Signore, tu sei stato per noi un rifugio di generazione in generazione

San Maurizio martire
25.a Tempo Ordinario – I
Liturgia: Qo 1,2-11; Sal 89; Lc 9,7-9

ANTIFONA D’INGRESSO
“Io sono la salvezza del popolo”, dice il Signore, “in qualunque prova mi invocheranno, li esaudirò e sarò il loro Signore per sempre”.

COLLETTA
O Dio, che nell’amore verso di te e verso il prossimo hai posto il fondamento di tutta la legge, fa’ che osservando i tuoi comandamenti meritiamo di entrare nella vita eterna. Per il nostro Signore Gesù Cristo…

PRIMA LETTURA (Qo 1,2-11)
Non c’è niente di nuovo sotto il sole.
Dal libro del Qoelet
Vanità delle vanità, dice Qoèlet, vanità delle vanità: tutto è vanità. Quale guadagno viene all’uomo per tutta la fatica con cui si affanna sotto il sole? Una generazione se ne va e un’altra arriva, ma la terra resta sempre la stessa. Il sole sorge, il sole tramonta e si affretta a tornare là dove rinasce. Il vento va verso sud e piega verso nord. Gira e va e sui suoi giri ritorna il vento. Tutti i fiumi scorrono verso il mare, eppure il mare non è mai pieno: al luogo dove i fiumi scorrono, continuano a scorrere.
Tutte le parole si esauriscono e nessuno è in grado di esprimersi a fondo. Non si sazia l’occhio di guardare né l’orecchio è mai sazio di udire. Quel che è stato sarà e quel che si è fatto si rifarà; non c’è niente di nuovo sotto il sole. C’è forse qualcosa di cui si possa dire: «Ecco, questa è una novità»? Proprio questa è già avvenuta nei secoli che ci hanno preceduto. Nessun ricordo resta degli antichi, ma neppure di coloro che saranno si conserverà memoria presso quelli che verranno in seguito.
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 89)
Signore, tu sei stato per noi un rifugio di generazione in generazione.
Tu fai ritornare l’uomo in polvere,
quando dici: «Ritornate, figli dell’uomo».
Mille anni, ai tuoi occhi,
sono come il giorno di ieri che è passato,
come un turno di veglia nella notte.
Signore, tu sei stato per noi un rifugio di generazione in generazione.
Tu li sommergi:
sono come un sogno al mattino,
come l’erba che germoglia;
al mattino fiorisce e germoglia,
alla sera è falciata e secca.
Signore, tu sei stato per noi un rifugio di generazione in generazione.
Insegnaci a contare i nostri giorni
e acquisteremo un cuore saggio.
Ritorna, Signore: fino a quando?
Abbi pietà dei tuoi servi!
Signore, tu sei stato per noi un rifugio di generazione in generazione.
Saziaci al mattino con il tuo amore:
esulteremo e gioiremo per tutti i nostri giorni.
Sia su di noi la dolcezza del Signore, nostro Dio:
rendi salda per noi l’opera delle nostre mani,
l’opera delle nostre mani rendi salda.
Signore, tu sei stato per noi un rifugio di generazione in generazione.

CANTO AL VANGELO (Gv 14,6)
Alleluia, alleluia.
Io sono la via, la verità e la vita, dice il Signore.
Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me.
Alleluia.

VANGELO (Lc 9,7-9)
Giovanni, l’ho fatto decapitare io; chi è dunque costui, del quale sento dire queste cose?
+ Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, il tetràrca Erode sentì parlare di tutti questi avvenimenti e non sapeva che cosa pensare, perché alcuni dicevano: «Giovanni è risorto dai morti», altri: «È apparso Elìa», e altri ancora: «È risorto uno degli antichi profeti».
Ma Erode diceva: «Giovanni, l’ho fatto decapitare io; chi è dunque costui, del quale sento dire queste cose?». E cercava di vederlo.
Parola del Signore.

PREGHIERA SULLE OFFERTE
Accogli, o Padre, l’offerta del tuo popolo e donaci in questo sacramento di salvezza i beni nei quali crediamo e speriamo con amore di figli. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE
“Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore, e le mie pecore conoscono me”, dice il Signore.

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
Guida e sostieni, Signore, con il tuo continuo aiuto il popolo che hai nutrito con i tuoi sacramenti, perché la redenzione operata da questi misteri trasformi tutta la nostra vita. Per Cristo nostro Signore.

 

MEDITAZIONE

Parola – Prima lettura Qo 1, 2-11
Vanità delle vanità, dice Qoèlet, vanità delle vanità: tutto è vanità. Quale guadagno viene all’uomo per tutta la fatica con cui si affanna sotto il sole? Una generazione se ne va e un’altra arriva, ma la terra resta sempre la stessa… C’è forse qualcosa di cui si possa dire: «Ecco, questa è una novità»? Proprio questa è già avvenuta nei secoli che ci hanno preceduto…

Riflessione
C’è una novità assoluta che Qoelet (maestro, oratore nell’assemblea) non poteva sapere: Dio si è fatto uomo; come afferma un detto paradossale: «Dio per essere Dio ha avuto bisogno di farsi uomo», cioè noi uomini avevamo bisogno che Dio divenisse uno di noi perché noi potessimo divenire uno di loro (Padre, Figlio e Spirito Santo). Ciò che Dio è per natura, noi lo siamo per partecipazione. Ora noi possiamo entrare nel dialogo di figli con il Padre, perché il Figlio facendosi uomo ci ha fatti diventare figli adottivi di Dio. Ora noi, partecipi della vita divina, veniamo inoltrati sempre più nell’intimità divina. Ora noi possiamo fare nuove tutte le cose (Ap 21,5). Le cose del mondo non sono più lo scopo della nostra vita ma sono lo spazio vitale dove noi viviamo 1a vita nuova di Cristo e cantiamo un cantico nuovo, il cantico dei redenti.

Parola – Vangelo Lc 9, 7-9
In quel tempo, il tetràrca Erode sentì parlare di tutti questi avvenimenti e non sapeva che cosa pensare, perché alcuni dicevano: «Giovanni è risorto dai morti», altri: « È apparso Elia», e altri ancora: «È risorto uno degli antichi profeti». Ma Erode diceva: «Giovanni, l’ho fatto decapitare io; chi è dunque costui, del quale sento dire queste cose?». E cercava di vederlo.

Riflessione
Erode è divorato dalla sete insaziabile del potere: per poterlo mantenere è disposto a commettere anche le più feroci iniquità e, prigioniero del suo stupido orgoglio, taglia la testa a Giovanni Battista. Quante creature muoiono per salvaguardare gli interessi ignominiosi dei potenti in tutti i campi della vita? Quante volte ci si accorda anche con il diavolo per salvare il proprio posto sociale? Quante volte si sacrificano i deboli con i compromessi pur di difendere interessi ingiusti? L’uomo-padrone, che si sostituisce a Dio, prospera nell’ingiustizia e per mantenere il proprio potere ingiusto ha solo la guerra. L’uomo-padrone va sostituito con l’uomo-servo di Dio, obbediente alla legge di Dio che crea la società del gratuito, la civiltà dell’amore basata sull’amore di Cristo. Allora la pace sarà strutturale nella società e «giustizia e pace si baceranno».