Affida al Signore la tua vita

7.a Tempo Ordinario – III
San Pier Damiani (mf)
Liturgia: Sir 2,1-13; Sal 36; Mc 9,30-37

ANTIFONA D’INGRESSO
Confido, Signore, nella tua misericordia. Gioisca il mio cuore nella tua salvezza, canti al Signore che mi ha beneficato.

COLLETTA
Il tuo aiuto, Padre misericordioso, ci renda sempre attenti alla voce dello Spirito, perché possiamo conoscere ciò che è conforme alla tua volontà e attuarlo nelle parole e nelle opere. Per il nostro Signore Gesù Cristo…

PRIMA LETTURA (Sir 2,1-13)
Preparati alla tentazione.
Dal libro del Siracide
Figlio, se ti presenti per servire il Signore, resta saldo nella giustizia e nel timore, prepàrati alla tentazione. Abbi un cuore retto e sii costante, tendi l’orecchio e accogli parole sagge, non ti smarrire nel tempo della prova. Stai unito a lui senza separartene, perché tu sia esaltato nei tuoi ultimi giorni. Accetta quanto ti capita e sii paziente nelle vicende dolorose, perché l’oro si prova con il fuoco e gli uomini ben accetti nel crogiuolo del dolore. Nelle malattie e nella povertà confida in lui. Affìdati a lui ed egli ti aiuterà, raddrizza le tue vie e spera in lui, persisti nel suo timore e invecchia in esso.
Voi che temete il Signore, aspettate la sua misericordia e non deviate, per non cadere. Voi che temete il Signore, confidate in lui, e la vostra ricompensa non verrà meno. Voi che temete il Signore, sperate nei suoi benefici, nella felicità eterna e nella misericordia. Voi che temete il Signore, amatelo, e i vostri cuori saranno ricolmi di luce. Considerate le generazioni passate e riflettete: chi ha confidato nel Signore ed è rimasto deluso? O chi ha perseverato nel suo timore e fu abbandonato? O chi lo ha invocato e da lui è stato trascurato? Perché il Signore è clemente e misericordioso, perdona i peccati e salva al momento della tribolazione, protegge coloro che lo ricercano sinceramente.
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 36)
Affida al Signore la tua vita.
Confida nel Signore e fa’ il bene:
abiterai la terra e vi pascolerai con sicurezza.
Cerca la gioia nel Signore:
esaudirà i desideri del tuo cuore.
Affida al Signore la tua vita.
Il Signore conosce i giorni degli uomini integri:
la loro eredità durerà per sempre.
Non si vergogneranno nel tempo della sventura
e nei giorni di carestia saranno saziati.
Affida al Signore la tua vita.
Sta’ lontano dal male e fa’ il bene
e avrai sempre una casa.
Perché il Signore ama il diritto
e non abbandona i suoi fedeli.
Affida al Signore la tua vita.
La salvezza dei giusti viene dal Signore:
nel tempo dell’angoscia è loro fortezza.
Il Signore li aiuta e li libera,
li libera dai malvagi e li salva,
perché in lui si sono rifugiati.
Affida al Signore la tua vita.

CANTO AL VANGELO
Alleluia, alleluia.
Quanto a me non ci sia altro vanto che nella croce del Signore,
per mezzo della quale il mondo per me è stato crocifisso, come io per il mondo.
Alleluia.

VANGELO (Mc 9,30-37)
Il Figlio dell’uomo sta per essere consegnato. Se uno vuole essere il primo, sia il servitore di tutti.
+ Dal Vangelo secondo Marco
In quel tempo, Gesù e i suoi discepoli attraversavano la Galilea, ma egli non voleva che alcuno lo sapesse. Insegnava infatti ai suoi discepoli e diceva loro: «Il Figlio dell’uomo viene consegnato nelle mani degli uomini e lo uccideranno; ma, una volta ucciso, dopo tre giorni risorgerà». Essi però non capivano queste parole e avevano timore di interrogarlo.
Giunsero a Cafàrnao. Quando fu in casa, chiese loro: «Di che cosa stavate discutendo per la strada?». Ed essi tacevano. Per la strada infatti avevano discusso tra loro chi fosse più grande. Sedutosi, chiamò i Dodici e disse loro: «Se uno vuole essere il primo, sia l’ultimo di tutti e il servitore di tutti».
E, preso un bambino, lo pose in mezzo a loro e, abbracciandolo, disse loro: «Chi accoglie uno solo di questi bambini nel mio nome, accoglie me; e chi accoglie me, non accoglie me, ma colui che mi ha mandato».
Parola del Signore.

PREGHIERA SULLE OFFERTE
Accogli, Signore, quest’offerta espressione della nostra fede; fà che dia gloria al tuo nome e giovi alla salvezza del mondo. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE
Annunzierò tutte le tue meraviglie. Io te gioisco ed esulto, canto inni al tuo nome, o Altissimo.

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
Il pane che ci hai donato, o Dio, in questo sacramento di salvezza, sia per tutti noi pegno sicuro di vita eterna. Per Cristo nostro Signore.

 

MEDITAZIONE

Il vangelo di oggi sembra scelto giocando sulla simmetria tra i primi versetti e i secondi, tra Gesù che con la mente corre a Gerusalemme e alla sofferenza che l’attende e i discepoli che sì pensano a Gerusalemme, ma sognando potere terreno e posizioni di prestigio. Quanto ci assomigliano questi discepoli che, nonostante ascoltino e parlino con il Signore ogni giorno, discutono tra loro su chi sia il più importante, come fosse questa la questione veramente rilevante! Vengono in mente tante discussioni all’interno dei nostri gruppi, o nel confronto con altre associazioni o movimenti, su chi serva meglio la Chiesa. Eppure Gesù ci ha preparato, così come i discepoli nella prima parte di questo brano, alla passione che l’attende. Non fa sconti, no; evita di raccontare anche la parte più difficile: la sofferenza. E Forse i discepoli, più che non comprendere quelle parole, non vogliono accettarle. In questo si spiega il timore di chiedere spiegazioni, di affrontare l’incontro con la sofferenza e la morte. A quanti capita, in una situazione analoga a questa, di ascoltare un amico che gli parla di qualche evento doloroso della sua vita e di tentare di “tagliare corto”, di non approfondire troppo!  C’è un altro verbo significativo: consegnare. Risuona in molti altri testi, quel “Gesù è consegnato”, come ad esempio il tradimento di Giuda che lo consegna agli avversari o il sinedrio che lo consegna al potere romano. Ma è il riflessivo del verbo a spiegare meglio quel che in realtà accade: consegnarsi. È il Figlio dell’Uomo a consegnarsi per amore, così come evidenzia s. Paolo: “Questa vita, nella carne, io la vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha consegnato se stesso per me” (Gal 19, 30). Infine, di fronte ai discorsi dei discepoli, Gesù risponde con un gesto: quello di accogliere un bambino. Questi e il segno dell’amore indifeso, bisognoso di tutto. Indica perciò come  prioritario il mettere al centro colui che si affida e chiede anche a noi di affidarci completamente al Suo amore.