I precetti del Signore sono retti, fanno gioire il cuore

S. Teresa di Gesù Bambino (m)
26.a tempo ordinario – II
Liturgia: Ne 8,1-4a.5-6.7b-12; Sal 18; Lc 10,1-12

ANTIFONA D’INGRESSO
Signore, tutto ciò che hai fatto ricadere su di noi l’hai fatto con retto giudizio; abbiamo peccato contro di te, non abbiamo dato ascolto ai tuoi precetti: ma ora glorifica il tuo nome e opera con noi secondo la grandezza della tua misericordia. (Dn 3,31.29.30.43.42)

COLLETTA
O Dio, che riveli la tua onnipotenza soprattutto con la misericordia e il perdono, continua a effondere su di noi la tua grazia, perché, camminando verso i beni da te promessi, diventiamo partecipi della felicità eterna. Per il nostro Signore Gesù Cristo…

PRIMA LETTURA (Ne 8,1-4a.5-6.7b-12)
Esdra aprì il libro della legge e benedisse il Signore, e tutto il popolo rispose: Amen, amen!
Dal libro di Neemia
In quei giorni, tutto il popolo si radunò come un solo uomo sulla piazza davanti alla porta delle Acque e disse allo scriba Esdra di portare il libro della legge di Mosè, che il Signore aveva dato a Israele. Il primo giorno del settimo mese, il sacerdote Esdra portò la legge davanti all’assemblea degli uomini, delle donne e di quelli che erano capaci di intendere.
Lesse il libro sulla piazza davanti alla porta delle Acque, dallo spuntare della luce fino a mezzogiorno, in presenza degli uomini, delle donne e di quelli che erano capaci d’intendere; tutto il popolo tendeva l’orecchio al libro della legge. Lo scriba Esdra stava sopra una tribuna di legno, che avevano costruito per l’occorrenza.
Esdra aprì il libro in presenza di tutto il popolo, poiché stava più in alto di tutti; come ebbe aperto il libro, tutto il popolo si alzò in piedi. Esdra benedisse il Signore, Dio grande, e tutto il popolo rispose: “Amen, amen”, alzando le mani; si inginocchiarono e si prostrarono con la faccia a terra dinanzi al Signore.
I leviti spiegavano la legge al popolo e il popolo stava in piedi. Essi leggevano il libro della legge di Dio a brani distinti e spiegavano il senso, e così facevano comprendere la lettura.
Neemia, che era il governatore, Esdra, sacerdote e scriba, e i leviti che ammaestravano il popolo dissero a tutto il popolo: “Questo giorno è consacrato al Signore, vostro Dio; non fate lutto e non piangete!”. Infatti tutto il popolo piangeva, mentre ascoltava le parole della legge.
Poi Neemia disse loro: “Andate, mangiate carni grasse e bevete vini dolci e mandate porzioni a quelli che nulla hanno di preparato, perché questo giorno è consacrato al Signore nostro; non vi rattristate, perché la gioia del Signore è la vostra forza”. I leviti calmavano tutto il popolo dicendo: “Tacete, perché questo giorno è santo; non vi rattristate!”. Tutto il popolo andò a mangiare, a bere, a mandare porzioni e a esultare con grande gioia, perché avevano compreso le parole che erano state loro proclamate.
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 18)
R. I precetti del Signore sono retti, fanno gioire il cuore.
La legge del Signore è perfetta,
rinfranca l’anima;
la testimonianza del Signore è stabile,
rende saggio il semplice. R.
I precetti del Signore sono retti,
fanno gioire il cuore;
il comando del Signore è limpido,
illumina gli occhi. R.
Il timore del Signore è puro,
rimane per sempre;
i giudizi del Signore sono fedeli,
sono tutti giusti. R.
Più preziosi dell’oro,
di molto oro fino,
più dolci del miele
e di un favo stillante. R.

CANTO AL VANGELO (cf. Mc 1,15)
R. Alleluia, alleluia.
Il regno di Dio è vicino,
convertitevi e credete nel Vangelo.
R. Alleluia.

