Annunciate la morte del Signore, finché egli venga

Santissimo Nome di Maria (mf)
24.a Tempo Ordinario – IV
Liturgia: 1Cor 11,17-26.33; Sal 39; Lc 7,1-10

ANTIFONA D’INGRESSO
Da’, o Signore, la pace a coloro che sperano in te; i tuoi profeti siano trovati degni di fede; ascolta la preghiera dei tuoi fedeli e del tuo popolo, Israele.

COLLETTA
O Dio, che hai creato e governi l’universo, fa’ che sperimentiamo la potenza della tua misericordia, per dedicarci con tutte le forze al tuo servizio. Per il nostro Signore Gesù Cristo…

PRIMA LETTURA – (1Cor 11,17-26.33)
Se vi sono divisioni tra voi il vostro non è più un mangiare la cena del Signore.
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi
Fratelli, non posso lodarvi, perché vi riunite insieme non per il meglio, ma per il peggio.
Innanzi tutto sento dire che, quando vi radunate in assemblea, vi sono divisioni tra voi, e in parte lo credo. È necessario infatti che sorgano fazioni tra voi, perché in mezzo a voi si manifestino quelli che hanno superato la prova.
Quando dunque vi radunate insieme, il vostro non è più un mangiare la cena del Signore. Ciascuno infatti, quando siete a tavola, comincia a prendere il proprio pasto e così uno ha fame, l’altro è ubriaco. Non avete forse le vostre case per mangiare e per bere? O volete gettare il disprezzo sulla Chiesa di Dio e umiliare chi non ha niente? Che devo dirvi? Lodarvi? In questo non vi lodo!
Io, infatti, ho ricevuto dal Signore quello che a mia volta vi ho trasmesso: il Signore Gesù, nella notte in cui veniva tradito, prese del pane e, dopo aver reso grazie, lo spezzò e disse: «Questo è il mio corpo, che è per voi; fate questo in memoria di me». Allo stesso modo, dopo aver cenato, prese anche il calice, dicendo: «Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue; fate questo, ogni volta che ne bevete, in memoria di me». Ogni volta infatti che mangiate questo pane e bevete al calice, voi annunciate la morte del Signore, finché egli venga.
Perciò, fratelli miei, quando vi radunate per la cena, aspettatevi gli uni gli altri.
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 39)
Annunciate la morte del Signore, finché egli venga.
Sacrificio e offerta non gradisci,
gli orecchi mi hai aperto,
non hai chiesto olocausto né sacrificio per il peccato.
Allora ho detto: «Ecco, io vengo.
Annunciate la morte del Signore, finché egli venga.
Nel rotolo del libro su di me è scritto
di fare la tua volontà:
mio Dio, questo io desidero;
la tua legge è nel mio intimo».
Annunciate la morte del Signore, finché egli venga.
Ho annunciato la tua giustizia
nella grande assemblea;
vedi: non tengo chiuse le labbra,
Signore, tu lo sai.
Annunciate la morte del Signore, finché egli venga.
Esultino e gioiscano in te
quelli che ti cercano;
dicano sempre: «Il Signore è grande!»
quelli che amano la tua salvezza.
Annunciate la morte del Signore, finché egli venga.

CANTO AL VANGELO (Gv 3,16)
Alleluia, alleluia.
Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio, unigenito;
chiunque crede in lui ha la vita eterna.
Alleluia.

VANGELO (Lc 7,1-10)
Neanche in Israele ho trovato una fede così grande.
+ Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesù, quando ebbe terminato di rivolgere tutte le sue parole al popolo che stava in ascolto, entrò in Cafàrnao.
Il servo di un centurione era ammalato e stava per morire. Il centurione l’aveva molto caro. Perciò, avendo udito parlare di Gesù, gli mandò alcuni anziani dei Giudei a pregarlo di venire e di salvare il suo servo. Costoro, giunti da Gesù, lo supplicavano con insistenza: «Egli merita che tu gli conceda quello che chiede – dicevano -, perché ama il nostro popolo ed è stato lui a costruirci la sinagoga».
Gesù si incamminò con loro. Non era ormai molto distante dalla casa, quando il centurione mandò alcuni amici a dirgli: «Signore, non disturbarti! Io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto; per questo io stesso non mi sono ritenuto degno di venire da te; ma di’ una parola e il mio servo sarà guarito. Anch’io infatti sono nella condizione di subalterno e ho dei soldati sotto di me e dico a uno: “Va’!”, ed egli va; e a un altro: “Vieni!”, ed egli viene; e al mio servo: “Fa’ questo!”, ed egli lo fa».
All’udire questo, Gesù lo ammirò e, volgendosi alla folla che lo seguiva, disse: «Io vi dico che neanche in Israele ho trovato una fede così grande!». E gli inviati, quando tornarono a casa, trovarono il servo guarito.
Parola del Signore.

