Salvaci, Signore, per la gloria del tuo nome

Santi Gioacchino e Anna (m)
17.a Tempo Ordinario – I

ANTIFONA D’INGRESSO
Dio sta nella sua santa dimora; ai derelitti fa abitare una casa, e dà forza e vigore al suo popolo.

COLLETTA
O Dio, nostra forza e nostra speranza, senza di te nulla esiste di valido e di santo; effondi su di noi la tua misericordia perché, da te sorretti e guidati, usiamo saggiamente dei beni terreni nella continua ricerca dei beni eterni. Per il nostro Signore Gesù Cristo…

PRIMA LETTURA (Ger 14,17-22)
Ricordati, Signore! Non rompere la tua alleanza con noi.
Dal libro del profeta Geremia
Il Signore ha detto: «I miei occhi grondano lacrime notte e giorno, senza cessare, perché da grande calamità è stata colpita la vergine, figlia del mio popolo, da una ferita mortale.
Se esco in aperta campagna, ecco le vittime della spada; se entro nella città, ecco chi muore di fame.
Anche il profeta e il sacerdote si aggirano per la regione senza comprendere».
Hai forse rigettato completamente Giuda, oppure ti sei disgustato di Sion?
Perché ci hai colpiti, senza più rimedio per noi?
Aspettavamo la pace, ma non c’è alcun bene, il tempo della guarigione, ed ecco il terrore!
Riconosciamo, Signore, la nostra infedeltà, la colpa dei nostri padri: abbiamo peccato contro di te.
Ma per il tuo nome non respingerci, non disonorare il trono della tua gloria.
Ricòrdati! Non rompere la tua alleanza con noi.
Fra gli idoli vani delle nazioni c’è qualcuno che può far piovere?
Forse che i cieli da sé mandano rovesci?
Non sei piuttosto tu, Signore, nostro Dio?
In te noi speriamo, perché tu hai fatto tutto questo.
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 78)
Salvaci, Signore, per la gloria del tuo nome.
Non imputare a noi le colpe dei nostri antenati:
presto ci venga incontro la tua misericordia,
perché siamo così poveri!
Salvaci, Signore, per la gloria del tuo nome.
Aiutaci, o Dio, nostra salvezza,
per la gloria del tuo nome;
liberaci e perdona i nostri peccati
a motivo del tuo nome.
Salvaci, Signore, per la gloria del tuo nome.
Giunga fino a te il gemito dei prigionieri;
con la grandezza del tuo braccio
salva i condannati a morte.
Salvaci, Signore, per la gloria del tuo nome.
E noi, tuo popolo e gregge del tuo pascolo,
ti renderemo grazie per sempre;
di generazione in generazione narreremo la tua lode.
Salvaci, Signore, per la gloria del tuo nome.

CANTO AL VANGELO (cf. Mt 13)
Alleluia, alleluia.
Il seme è la parola di Dio, il seminatore è Cristo:
chiunque trova lui, ha la vita eterna.
Alleluia.

VANGELO (Mt 13,36-43)
Come si raccoglie la zizzania e la si brucia nel fuoco, così avverrà alla fine del mondo.
+ Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù congedò la folla ed entrò in casa; i suoi discepoli gli si avvicinarono per dirgli: «Spiegaci la parabola della zizzania nel campo».
Ed egli rispose: «Colui che semina il buon seme è il Figlio dell’uomo. Il campo è il mondo e il seme buono sono i figli del Regno. La zizzania sono i figli del Maligno e il nemico che l’ha seminata è il diavolo. La mietitura è la fine del mondo e i mietitori sono gli angeli. Come dunque si raccoglie la zizzania e la si brucia nel fuoco, così avverrà alla fine del mondo. Il Figlio dell’uomo manderà i suoi angeli, i quali raccoglieranno dal suo regno tutti gli scandali e tutti quelli che commettono iniquità e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti. Allora i giusti splenderanno come il sole nel regno del Padre loro. Chi ha orecchi, ascolti!».
Parola del Signore.

PREGHIERA SULLE OFFERTE
Accetta, Signore, queste offerte che la tua generosità ha messo nelle nostre mani, perché il tuo Spirito, operante nei santi misteri, santifichi la nostra vita presente e ci guidi alla felicità senza fine. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE
Anima mia, benedici il Signore: non dimenticare tanti suoi benefici.

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
O Dio, nostro Padre, che ci hai dato la grazia di partecipare al mistero eucaristico, memoriale perpetuo della passione del tuo Figlio, fa’ che questo dono del suo ineffabile amore giovi sempre per la nostra salvezza. Per Cristo nostro Signore.

 

MEDITAZIONE

Parola – Prima lettura Ger 14, 17-22
I miei occhi grondano lacrime notte e giorno, senza cessare, perché da grande calamità è stata colpita la figlia del mio popolo, da una ferita mortale… Anche il profeta e il sacerdote si aggirano per il paese e non sanno che cosa fare… Riconosciamo, Signore, la nostra iniquità… per il tuo nome non abbandonarci.

Riflessione
Il battesimo ci ha conferito la dignità e la missione di profeti e sacerdoti, al servizio del popolo di Dio. Possiamo trovarci nella situazione descritta dal brano: la maggioranza preferisce ascoltare voci ben diverse da quella del Signore; ama orientarsi a lidi alternativi da quelli loro indicati. In questo contesto potremmo avvilirci, e aggirarci per la città, senza sapere che cosa fare. Nel brano però si comportano così i falsi profeti e i sacerdoti mestieranti; Geremia invece è ben cosciente del suo compito e l’esercita con sofferenza, ma con tanta fede e generosità. Noi pure, quando non ci rimane spazio per l’azione apostolica, prostriamoci davanti a Dio e chiediamogli perdono anche per chi non lo fa, preghiamolo e supplichiamolo. Nessuna situazione può impedirci di svolgere il servizio dell’intercessione, e nulla lo vanifica agli occhi del Signore.

Parola – Vangelo Mt 13, 36-43
In quel tempo, Gesù lasciò la folla ed entrò in casa; i suoi discepoli gli si accostarono per dirgli: «Spiegaci la parabola della zizzania nel campo». Ed egli rispose: «Colui che semina il buon seme è il Figlio dell’uomo… la zizzania sono i figli del maligno… alla fine del mondo…».

Riflessione
La dimensione ecclesiale della parabola è evidente, giacché Gesù stesso si è preoccupato di metterla in luce; non ci resta che riflettervi. Può essere utile considerare la parabola anche in dimensione personale. Anzitutto dobbiamo prendere atto della realtà: ciascuno di noi è il campo, nel quale, contemporaneamente, esiste buon grano e zizzania. Poi è doveroso porci una domanda: stiamo seminando con le nostre stesse mani la zizzania dentro di noi, oppure permettiamo che lo faccia il diavolo? Di fronte a una risposta positiva, è doveroso prendere immediati provvedimenti. Sperando in una risposta negativa, chiediamoci che cosa stiamo facendo per crescere il grano buono, e per tenere a bada, nel migliore dei modi, l’espandersi delle erbacce cattive. A questo punto, non dobbiamo preoccuparci troppo dei risultati visibili, poiché la zizzania non estirpata, purché non seminata da noi volontariamente, alla fine della vita sarà finalmente raccolta da Gesù stesso e gettata nel fuoco a bruciare. Noi andremo davanti al trono divino solamente con il grano buono.