Insegnami, Signore, i tuoi decreti

S. Alfonso Maria de’ Liguori (m)
18.a Tempo Ordinario – II
Liturgia: Ger 28,1-17; Sal 118; Mt 14,13-21 (A:14, 22-36)

PREGHIERA DEL MATTINO
Dio Padre, che mi hai protetto per tutta la notte, ti ringrazio di nuovo per il dono della vita e del tuo amore. Continua, ti prego, a nutrirmi della tua grazia, perché trovi il coraggio necessario per seguire il tuo cammino di verità e rispondere prontamente a tutto quello che mi chiedi di dire o di fare; permettimi di offrirti in questo modo l’onore e la gloria che ti sono dovuti. Te lo chiedo tramite Gesù Cristo, tuo Figlio, mio Signore.

ANTIFONA D’INGRESSO
O Dio, vieni a salvarmi. Signore, vieni presto in mio aiuto. Sei tu il mio soccorso, la mia salvezza: Signore, non tardare.

COLLETTA
Mostraci la tua continua benevolenza, o Padre, e assisti il tuo popolo, che ti riconosce suo pastore e guida; rinnova l’opera della tua creazione e custodisci ciò che hai rinnovato. Per il nostro Signore Gesù Cristo…

PRIMA LETTURA (Ger 28,1-17)
Anania, il Signore non ti ha mandato, e tu induci questo popolo a confidare nella menzogna.
Dal libro del profeta Geremia
In quell’anno, all’inizio del regno di Sedecìa, re di Giuda, nell’anno quarto, nel quinto mese, Anania, figlio di Azzur, il profeta di Gàbaon, mi riferì nel tempio del Signore sotto gli occhi dei sacerdoti e di tutto il popolo: “Così dice il Signore degli eserciti, Dio d’Israele: Io romperò il giogo del re di Babilonia! Entro due anni farò ritornare in questo luogo tutti gli arredi del tempio del Signore che Nabucodònosor, re di Babilonia, prese da questo luogo e portò in Babilonia. Farò ritornare in questo luogo – oracolo del Signore – Ieconia, figlio di Ioiakìm, re di Giuda, con tutti i deportati di Giuda che andarono a Babilonia, poiché romperò il giogo del re di Babilonia”.
Il profeta Geremia rispose al profeta Anania, sotto gli occhi dei sacerdoti e di tutto il popolo, che stavano nel tempio del Signore. Il profeta Geremia disse: “Così sia! Così faccia il Signore! Voglia il Signore realizzare le cose che hai profetizzato, facendo ritornare gli arredi nel tempio e da Babilonia tutti i deportati. Tuttavia ascolta ora la parola che sto per dire a te e a tutto il popolo. I profeti che furono prima di me e di te dai tempi antichissimi profetizzarono guerra, fame e peste contro molti paesi e regni potenti. Il profeta invece che profetizza la pace sarà riconosciuto come profeta mandato veramente dal Signore soltanto quando la sua parola si realizzerà”.
Allora il profeta Anania strappò il giogo dal collo del profeta Geremia, lo ruppe e disse a tutto il popolo: “Così dice il Signore: A questo modo io romperò il giogo di Nabucodònosor, re di Babilonia, entro due anni, sul collo di tutte le nazioni”. Il profeta Geremia se ne andò per la sua strada.
Dopo che il profeta Anania ebbe rotto il giogo che il profeta Geremia portava sul collo, fu rivolta a Geremia questa parola del Signore: “Va’ e riferisci ad Anania: Così dice il Signore: Tu hai rotto un giogo di legno, ma io, al suo posto, ne farò uno di ferro. Infatti, dice il Signore degli eserciti, Dio d’Israele: Pongo un giogo di ferro sul collo di tutte queste nazioni perché siano soggette a Nabucodònosor, re di Babilonia, e lo servano; persino le bestie selvatiche gli consegno”.
Allora il profeta Geremia disse al profeta Anania: “Ascolta, Anania! Il Signore non ti ha mandato e tu induci questo popolo a confidare nella menzogna; perciò dice il Signore: Ecco, ti faccio sparire dalla faccia della terra; quest’anno tu morirai, perché hai predicato la ribellione al Signore”. In quello stesso anno, nel settimo mese, il profeta Anania morì.
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 118)
Insegnami, Signore, i tuoi decreti.
Tieni lontana da me la via della menzogna,
donami la grazia della tua legge.
Non togliere dalla mia bocca la parola vera,
perché spero nei tuoi giudizi.
Insegnami, Signore, i tuoi decreti.
Si volgano a me quelli che ti temono
e che conoscono i tuoi insegnamenti.
Sia integro il mio cuore nei tuoi decreti,
perché non debba vergognarmi.
Insegnami, Signore, i tuoi decreti.
I malvagi sperano di rovinarmi;
io presto attenzione ai tuoi insegnamenti.
Non mi allontano dai tuoi giudizi,
perché sei tu a istruirmi.
Insegnami, Signore, i tuoi decreti.

CANTO AL VANGELO (Gv 1,49b)
Alleluia, alleluia.
Rabbì, tu sei il Figlio di Dio,
tu sei il re d’Israele!
Alleluia.