PREGHIERA SULLE OFFERTE
Accogli con bontà, Signore, i doni e le preghiere del tuo popolo, e ciò che ognuno offre in tuo onore giovi alla salvezza di tutti. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE
Il calice della benedizione che noi benediciamo è comunione con il sangue di Cristo; e il pane che spezziamo è comunione con il corpo di Cristo.

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
La potenza di questo sacramento, o Padre, ci pervada corpo e anima, perché non prevalga in noi il nostro sentimento, ma l’azione del tuo Santo Spirito. Per Cristo nostro Signore.

MEDITAZIONE

Parola – Prima lettura 1Cor 11, 17-26.33
Fratelli, non posso lodarvi, perché vi riunite insieme non per il meglio, ma per il peggio. Innanzi tutto sento dire che, quando vi radunate in assemblea, vi sono divisioni tra voi, e in parte lo credo… Quando dunque vi radunate insieme, il vostro non è più un mangiare la cena del Signore. Ciascuno infatti, quando siete a tavola, comincia a prendere il proprio pasto e così uno ha fame, l’altro è ubriaco… Perciò, fratelli miei, quando vi radunate per la cena, aspettatevi gli uni gli altri.

Riflessione
Nella prima comunità non c’era nessuno bisognoso fra di loro, però è durato poco perché invece di mettere insieme quello che portavano ognuno mangiava nel suo angolo e chi non aveva niente non mangiava e c’era chi si ubriacava, perché beveva troppo. Paolo comincia subito a tirare le orecchie, perché non era la mensa dei cristiani, ma dei diavoli. La comunione è unione con Cristo e unione con tutti i fratelli. Se uno è diviso, se ha dei sentimenti negativi (che insorgono prima della ragione) nei confronti dei fratelli, li accetta e li trasforma in comportamenti, non può ricevere l’Eucaristia. Tant’è vero che Gesù l’ha detto: «Vatti a riconciliare!» (Mt 5, 23-24). I sentimenti non hanno valore, l’importante è che il sentimento non sia trasformato in comportamento, cioè una volta che uno l’ha sentito e si comporta di conseguenza, per quel comportamento si rende reo del corpo e sangue del Signore. Se uno è in stato d’odio contro un altro, è diviso dal proprio fratello in maniera irriducibile, non può fare la comunione perché è in stato di odio, di rottura, di separazione. Perché la Chiesa si preoccupa, come madre santa, che ci si scambi l’abbraccio della pace? Perché vuole che, quando tu ricevi la comunione, non sia in collera, ma veramente riconciliato.

Parola – Vangelo Lc 7, 1-10
… Il servo di un centurione era ammalato e stava per morire. Il centurione l’aveva molto caro. Perciò, avendo udito parlare di Gesù… «Signore, non disturbarti! Io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto; per questo io stesso non mi sono ritenuto degno di venire da te; ma di’ una parola e il mio servo sarà guarito… All’udire questo, Gesù lo arnmirò… «Io vi dico che neanche in Israele ho trovato una fede così grande!». E gli inviati, quando tomarono a casa, trovarono il servo guarito.

Riflessione
Quale impressione ti fa quest’uomo di professione militare? un uomo aperto agli altri; l’amore al suo servo ne è la prova. Un uomo trasparente, semplice, che ha fiducia negli altri, che sente parlare di Gesù e ancor prima di incontrarlo lo ha già nel cuore: quest’amore potenziale lo lega al cuore di Gesù. Tale rapporto intimo spinge il centurione a mandargli alcuni amici a dirgli di non incamminarsi per venire a casa sua; è sufficiente che Gesù dia un ordine e il suo servo sarebbe guarito. Questo rapporto invisibile agli occhi della carne è già fede in Gesù. Ecco perché Gesù rimane ammirato e rivolgendosi alla folla dice: «Io vi dico che neanche in Israele ho trovato una fede così grande». Questa fede incipiente c’è in un numero incalcolabile di persone. Come maturare questa fede? Con la nostra vita in Cristo: gli uomini ti chiedono di vedere Gesù presente in te! Vivi in lui in ogni situazione ed incontrandoti la gente dirà: «Abbiamo visto Gesù!».