Chi semina nelle lacrime mieterà nella gioia

San Giacomo (f)
17.a Tempo Ordinario – P

ANTIFONA D’INGRESSO
Mentre camminava lungo il mare di Galilea, Gesù vide Giacomo di Zebedeo e Giovanni suo fratello che riassettavano le reti, e li chiamò.

COLLETTA
Dio onnipotente ed eterno, tu hai voluto che san Giacomo, primo fra gli Apostoli, sacrificasse la vita per il Vangelo; per la sua gloriosa testimonianza conferma nella fede la tua Chiesa e sostienila sempre con la tua protezione. Per il nostro Signore Gesù Cristo…

PRIMA LETTURA (2Cor 4,7-15)
Portiamo nel nostro corpo la morte di Gesù.
Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi
Fratelli, noi abbiamo un tesoro in vasi di creta, affinché appaia che questa straordinaria potenza appartiene a Dio, e non viene da noi. In tutto, infatti, siamo tribolati, ma non schiacciati; siamo sconvolti, ma non disperati; perseguitati, ma non abbandonati; colpiti, ma non uccisi, portando sempre e dovunque nel nostro corpo la morte di Gesù, perché anche la vita di Gesù si manifesti nel nostro corpo. Sempre infatti, noi che siamo vivi, veniamo consegnati alla morte a causa di Gesù, perché anche la vita di Gesù si manifesti nella nostra carne mortale. Cosicché in noi agisce la morte, in voi la vita.
Animati tuttavia da quello stesso spirito di fede di cui sta scritto: Ho creduto, perciò ho parlato, anche noi crediamo e perciò parliamo, convinti che colui che ha risuscitato il Signore Gesù, risusciterà anche noi con Gesù e ci porrà accanto a lui insieme con voi. Tutto infatti è per voi, perché la grazia, accresciuta a opera di molti, faccia abbondare l’inno di ringraziamento, per la gloria di Dio.
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 125)
Chi semina nelle lacrime mieterà nella gioia.
Quando il Signore ristabilì la sorte di Sion,
ci sembrava di sognare.
Allora la nostra bocca si riempì di sorriso,
la nostra lingua di gioia.
Chi semina nelle lacrime mieterà nella gioia.
Allora si diceva tra le genti:
«Il Signore ha fatto grandi cose per loro».
Grandi cose ha fatto il Signore per noi:
eravamo pieni di gioia.
Chi semina nelle lacrime mieterà nella gioia.
Ristabilisci, Signore, la nostra sorte,
come i torrenti del Negheb.
Chi semina nelle lacrime
mieterà nella gioia.
Chi semina nelle lacrime mieterà nella gioia.
Nell’andare, se ne va piangendo,
portando la semente da gettare,
ma nel tornare, viene con gioia,
portando i suoi covoni.
Chi semina nelle lacrime mieterà nella gioia.

CANTO AL VANGELO (Gv 15,16)
Alleluia, alleluia.
Io ho scelto voi, dice il Signore,
perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga.
Alleluia.

VANGELO (Mt 20,20-28)
Il mio calice, lo berrete.
+ Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, si avvicinò a Gesù la madre dei figli di Zebedeo con i suoi figli, e si prostrò per chiedergli qualcosa. Egli le disse: «Che cosa vuoi?». Gli rispose: «Di’ che questi miei due figli siedano uno alla tua destra e uno alla tua sinistra nel tuo regno». Rispose Gesù: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io sto per bere?». Gli dicono: «Lo possiamo». Ed egli disse loro: «Il mio calice, lo berrete; però sedere alla mia destra e alla mia sinistra non sta a me concederlo: è per coloro per i quali il Padre mio lo ha preparato».
Gli altri dieci, avendo sentito, si sdegnarono con i due fratelli. Ma Gesù li chiamò a sé e disse: «Voi sapete che i governanti delle nazioni dóminano su di esse e i capi le opprimono. Tra voi non sarà così; ma chi vuole diventare grande tra voi, sarà vostro servitore e chi vuole essere il primo tra voi, sarà vostro schiavo. Come il Figlio dell’uomo, che non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti».
Parola del Signore.