VANGELO (Mt 14,13-21)
Alzati gli occhi al cielo, recitò la benedizione, spezzò i pani e li diede ai discepoli, e i discepoli alla folla.
+ Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, avendo udito della morte di Giovanni Battista, Gesù partì di là su una barca e si ritirò in un luogo deserto, in disparte.
Ma le folle, avendolo saputo, lo seguirono a piedi dalle città. Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, sentì compassione per loro e guarì i loro malati.
Sul far della sera, gli si avvicinarono i discepoli e gli dissero: “Il luogo è deserto ed è ormai tardi; congeda la folla perché vada nei villaggi a comprarsi da mangiare”. Ma Gesù disse loro: “Non occorre che vadano; voi stessi date loro da mangiare”. Gli risposero: “Qui non abbiamo altro che cinque pani e due pesci!”. Ed egli disse: “Portatemeli qui”.
E, dopo aver ordinato alla folla di sedersi sull’erba, prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò la benedizione, spezzò i pani e li diede ai discepoli, e i discepoli alla folla.
Tutti mangiarono a sazietà, e portarono via i pezzi avanzati: dodici ceste piene. Quelli che avevano mangiato erano circa cinquemila uomini, senza contare le donne e i bambini.
Parola del Signore.

PREGHIERA SULLE OFFERTE
Santifica, o Dio, i doni che ti presentiamo e trasforma in offerta perenne tutta la nostra vita in unione alla vittima spirituale, il tuo servo Gesù, unico sacrificio a te gradito. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE
Ci hai mandato, Signore, un pane dal cielo, un pane che porta in sé ogni dolcezza e soddisfa ogni desiderio.

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
Accompagna con la tua continua protezione, Signore,il popolo che hai nutrito con il pane del cielo, e rendilo degno dell’eredità eterna. Per Cristo nostro Signore.

 

MEDITAZIONE

 

Parola – Prima lettura Ger 28, 1-17
In quell’anno, all’inizio del regno di Sedecìa, re di Giuda, nell’anno quarto, nel quinto mese, Ananìa, figlio di Azzur, il profeta di Gàbaon, mi riferì nel tempio del Signore sotto gli occhi dei sacerdoti e di tutto il popolo: «Così dice il Signore degli eserciti, Dio d’Israele: Io romperò il giogo del re di Babilonia! Entro due anni farò ritornare in questo luogo tutti gli arredi del tempio del Signore che Nabucodònosor, re di Babilonia, prese da questo luogo e portò in Babilonia… »…

Riflessione
In quell’anno, nel 594 a.C., il quarto che Sedecìa regnava sullo stato di Giuda (la tribù d’Israele discendente da Giuda figlio di Giacobbe), nel quinto mese il profeta Anania annunzio falsamente la fine della dominazione neobabilonese. Anania morì due mesi dopo che pronunciò la falsa profezia. Egli disse che tutti gli abitanti di Gerusalemme in esilio a Babilonia sarebbero rientrati in patria e che gli arredi sottratti al tempio sarebbero stati riportati. La sua profezia non solo non si adempì ma Nabucodonosor nel 588 a.C. pose l’assedio di nuovo a Gerusalemme e nel 586 a.C. venne presa; il tempio venne distrutto e altra popolazione venne portata in esilio a Babilonia. È grave offendere la verità. La si offende quando si dice la verità parzialmente, la si nasconde, o si dice l’opposto. Oggi si corre il rischio, e c’è chi ci cade dentro, di non annunciare Gesù come l’unico Salvatore. Si parla molto di sociologia, ma non si annuncia che Gesù è via, verità e via. Certi peccati non vengono più richiamati e di conseguenza la luce di Cristo si attenua o scompare e le tenebre ritornano ad oscurare la terra; la vita cristiana s’indebolisce. Ricordati che i tuoi figli, e anche i non cristiani, credono a quello che sei e non a quello che dici di essere ma che non vivi.

Parola – Vangelo Mt 14, 13-21
… Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, sentì compassione per loro e guarì i loro malati. Sul far della sera, gli si avvicinarono i discepoli e gli dissero: «Il luogo è deserto ed è ormai tardi; congeda la folla perché vada nei villaggi a comprarsi da mangiare». Ma Gesù disse loro: «Non occorre che vadano; voi stessi date loro da mangiare»…

Riflessione
Davanti ad ogni situazione, è necessario assumersi la propria responsabilità. Non bisogna lavarsene le mani. Non si può scaricare sugli altri la risposta, o dire in maniera elegante: «Si arrangino», come fanno i discepoli di fronte alla folla che ha fame. Gesù è molto deciso: «Date loro voi stessi», cioè «Scoprite il cuore, spremete
le meningi, datevi da fare, non chiudete gli occhi; dopo aver visto, non fate finta di non aver visto». Datevi da fare, e non piangete! I cristiani si piangono sempre addosso perché non hanno voglia di uscire dai loro sepolcri! Fate posto, accogliete! Che bello quando non ci saranno più i ricoveri dei vecchi perché tutti i vecchi saranno nelle nostre famiglie; quando non ci saranno più i manicomi perché i matti usciranno e verranno a guarire i matti che sono fuori dal manicomio! Che bello quando non ci saranno più le mense dei poveri perché le nostre case offriranno sempre un pasto a Cristo che passa e i cristiani si organizzeranno perché non ci sia più nessuno solo nel mondo! Questo è il nostro lavoro! Trasformate in Vangelo vivente le vostre famiglie, cosa fate altrimenti?