La mia bocca, Signore, racconterà la tua giustizia

Sant’Apollinare (mf)
16.a Tempo Ordinario – IV

ANTIFONA D’INGRESSO
Ecco, Dio viene in mio aiuto, il Signore sostiene l’anima mia. A te con gioia offrirò sacrifici e loderò il tuo nome, Signore, perché sei buono.

COLLETTA
Sii propizio a noi tuoi fedeli, Signore, e donaci i tesori della tua grazia, perché, ardenti di speranza, fede e carità, restiamo sempre fedeli ai tuoi comandamenti. Per il nostro Signore Gesù Cristo…

PRIMA LETTURA (Ger 1,1.4-10)
Ti ho stabilito profeta delle nazioni.
Dal libro del profeta Geremia
Parole di Geremìa, figlio di Chelkìa, uno dei sacerdoti che risiedevano ad Anatòt, nel territorio di Beniamino.
Mi fu rivolta questa parola del Signore:
«Prima di formarti nel grembo materno, ti ho conosciuto, prima che tu uscissi alla luce, ti ho consacrato; ti ho stabilito profeta delle nazioni».
Risposi: «Ahimè, Signore Dio! Ecco, io non so parlare, perché sono giovane».
Ma il Signore mi disse: «Non dire: “Sono giovane”.
Tu andrai da tutti coloro a cui ti manderò e dirai tutto quello che io ti ordinerò. Non aver paura di fronte a loro, perché io sono con te per proteggerti». Oracolo del Signore.
Il Signore stese la mano e mi toccò la bocca, e il Signore mi disse:
«Ecco, io metto le mie parole sulla tua bocca. Vedi, oggi ti do autorità sopra le nazioni e sopra i regni per sradicare e demolire, per distruggere e abbattere, per edificare e piantare».
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 70)
La mia bocca, Signore, racconterà la tua giustizia.
In te, Signore, mi sono rifugiato,
mai sarò deluso.
Per la tua giustizia, liberami e difendimi,
tendi a me il tuo orecchio e salvami.
La mia bocca, Signore, racconterà la tua giustizia.
Sii tu la mia roccia,
una dimora sempre accessibile;
hai deciso di darmi salvezza:
davvero mia rupe e mia fortezza tu sei!
Mio Dio, liberami dalle mani del malvagio.
La mia bocca, Signore, racconterà la tua giustizia.
Sei tu, mio Signore, la mia speranza,
la mia fiducia, Signore, fin dalla mia giovinezza.
Su di te mi appoggiai fin dal grembo materno,
dal seno di mia madre sei tu il mio sostegno.
La mia bocca, Signore, racconterà la tua giustizia.
La mia bocca racconterà la tua giustizia,
ogni giorno la tua salvezza.
Fin dalla giovinezza, o Dio, mi hai istruito
e oggi ancora proclamo le tue meraviglie.
La mia bocca, Signore, racconterà la tua giustizia.

CANTO AL VANGELO (cf. Mt 13)
Alleluia, alleluia.
Il seme è la parola di Dio,
il seminatore è Cristo:
chiunque trova lui, ha la vita eterna.
Alleluia.

VANGELO (Mt 13,1-9)
Una parte del seme cadde sul terreno buono e diede frutto.
+ Dal Vangelo secondo Matteo
Quel giorno Gesù uscì di casa e sedette in riva al mare. Si radunò attorno a lui tanta folla che egli salì su una barca e si mise a sedere, mentre tutta la folla stava sulla spiaggia.
Egli parlò loro di molte cose con parabole. E disse: «Ecco, il seminatore uscì a seminare. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada; vennero gli uccelli e la mangiarono. Un’altra parte cadde sul terreno sassoso, dove non c’era molta terra; germogliò subito, perché il terreno non era profondo, ma quando spuntò il sole, fu bruciata e, non avendo radici, seccò. Un’altra parte cadde sui rovi, e i rovi crebbero e la soffocarono. Un’altra parte cadde sul terreno buono e diede frutto: il cento, il sessanta, il trenta per uno. Chi ha orecchi, ascolti».
Parola del Signore.

PREGHIERA SULLE OFFERTE
O Dio, che nell’unico e perfetto sacrificio del Cristo hai dato valore e compimento alle tante vittime della legge antica, accogli e santifica questa nostra offerta come un giorno benedicesti i doni di Abele, e ciò che ognuno di noi presenta in tuo onore giovi alla salvezza di tutti. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE
Ha lasciato un ricordo dei suoi prodigi: buono è il Signore e misericordioso, egli dà il cibo a coloro che lo temono.

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
Assisti, Signore, il tuo popolo, che hai colmato della grazia di questi santi misteri, e fa’ che passiamo dalla decadenza del peccato alla pienezza della vita nuova. Per Cristo nostro Signore.

 

MEDITAZIONE 

Parola – Prima lettura Ger 1, 1.4-10
Mi fu rivolta la parola del Signore: «Prima di formarti nel grembo materno, ti conoscevo, prima che tu uscissi alla luce, ti avevo consacrato; ti ho stabilito profeta delle nazioni… Va’ da coloro a cui ti manderò e annunzia ciò che io ti ordinerò. Non temerli, perché sono con te per proteggerti»… Il Signore stese la mano, mi toccò la bocca e il Signore mi disse: «Ecco, metto le mie parole sulla bocca».

Riflessione
Le parole, rivolte da Jahvè a Geremia, possiamo sentirle indirizzate anche a ciascuno di noi. Non siamo nati per caso, ma il nostro Dio ci ha pensato e amato da tutta l’eternità. Durante il periodo della gestazione, egli ci ha tessuto come capolavori nel seno di nostra madre. Il Signore, dal momento dell’uso di ragione, e in proporzione dei talenti, si è degnato di farci esercitare la missione profetica; ci ha inoltre proposto di fare della nostra esistenza un dono di grazia per i fratelli e le sorelle. La missione comporta difficoltà e sofferenze, ma Dio è sempre vicino a noi, per sostenerci e per incoraggiarci. Se teniamo sempre presente questa meravigliosa trama divina, sarà ben difficile che, nel corso della nostra vita, soffriamo troppo di solitudine e di claustrofobia spirituale.

Parola – Vangelo Mt 13, 1-9
Quel giorno Gesù… disse: «Ecco il seminatore uscì a seminare. E mentre seminava, una parte del seme cadde sulla strada… Un’altra parte cadde in luogo sassoso… Un’altra parte cadde sulle spine… Un’altra parte cadde sulla terra buona e diede frutto».

Riflessione
Dio getta la semente dappertutto, con un’abbondanza che noi preferiamo disegnare come imprudenza oppure sperpero; egli poi si preoccupa ben poco dei frutti immediati, e sembra pensare: «Forse… chissà… a suo tempo…». La pazienza di Dio sarà certamente premiata. Il nostro comportamento contrasta però certamente con quello del Signore. Misuriamo con pignoleria tutto quanto facciamo per Dio e per il prossimo; progettiamo e riprogettiamo in continuità, affinché il lavoro risulti efficace in partenza; nell’eseguirlo, poi, ci guardiamo bene dal perdere eccessivo tempo, troppe energie ed esagerate risorse. Inoltre, vogliamo vedere i frutti, se non subito, abbastanza presto; in caso contrario sbattiamo la porta e ce n’andiamo in cerca di gratificazioni più immediate. Chiediamoci quale dei due comportamenti è più giusto e ragionevole. Sperando che nessuno di noi concluda che è errato il modo di agire di Dio, non ci rimane altro che rivedere il nostro.