Il povero grida e il Signore lo ascolta

Santa Lucia (m)
3.a Avvento – III
Liturgia: Sof 3,1-2.9-13; Sal 33; Mt 21,28-32

ANTIFONA D’INGRESSO
Il Signore verrà, e tutti i santi con lui: in quel giorno splenderà una grande luce.

COLLETTA
O Padre, che per mezzo del tuo unico Figlio, hai fatto di noi una nuova creatura, guarda all’opera del tuo amore misericordioso, e con la venuta del Redentore salvaci dalle conseguenze del peccato. Per il nostro Signore Gesù Cristo…

PRIMA LETTURA (Sof 3,1-2.9-13)
La salvezza messianica è promessa a tutti i poveri.
Dal libro del profeta Sofonia
Così dice il Signore: «Guai alla città ribelle e impura, alla città che opprime! Non ha ascoltato la voce, non ha accettato la correzione. Non ha confidato nel Signore, non si è rivolta al suo Dio».
«Allora io darò ai popoli un labbro puro, perché invochino tutti il nome del Signore e lo servano tutti sotto lo stesso giogo. Da oltre i fiumi di Etiopia coloro che mi pregano, tutti quelli che ho disperso, mi porteranno offerte. In quel giorno non avrai vergogna di tutti i misfatti commessi contro di me, perché allora allontanerò da te tutti i superbi gaudenti, e tu cesserai di inorgoglirti sopra il mio santo monte. Lascerò in mezzo a te un popolo umile e povero».
Confiderà nel nome del Signore il resto d’Israele. Non commetteranno più iniquità e non proferiranno menzogna; non si troverà più nella loro bocca una lingua fraudolenta.
Potranno pascolare e riposare senza che alcuno li molesti.
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 33)
Il povero grida e il Signore lo ascolta.
Benedirò il Signore in ogni tempo,
sulla mia bocca sempre la sua lode.
Io mi glorio nel Signore:
i poveri ascoltino e si rallegrino.
Il povero grida e il Signore lo ascolta.
Guardate a lui e sarete raggianti,
i vostri volti non dovranno arrossire.
Questo povero grida e il Signore lo ascolta,
lo salva da tutte le sue angosce.
Il povero grida e il Signore lo ascolta.
Il volto del Signore contro i malfattori,
per eliminarne dalla terra il ricordo.
Gridano i giusti e il Signore li ascolta,
li libera da tutte le loro angosce.
Il povero grida e il Signore lo ascolta.
Il Signore è vicino a chi ha il cuore spezzato,
egli salva gli spiriti affranti.
Il Signore riscatta la vita dei suoi servi;
non sarà condannato chi in lui si rifugia.
Il povero grida e il Signore lo ascolta.

CANTO AL VANGELO
Alleluia, alleluia.
Vieni, Signore, non tardare: perdona i peccati del tuo popolo.
Alleluia.

VANGELO (Mt 21,28-32)
È venuto Giovanni, e i peccatori gli hanno creduto.
+ Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo: «Che ve ne pare? Un uomo aveva due figli. Si rivolse al primo e disse: “Figlio, oggi va’ a lavorare nella vigna”. Ed egli rispose: “Non ne ho voglia”. Ma poi si pentì e vi andò. Si rivolse al secondo e disse lo stesso. Ed egli rispose: “Sì, signore”. Ma non vi andò. Chi dei due ha compiuto la volontà del padre?». Risposero: «Il primo».
E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: i pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio. Giovanni infatti venne a voi sulla via della giustizia, e non gli avete creduto; i pubblicani e le prostitute invece gli hanno creduto. Voi, al contrario, avete visto queste cose, ma poi non vi siete nemmeno pentiti così da credergli».
Parola del Signore.

PREGHIERA SULLE OFFERTE
Accetta e santifica, Signore, le offerte della tua Chiesa, perché il popolo che si raduna per celebrare i tuoi misteri, ottenga i benefici della salvezza. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE
È venuto Giovanni Battista e i peccatori gli hanno creduto.