PREGHIERA SULLE OFFERTE
Purificaci, o Padre, nel battesimo di sangue del Cristo nostro Salvatore, perché offriamo un sacrificio a te gradito nel ricordo di san Giacomo, che primo fra gli Apostoli partecipò al calice della passione del tuo Figlio. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE
Hanno bevuto il calice del Signore, e sono diventati gli amici di Dio.

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
Proteggi la tua famiglia, Signore, per l’intercessione dell’apostolo san Giacomo, nella cui festa abbiamo ricevuto con gioia i tuoi santi misteri. Per Cristo nostro Signore.

MEDITAZIONE

Parola – Prima lettura 2Cor 4, 7-15
Fratelli, noi abbiamo un tesoro in vasi di creta, affinché appaia che questa straordinaria potenza appartiene a Dio, e non viene da noi. In tutto, infatti, siamo tribolati, ma non schiacciati; siamo sconvolti, ma non disperati; perseguitati, ma non abbandonati; colpiti, ma non uccisi, portando sempre e dovunque nel nostro corpo la morte di Gesù, perché anche la vita di Gesù si manifesti nel nostro corpo…

Riflessione
Perché pur tribolati da tutte le parti, non veniamo schiacciati? Qual è quell’elemento che fa sì che io, sconvolto, non mi dispero? Cos’è che mi fa sentire che non sono abbandonato pur se perseguitato, mi fa essere bastonato, ferito, colpito, ma non ucciso? Perché ho scoperto che tra me e Cristo c’è un legame. Ormai io vivo per Gesù e lui vive per me, allora la tribolazione diventa un’occasione per cui io mi stringo ancora di più a lui. Non sono schiacciato per la mia relazione con Cristo che è al centro della mia vita. È la scelta che mi qualifica. I sentimenti vanno e vengono, sono turbanti, ma quello che conta è la scelta: «Signore, mi hai scelto, io ti ho risposto: eccomi!» Allora la tribolazione che incontro accentua ancor più il mio legame con Gesù, per cui anche nella tribolazione rimango pieno di gioia, sovrabbondo di gioia perché so per chi soffro, so con chi soffro, so in chi soffro. Io sono tribolato ma non schiacciato perché sono unito a Gesù, anzi, cresco di luce in luce, di amore in amore, di dono in dono, di verità in verità, per cui ho i piedi su questa terra, però il mio ragionare non è più di questa terra. Non guardo più la tribolazione, ma guardo il motivo per cui sono tribolato e mentre sono tribolato mi unisco sempre di più a Gesù!

Parola – Vangelo Mt 20, 20-28
«Voi sapete che i governanti delle nazioni dóminano su di esse e i capi le opprimono. Tra voi non sarà così; ma chi vuole diventare grande tra voi, sarà vostro servitore e chi vuole essere il primo tra voi, sarà vostro schiavo. Come il Figlio dell’uomo, che non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti».

Riflessione
Anni fa sono stato invitato a parlare in un comune e ho detto: «Gesù ha cambiato tutto e dice a chi vuol diventare sindaco: “Vendi la tua casa e mettiti in lista per ultimo per avere la casa popolare”. Se noi vivessimo il vangelo alla lettera…! Invece gli diamo un’adattatina!». Quando ho finito di parlare è venuto il sindaco e mi ha detto: «Io ringrazio Dio che don Benzi è venuto adesso, perché se fosse venuto prima delle elezioni io non sarei stato eletto sindaco!» Il Signore Gesù si è tolto da ogni categoria costituita, da quelle categorie che sono regolate dal diritto; si è immerso nell’uomo e nell’ultimo, colui che non ha nessun diritto. Il problema è che Cristo sia “forma” della nostra esistenza per ragionare secondo Cristo in tutto e per tutto. Noi, molte volte, siamo radunati nel nome di Cristo, ma non è Cristo al quale noi crediamo, al quale ci affidiamo: facciamo ragionamenti umani, che sono estranei a Cristo. Occorre entrare dentro la realtà dell’uomo, dell’uomo che non ha diritti, che è fuori da ogni categoria, mettersi alla pari con lui per fare insieme con lui a ritroso tutto il cammino, assieme a Dio, assieme a Cristo.