. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE
“Io sono la luce del mondo, dice il Signore, “chi segue me non cammina nelle tenebre, ma avrà la luce della vita”.

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
O Padre, che nutri e rinnovi i tuoi fedeli alla mensa della parola e del pane di vita, per questi doni del tuo Figlio aiutaci a progredire costantemente nella fede, per divenire partecipi della sua vita immortale. Per Cristo nostro Signore.

 

MEDITAZIONE

Parola – Prima lettura 1Cor 10, 14-22
Miei cari, state lontani dall’idolatria. Parlo come a persone intelligenti. Giudicate voi stessi quello che dico: il calice della benedizione che noi benediciamo, non è forse comunione con il sangue di Cristo? E il pane che noi spezziamo, non è forse comunione con il corpo di Cristo? Poiché vi è un solo pane, noi siamo, benché molti, un solo corpo…

Riflessione
La terza coppa che si beveva nella cena pasquale era chiamata la “coppa della benedizione”. Ebbene, quella coppa è diventata il calice del sangue di Gesù nella cena del Signore, ed il pane spezzato è diventato il corpo sacrificato di Gesù nell’ultima cena. Tutte le volte che beviamo di quel calice e mangiamo di quel pane santo, entriamo in comunione di vita con il Signore, perché l’Eucaristia è il suo corpo e il suo sangue (1Cor 11, 27-31). Non solo: da questa unione eucaristica con Cristo scaturisce una effettiva unione di tutti i fratelli e le sorelle comunicanti in un unico corpo. L’Eucaristia nutre, rafforza, cementa questa comunione di vita: noi che mangiamo un solo pane, formiamo un solo Corpo. Mai come oggi i cristiani devono diventare il popolo nuovo che Gesù è venuto a realizzare!

Parola – Vangelo Lc 6, 43-49
… «Non vi è albero buono che produca un frutto cattivo, né vi è d’altronde albero cattivo che produca un frutto buono. Ogni albero infatti si riconosce dal suo frutto: non si raccolgono fichi dagli spini, né si vendemmia uva da un rovo. L’uomo buono dal buon tesoro del suo cuore trae fuori il bene; l’uomo cattivo dal suo cattivo tesoro trae fuori il male: la sua bocca infatti esprime ciò che dal cuore sovrabbonda… ».

Riflessione
La bocca parla dalla pienezza del cuore che non è pieno se non di cose grandi: di giustizia, di amore. L’amore, prima di essere un sentimento, è sempre un atto di volontà. L’amore trasforma anche il sentimento, ma l’amore non si può ridurre al sentimento! Le cose più scandalose vengono fuori quando l’uomo riduce se stesso al sentimento, perché riduce gli altri alla propria vita e fa le cose solo se gli vanno, solo se gli piacciono, solo se lo realizzano, solo se lo riempiono! L’amore è un atto di volontà che trasforma il sentimento e lo modifica, ma prima di tutto è una scelta, è una destinazione di sé nell’umiltà, nella semplicità, nell’incontro con Dio: «Eccomi Signore, manda me». Allora la vita è costruita sulla roccia, non va avanti in forza dello sballottamento dei sentimenti, ma è ancorata in Cristo Signore.