Beato chi ha per aiuto il Dio di Giacobbe

San Leone Magno (m)
32.a tempo ordinario – IV
Liturgia: Fm 7-20; Sal 145; Lc 17,20-25

ANTIFONA D’INGRESSO
La mia preghiera giunga fino a te; tendi, o Signore, l’orecchio alla mia preghiera. (Sal 88,3)

COLLETTA
Dio grande e misericordioso, allontana ogni ostacolo nel nostro cammino verso di te, perché, nella serenità del corpo e dello spirito, possiamo dedicarci liberamente al tuo servizio. Per il nostro Signore Gesù Cristo…

PRIMA LETTURA (Fm 1,7-20)
Accoglilo non più come schiavo, ma come fratello carissimo.
Dalla lettera di san Paolo apostolo a Filemone
Fratello, la tua carità è stata per me motivo di grande gioia e consolazione, perché per opera tua i santi sono stati profondamente confortati.
Per questo, pur avendo in Cristo piena libertà di ordinarti ciò che è opportuno, in nome della carità piuttosto ti esorto, io, Paolo, così come sono, vecchio, e ora anche prigioniero di Cristo Gesù. Ti prego per Onèsimo, figlio mio, che ho generato nelle catene, lui, che un giorno ti fu inutile, ma che ora è utile a te e a me. Te lo rimando, lui che mi sta tanto a cuore.
Avrei voluto tenerlo con me perché mi assistesse al posto tuo, ora che sono in catene per il Vangelo. Ma non ho voluto fare nulla senza il tuo parere, perché il bene che fai non sia forzato, ma volontario. Per questo forse è stato separato da te per un momento: perché tu lo riavessi per sempre; non più però come schiavo, ma molto più che schiavo, come fratello carissimo, in primo luogo per me, ma ancora più per te, sia come uomo sia come fratello nel Signore.
Se dunque tu mi consideri amico, accoglilo come me stesso. E se in qualche cosa ti ha offeso o ti è debitore, metti tutto sul mio conto. Io, Paolo, lo scrivo di mio pugno: pagherò io. Per non dirti che anche tu mi sei debitore, e proprio di te stesso! Sì, fratello! Che io possa ottenere questo favore nel Signore; da’ questo sollievo al mio cuore, in Cristo!
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 145)
Beato chi ha per aiuto il Dio di Giacobbe.
Il Signore rende giustizia agli oppressi,
dà il pane agli affamati.
Il Signore libera i prigionieri.
Beato chi ha per aiuto il Dio di Giacobbe.
Il Signore ridona la vista ai ciechi,
il Signore rialza chi è caduto,
il Signore ama i giusti,
il Signore protegge i forestieri.
Beato chi ha per aiuto il Dio di Giacobbe.
Egli sostiene l’orfano e la vedova,
ma sconvolge le vie dei malvagi.
Il Signore regna per sempre,
il tuo Dio, o Sion, di generazione in generazione.
Beato chi ha per aiuto il Dio di Giacobbe.

CANTO AL VANGELO (cf. Gv 15,5)
Alleluia, alleluia.
Io sono la vite, voi i tralci, dice il Signore;
chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto.
Alleluia.

VANGELO (Lc 17,20-25)
Il regno di Dio è in mezzo a voi.
+ Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, i farisei domandarono a Gesù: «Quando verrà il regno di Dio?». Egli rispose loro: «Il regno di Dio non viene in modo da attirare l’attenzione, e nessuno dirà: “Eccolo qui”, oppure: “Eccolo là”. Perché, ecco, il regno di Dio è in mezzo a voi!».
Disse poi ai discepoli: «Verranno giorni in cui desidererete vedere anche uno solo dei giorni del Figlio dell’uomo, ma non lo vedrete. Vi diranno: “Eccolo là”, oppure: “Eccolo qui”; non andateci, non seguiteli. Perché come la folgore, guizzando, brilla da un capo all’altro del cielo, così sarà il Figlio dell’uomo nel suo giorno. Ma prima è necessario che egli soffra molto e venga rifiutato da questa generazione».
Parola del Signore.

PREGHIERA SULLE OFFERTE
Volgi il tuo sguardo, o Padre, alle offerte della tua Chiesa, e fa’ che partecipiamo con fede alla passione gloriosa del tuo Figlio, che ora celebriamo nel mistero. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE
I discepoli riconobbero Gesù, il Signore, nello spezzare il pane.

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
Ti ringraziamo dei tuoi doni, o Padre; la forza dello Spirito Santo, che ci hai comunicato in questi sacramenti, rimanga in noi e trasformi tutta la nostra vita. Per Cristo nostro Signore.

MEDITAZIONE

Parola – Prima lettura Fm 7-20
Fratello, la tua carità è stata per me motivo di grande gioia e consolazione… Ti prego per Onèsimo,.. Te lo rimando, lui che mi sta tanto a cuore. Avrei voluto tenerlo con me… Ma non ho voluto fare nulla senza il tuo parere, perché il bene che fai non sia forzato, ma volontario. Per questo forse è stato separato da te per un momento: perché tu lo riavessi per sempre; non più però come schiavo, ma molto più che schiavo, come fratello carissimo…

Riflessione
L’amore di Cristo non è astratto ma è sempre per qualcuno: è per me, per te, per lui… Egli ha una passione verso ognuno di noi. Siamo noi l’oggetto di questa passione dentro di lui. Quando Paolo dice di prendere Onesimo, «… lui, che mi sta tanto a cuore» esprime questo amore. È un amore estremamente preciso, concreto: il mio fratello, la mia sorella… Gli altri sono dentro di te, sono il tuo cuore. Quando c’è questa passione dentro di te, diventa il motore della tua vita. Ricordo una mamma con il figlio malato di leucemia fulminante. Stava sempre accanto a suo figlio e quando io le dicevo di andare a riposare mi rispondeva: «E mio figlio». Questa passione d’amore che prende dentro è una passione libera, ed essendo libera è impossibile dire di no, perché occupa tutto il tuo cuore, ti prende, ti libera da te stesso, non contano più niente il tuo comodo, il tuo piacere, i tuoi progetti. Questa passione ti libera da te stesso. Vi auguro di essere liberi!

Parola – Vangelo Lc 17, 20-25
In quel tempo, i farisei domandarono a Gesù: «Quando verrà il regno di Dio?». Egli rispose loro: «Il regno di Dio non viene in modo da attirare l’attenzione, e nessuno dirà: “Eccolo qui”, oppure: “Eccolo là”. Perché, ecco, il regno di Dio è in mezzo a voi!»…

Riflessione
Io vedo se al Regno di Dio tu ci credi nella misura in cui tu sei impegnato per realizzare il regno di Dio su
questa terra. Pur trovandoci in un fiorire di atti con i quali si vuole portar avanti il Regno di Dio su questa terra, a mio parere oggi si corre anche un grosso rischio: che questi atti di vita significativi non maturino la coscienza di popolo. In altre parole ogni atto che poniamo dovrebbe essere sempre posto in base ad un criterio fondamentale: questo atto come costruisce il Regno di Dio? Come realizza la Chiesa? Come incide sulla storia? Come fare perché sia un popolo che agisce nel nome della Chiesa e per la storia? Io mi sono accorto che le attività diventano sempre più perfette ma non maturano il “noi” di popolo. Così pure facendo molto per il Regno di Dio non facciamo tutto, perché ciò che incide è la testimonianza di un popolo. Dobbiamo applaudire lo Spirito Santo che opera tanto, ma se non si matura che la responsabilità è di tutti, ne sminuiamo l’efficacia e non maturiamo come popolo.