La mia bocca, Signore, racconterà la tua salvezza

Martirio di s. Giovanni Battista (m)
22.a Tempo Ordinario – P
Liturgia: Ger 1,17-19; Sal 70; Mc 6,17-29

ANTIFONA D’INGRESSO
Signore, ho parlato dei tuoi insegnamenti davanti ai re, senza arrossire: mia gioia sono stati i tuoi precetti, e io li ho intensamente amati.

COLLETTA
O Dio, che a Cristo tuo Figlio hai dato come precursore, nella nascita e nella morte, san Giovanni Battista, concedi anche a noi di impegnarci generosamente nella testimonianza del tuo Vangelo, come egli immolò la sua vita per la verità e la giustizia. Per il nostro Signore Gesù Cristo…

PRIMA LETTURA (Ger 1,17-19)
Alzati e di’ loro ciò che ti ordinerò.
Dal libro del profeta Geremia
In quei giorni, mi fu rivolta questa parola del Signore: “Tu stringi la veste ai fianchi, àlzati e di’ loro tutto ciò che ti ordinerò; non spaventarti di fronte a loro, altrimenti sarò io a farti paura davanti a loro. Ed ecco, oggi io faccio di te come una città fortificata, una colonna di ferro e un muro di bronzo contro tutto il paese, contro i re di Giuda e i suoi capi, contro i suoi sacerdoti e il popolo del paese. Ti faranno guerra, ma non ti vinceranno, perché io sono con te per salvarti”.
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 70)
La mia bocca, Signore, racconterà la tua salvezza.
In te, Signore, mi sono rifugiato,
mai sarò deluso.
Per la tua giustizia, liberami e difendimi,
tendi a me il tuo orecchio e salvami.
La mia bocca, Signore, racconterà la tua salvezza.
Sii tu la mia roccia,
una dimora sempre accessibile;
hai deciso di darmi salvezza:
davvero mia rupe e mia fortezza tu sei!
Mio Dio, liberami dalle mani del malvagio.
La mia bocca, Signore, racconterà la tua salvezza.
Sei tu, mio Signore, la mia speranza,
la mia fiducia, Signore, fin dalla mia giovinezza.
Su di te mi appoggiai fin dal grembo materno,
dal seno di mia madre sei tu il mio sostegno.
La mia bocca, Signore, racconterà la tua salvezza.
La mia bocca racconterà la tua giustizia,
ogni giorno la tua salvezza.
Fin dalla giovinezza, o Dio, mi hai istruito
e oggi ancora proclamo le tue meraviglie.
La mia bocca, Signore, racconterà la tua salvezza.

CANTO AL VANGELO (cf. Mt 5,10)
Alleluia, alleluia.
Beati i perseguitati per la giustizia,
perché di essi è il regno dei cieli.
Alleluia.

VANGELO (Mc 6,17-29)
Voglio che tu mi dia adesso, su un vassoio, la testa di Giovanni il Battista.
+ Dal Vangelo secondo Marco
In quel tempo, Erode aveva mandato ad arrestare Giovanni e lo aveva messo in prigione a causa di Erodìade, moglie di suo fratello Filippo, perché l’aveva sposata. Giovanni infatti diceva a Erode: «Non ti è lecito tenere con te la moglie di tuo fratello». Per questo Erodìade lo odiava e voleva farlo uccidere, ma non poteva, perché Erode temeva Giovanni, sapendolo uomo giusto e santo, e vigilava su di lui; nell’ascoltarlo restava molto perplesso, tuttavia lo ascoltava volentieri.
Venne però il giorno propizio, quando Erode, per il suo compleanno, fece un banchetto per i più alti funzionari della sua corte, gli ufficiali dell’esercito e i notabili della Galilea. Entrata la figlia della stessa Erodìade, danzò e piacque a Erode e ai commensali. Allora il re disse alla fanciulla: «Chiedimi quello che vuoi e io te lo darò». E le giurò più volte: «Qualsiasi cosa mi chiederai, te la darò, fosse anche la metà del mio regno». Ella uscì e disse alla madre: «Che cosa devo chiedere?». Quella rispose: «La testa di Giovanni il Battista». E subito, entrata di corsa dal re, fece la richiesta, dicendo: «Voglio che tu mi dia adesso, su un vassoio, la testa di Giovanni il Battista». Il re, fattosi molto triste, a motivo del giuramento e dei commensali non volle opporle un rifiuto.
E subito il re mandò una guardia e ordinò che gli fosse portata la testa di Giovanni. La guardia andò, lo decapitò in prigione e ne portò la testa su un vassoio, la diede alla fanciulla e la fanciulla la diede a sua madre. I discepoli di Giovanni, saputo il fatto, vennero, ne presero il cadavere e lo posero in un sepolcro.
Parola del Signore.

