Beato l’uomo che teme il Signore

San Lorenzo (f)
19.a Tempo Ordinario – P
Liturgia: 2Cor 9,6-10; Sal 111; Gv 12,24-26

ANTIFONA D’INGRESSO
Questi è il diacono san Lorenzo, che diede la sua vita per la Chiesa: egli meritò la corona del martirio, per raggiungere in letizia il Signore Gesù Cristo.

COLLETTA
O Dio, che hai comunicato l’ardore della tua carità al diacono san Lorenzo e lo hai reso fedele nel ministero e glorioso nel martirio, fa’ che il tuo popolo segua i suoi insegnamenti e lo imiti nell’amore di Cristo e dei fratelli. Per il nostro Signore Gesù Cristo…

PRIMA LETTURA (2Cor 9,6-10)
Dio ama chi dona con gioia.
Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi
Fratelli, tenete presente questo: chi semina scarsamente, scarsamente raccoglierà e chi semina con larghezza, con larghezza raccoglierà. Ciascuno dia secondo quanto ha deciso nel suo cuore, non con tristezza né per forza, perché Dio ama chi dona con gioia.
Del resto, Dio ha potere di far abbondare in voi ogni grazia perché, avendo sempre il necessario in tutto, possiate compiere generosamente tutte le opere di bene. Sta scritto infatti: «Ha largheggiato, ha dato ai poveri, la sua giustizia dura in eterno».
Colui che dà il seme al seminatore e il pane per il nutrimento, darà e moltiplicherà anche la vostra semente e farà crescere i frutti della vostra giustizia.
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 111)
Beato l’uomo che teme il Signore.
Beato l’uomo che teme il Signore
e nei suoi precetti trova grande gioia.
Potente sulla terra sarà la sua stirpe,
la discendenza degli uomini retti sarà benedetta.
Beato l’uomo che teme il Signore.
Felice l’uomo pietoso che dà in prestito,
amministra i suoi beni con giustizia.
Egli non vacillerà in eterno:
eterno sarà il ricordo del giusto.
Beato l’uomo che teme il Signore.
Egli dona largamente ai poveri,
la sua giustizia rimane per sempre,
la sua fronte s’innalza nella gloria.
Beato l’uomo che teme il Signore.

CANTO AL VANGELO (Gv 8,12)
Alleluia, alleluia.
Chi segue me, non camminerà nelle tenebre,
ma avrà la luce della vita, dice il Signore.
Alleluia.

VANGELO (Gv 12,24-26)
Se il chicco di grano muore, produce molto frutto.
+ Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «In verità, in verità io vi dico: se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto.
Chi ama la propria vita, la perde e chi odia la propria vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna.
Se uno mi vuole servire, mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servitore. Se uno serve me, il Padre lo onorerà».
Parola del Signore.

PREGHIERA SULLE OFFERTE
Accogli con bontà, Signore, i doni che la Chiesa ti offre con devota esultanza nella nascita al cielo di san Lorenzo, e fa’ che questo sacrificio eucaristico giovi alla nostra salvezza. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE
“Chi mi vuol servire, mi segua”, dice il Signore, “e dove sono io, là sarà anche il mio servo”.

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
Signore, che ci hai nutriti alla tua mensa, fa’ che il servizio sacerdotale, che abbiamo celebrato in memoria del diacono san Lorenzo, ci inserisca più profondamente nel mistero della redenzione. Per Cristo nostro Signore.

 

MEDITAZIONE

Parola – Prima lettura 2Cor 9, 6-10;
Fratelli, tenete presente questo: chi semina scarsamente, scarsamente raccoglierà e chi semina con larghezza, con larghezza raccoglierà. Ciascuno dia secondo quanto ha deciso nel suo cuore, non con tristezza né per forza, perché Dio ama chi dona con gioia…

Riflessione
La generosità nel donare fa diventare ricchi in tutte le virtù: la giustizia, l’amore, la pace, il bene. Ciò che si dona deve essere offerto con amore; le cose date senza amore umiliano chi le riceve. Chi non ama rimane nella morte, dice Giovanni nella sua prima lettera. Qual è la garanzia che uno è nell’amore? È la gioia con cui si dona e dona ciò che ha. Dio ama chi dona con gioia. Doniamo noi stessi nella condivisione diretta e le cose che offriamo siano segno del nostro amore!

Parola – Vangelo Gv 12, 24-26
… «In verità, in verità io vi dico: se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto. Chi ama la propria vita, la perde e chi odia la propria vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna.Se uno mi vuole servire, mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servitore… ».

Riflessione
Gesù prende l’esempio del chicco di grano che se non muore rimane solo; se invece muore produce molto frutto, e ci dischiude orizzonti infiniti. Ci dice che chi s’incapsula in se stesso, si chiude cioè nel suo egoismo ed egocentrismo, si autodistrugge. L’uomo infatti è un “essere per”. È una originalità destinata ad essere in comunione. L’identità vera dell’uomo è essere se stesso per gli altri. L’uomo diventa veramente se stesso quando diventa popolo. Quando l’uomo capisce che è un essere per gli altri e si dona, raggiunge la sua pienezza ed esce dalla sua solitudine.