VANGELO (Lc 10,1-12)
La vostra pace scenderà su di lui.
+ Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, il Signore designò altri settantadue discepoli e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi.
Diceva loro: “La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe perché mandi operai per la sua messe! Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada.
In qualunque casa entriate, prima dite: “Pace a questa casa!” Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché chi lavora ha diritto alla sua ricompensa. Non passate da una casa all’altra.
Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà offerto, guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: “È vicino a voi il regno di Dio”. Ma quando entrerete in una città e non vi accoglieranno, uscite sulle sue piazze e dite: “Anche la polvere della vostra città, che si è attaccata ai nostri piedi, noi la scuotiamo contro di voi; sappiate però che il regno di Dio è vicino”. Io vi dico che, in quel giorno, Sodoma sarà trattata meno duramente di quella città”.
Parola del Signore.

PREGHIERA SULLE OFFERTE
Accogli, Padre misericordioso, i nostri doni, e da quest’offerta della tua Chiesa fa’ scaturire per noi la sorgente di ogni benedizione. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE
Da questo abbiamo conosciuto l’amore di Dio: egli ha dato la sua vita per noi, e anche noi dobbiamo dar la vita per i fratelli. (1Gv 3,16)

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
Questo sacramento di vita eterna ci rinnovi, o Padre, nell’anima e nel corpo, perché, comunicando a questo memoriale della passione del tuo Figlio, diventiamo eredi con lui nella gloria. Per Cristo nostro Signore.

 

MEDITAZIONE

Parola – Prima lettura Gb 42, 1-3.5-6.12-16
Giobbe prese a dire al Signore: «Comprendo che tu puoi tutto e che nessun progetto per te è impossibile. Chi è colui che, da ignorante, può oscurare il tuo piano?… Io ti conoscevo solo per sentito dire, ma ora i miei occhi ti hanno veduto… ». Il Signore benedisse il futuro di Giobbe più del suo passato…

Riflessione
Ogni tanto il Signore premia, perché ha misericordia della nostra debolezza, e avviene ciò che è avvenuto in Giobbe: «Prima Signore io ti conoscevo per sentito dire, ora i miei occhi ti vedono». Non posso lasciarmi condizionare dal come, dal se e dal dove, non posso vivere l’avventura di Dio con la mia testa di uomo. Io una volta, soprattutto di fronte ai fatti più dolorosi, mi chiedevo: «Perché Signore?» Adesso non me lo chiedo più, non perché sia migliore, ma perché ho capito che io non posso, non debbo avere la spiegazione, perché se avessi la spiegazione mi fermerei alla mia spiegazione. Io ho bisogno di Dio che sia sempre più mistero, perché lui sia la ragione della mia vita. Io non dico: «Signore, dove mi porti?», perché so che nessuna cosa fermerà il cammino di Dio, ma ho solo bisogno di dire: «Non voglio saperlo Signore, né domani, né ieri, perché se io sapessi dove mi porti mi fermerei a quello che vengo a sapere, e quel posto dove andrò diventa la mia tomba. No, Signore, io voglio te e basta! Tu sei la ragione della vita». Allora si snoda il cammino, di luce in luce!

Parola – Vangelo Lc 10, 17-24
In quel tempo, i settantadue tornarono pieni di gioia, dicendo: «Signore, anche i demòni si sottomettono a noi nel tuo nome». Egli disse loro: «… Non rallegratevi però perché i demòni si sottomettono a voi; rallegratevi piuttosto perché i vostri nomi sono scritti nei cieli»…

Riflessione
Gesù scelse dodici uomini fra coloro che lo seguivano assiduamente, ai quali diede il nome di apostoli (Lc 6,13). Dopo questo fatto il Signore designò altri settantadue discepoli e li inviò a due a due avanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi. Essi andarono e svolsero la missione che era stata loro affidata. Appena ritornati si riunirono attorno a Gesù, pieni di gioia ed entusiasmo per i risultati positivi raggiunti. La missione era andata proprio bene; nel nome di Gesù persino i demoni si erano sottomessi a loro. Gesù li avverte del pericolo di sopravalutare questi successi visibili. Bisogna tenere presente che il grande successo è la conversione del cuore, è il cammino verso la santità che garantisce il possesso della vita eterna, della vita con Dio per sempre. La conversione del cuore ci fa vivere nella giustizia di Dio che è amore, verità, gioia per tutti.