PREGHIERA SULLE OFFERTE
Accogli, o Padre, le nostre offerte, e fa’ che camminiamo sempre nella via di santità, che san Giovanni Battista proclamò con voce profetica nel deserto, e confermò con il suo sangue. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE
Giovanni rispose: “Lui deve crescere, io invece diminuire”.

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
O Dio, che ci hai riuniti alla tua mensa nel glorioso ricordo del martirio di san Giovanni Battista, donaci di venerare con fede viva il mistero che abbiamo celebrato e di raccogliere con gioia il frutto di salvezza. Per Cristo nostro Signore.

 

MEDITAZIONE

Parola – Prima lettura Ger 1, 17-19
In quei giorni, mi fu rivolta questa parola del Signore: «Tu, stringi la veste ai fianchi, alzati e di’ loro tutto ciò che ti ordinerò; non spaventarti di fronte a loro, altrimenti sarò io a farti paura davanti a loro. Ed ecco, oggi io faccio di te come una città fortificata, una colonna di ferro e un muro di bronzo contro tutto il paese, contro ire di Giuda e i suoi capi, contro i suoi sacerdoti e il popolo del paese…

Riflessione
Nella parola di Dio non troverete mai un ordine che Dio dà senza che aggiunga: «Io sarò con te». Allora il problema è quello di tenere fisso lo sguardo in Dio, nella speranza, ed è indispensabile sapere che Dio lo vuole, e che Dio dice: «lo sono con te». Colui che spera in Dio passa come un pazzo, uno sciocco, perché spera su cose che gli altri non vedono, non toccano. Ti basta che Dio ti dica: «Voglio da te… io sarò con te», e allora cammini; forse quei beni non li vedrai mai, tu però già li possiedi nella speranza. La disperazione è l’opposto della speranza. Quando la persona ritiene che il bene non lo possederà mai, si ha la disperazione. Normalmente la disperazione è frutto della mancanza di Dio perché il soggetto poggia sulle proprie forze. La speranza invece è 1a dinamica della fede in atto, è l’avventura di Dio nel mondo. Potremmo dire è 1a pazzia dello Spirito Santo. La speranza è il modo di essere della nostra vita, è camminare con Dio: «Io sarò con te».

Parola – Vangelo Mc 6, 17-29
… Erode aveva mandato ad arrestare Giovanni e lo aveva messo in prigione a causa di Erodìade, moglie di suo fratello Filippo, perché l’aveva sposata… Erode, per il suo compleanno, fece un banchetto per i più alti funzionari della sua corte, gli ufficiali dell’esercito e i notabili della Galilea. Entrata la figlia della stessa Erodìade, danzò e piacque a Erode e ai commensali. Allora il re disse alla fanciulla: «Chiedimi quello che vuoi e io te lo darò»… «Voglio… la testa di Giovanni il Battista»…

Riflessione
Un giorno il vescovo Romero entrò nella cappella dell’ospedale come suo solito. Era minacciato a morte. Durante la Messa vide una persona nuova tra i banchi e subito capì che era un killer. Dopo la consacrazione quell’uomo si fece avanti e gli sparò; il suo sangue si mescolò con quello di Gesù. Che colpa aveva Romero? Solo questa: aveva detto ai soldati di non massacrare i campesinos. Non poteva tacere di fronte all’ingiustizia. Chi tace ne diventa complice. Non aveva paura della morte perché era certo della risurrezione. Come lui, una serie innumerevole di vescovi, di sacerdoti, di laici, hanno dato la vita come Gesù, come Giovanni Battista. Tutti costoro hanno capito l’amore di Dio e si sono lasciati ammazzare per amore. Non credete che questi sono uomini della speranza? Colui che è nella speranza vede il futuro, di qui l’incomprensione e la lotta che ci sarà sempre tra chi spera in Dio e chi non spera. Chi non spera in Dio misurerà sempre il futuro secondo le proprie forze; chi spera in Dio misura il futuro non sulle proprie forze ma sulla promessa di Dio.