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
Signore Dio nostro, questa celebrazione eucaristica, fonte e culmine della vita della Chiesa, ci aiuti a progredire nel cammino della salvezza. Per Cristo nostro Signore.

MEDITAZIONE

Parola – Prima lettura Sof 3, 1-2.9-13
… «Guai alla città ribelle e impura, alla città che opprime! Non ha ascoltato la voce, non ha accettato la correzione. Non ha con fidato nel Signore, non si è rivolta al suo Dio». «Allora io darò ai popoli un labbro puro, perché invochino tutti il nome del Signore e lo servano tutti sotto lo stesso giogo… Lascerò in mezzo a te un popolo umile e povero»…

Riflessione
Mi colpisce molto il fatto che il Signore cerca sempre i suoi figli, li vuole vicino a sé e vuole comunicarsi totalmente a loro. La sofferenza più grande è essere separati da Lui. Proviamo a pentirci per i momenti in cui ci siamo separati da Dio e diciamo: «Signore, vogliamo restare in Te». Il Signore dice: «Tu cesserai di inorgoglirti». Quando una persona diventa umile? Quando intuisce che deve dare tutto a Dio. Questa intuizione viene data a tutti noi nel Battesimo dallo Spirito Santo, poi cresce. Questa condizione interiore diventa il punto focale di un’esplosione divina in noi. Bernadette Soubirous era povera, non aveva potuto fare la Prima Comunione perché non aveva i soldi per comprare il vestito. Non era potuta andare neppure a scuola. Viveva con la sua famiglia in una specie di discarica, perché avevano dovuto lasciare la loro casa in affitto. Ma queste condizioni esterne non hanno prodotto in lei l’avvilimento, la ribellione; l’hanno invece fatta diventare ancor più semplice. Ed ecco allora il punto di fusione, di scatto dell’operazione di Dio: a dodici anni le appare la Madonna. Bernadette aveva un cuore libero perché si riteneva un niente e non le importava apparire agli occhi degli uomini: il Signore era il suo amore!

Parola – Vangelo Mt 21, 28-32
… «Che ve ne pare? Un uomo aveva due figli. Si rivolse al primo e disse: “Figlio, oggi va’ a lavorare nella vigna”. Ed egli rispose: “Non ne ho voglia”. Ma poi si pentì e vi andò… Giovanni venne a voi sulla via della giustizia, e non gli avete creduto; i pubblicani e le prostitute invece gli hanno creduto. Voi, al contrario, avete visto queste cose, ma poi non vi siete nemmeno pentiti così da credergli».

Riflessione
Dobbiamo sempre chiederci il perché dei nostri atti, allora ci accorgiamo del nostro mondo istintivo e lo controlliamo. Il pentimento non è un sentimento ma una decisione: tu puoi sentire benissimo l’affetto al peccato e la voglia di tornare a peccare e però essere profondamente pentito. Non confondete, vi supplico, il pentimento con l’attaccamento piacevole al peccato, non fate questo. Il pentimento non cambia la natura decaduta perché continua ad esserci la tentazione, ma è un atto di intelligenza, contro il quale magari marciano tutti i sentimenti. Il vero pentimento non scoraggia mai, è l’ulteriore orgoglio che scoraggia. Non scoraggiarti, preoccupati di pensare al motivo vero per cui fai le cose. Se fai la scoperta che non sei stato santo, e ci tenevi tanto ad essere santo, chiediti se lo vuoi essere per l’amore del Signore o per sembrare un santino! Appropriati del motivo vero! Tante volte in noi parla il peccato, però la grazia di Dio ci illumina se ci specchiamo in Gesù. Vediamo tutta la nostra miseria ma non siamo più dominati da queste forze istintive: viviamo per il Signore! Non dobbiamo meravigliarci di niente ma capire che siamo stati trasferiti dalle tenebre nel regno del figlio suo (cfr. Col 1,13).