Tu non disprezzi, o Dio, un cuore contrito e affranto
Liturgia: Gio 3,1-10; Sal 50; Lc 11,29-32

ANTIFONA D’INGRESSO
Ricorda, Signore, il tuo amore e la tua bontà, le tue misericordie che sono da sempre. Non trionfino su di noi i nostri nemici; libera il tuo popolo, Signore, da tutte le sue angosce.

COLLETTA
Guarda, o Padre, il popolo a te consacrato, e fa’ che mortificando il corpo con l’astinenza si rinnovi nello spirito con il frutto delle buone opere. Per il nostro Signore Gesù Cristo…

PRIMA LETTURA (Gn 3,1-10)
I Niniviti si convertirono dalla loro condotta malvagia.
Dal libro del profeta Giona
In quel tempo, fu rivolta a Giona questa parola del Signore: «Àlzati, va’ a Nìnive, la grande città, e annuncia loro quanto ti dico». Giona si alzò e andò a Nìnive secondo la parola del Signore. Nìnive era una città molto grande, larga tre giornate di cammino. Giona cominciò a percorrere la città per un giorno di cammino e predicava: «Ancora quaranta giorni e Nìnive sarà distrutta».
I cittadini di Nìnive credettero a Dio e bandirono un digiuno, vestirono il sacco, grandi e piccoli. Giunta la notizia fino al re di Nìnive, egli si alzò dal trono, si tolse il manto, si coprì di sacco e si mise a sedere sulla cenere.
Per ordine del re e dei suoi grandi fu poi proclamato a Nìnive questo decreto: «Uomini e animali, armenti e greggi non gustino nulla, non pascolino, non bevano acqua. Uomini e animali si coprano di sacco e Dio sia invocato con tutte le forze; ognuno si converta dalla sua condotta malvagia e dalla violenza che è nelle sue mani. Chi sa che Dio non cambi, si ravveda, deponga il suo ardente sdegno e noi non abbiamo a perire!».
Dio vide le loro opere, che cioè si erano convertiti dalla loro condotta malvagia, e Dio si ravvide riguardo al male che aveva minacciato di fare loro e non lo fece.
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 50)
Tu non disprezzi, o Dio, un cuore contrito e affranto.
Pietà di me, o Dio, nel tuo amore;
nella tua grande misericordia
cancella la mia iniquità.
Lavami tutto dalla mia colpa,
dal mio peccato rendimi puro.
Tu non disprezzi, o Dio, un cuore contrito e affranto.
Crea in me, o Dio, un cuore puro,
rinnova in me uno spirito saldo.
Non scacciarmi dalla tua presenza
e non privarmi del tuo santo spirito.
Tu non disprezzi, o Dio, un cuore contrito e affranto.
Tu non gradisci il sacrificio;
se offro olocàusti, tu non li accetti.
Uno spirito contrito è sacrificio a Dio;
un cuore contrito e affranto tu, o Dio, non disprezzi.
Tu non disprezzi, o Dio, un cuore contrito e affranto.

CANTO AL VANGELO (cf. Gl 2,12-13)
Lode a te, o Cristo, re di eterna gloria!
Ritornate a me con tutto il cuore, dice il Signore,
perché sono misericordioso e pietoso.
Lode a te, o Cristo, re di eterna gloria!

VANGELO (Lc 11,29-32)
A questa generazione non sarà dato che il segno di Giona.
+ Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, mentre le folle si accalcavano, Gesù cominciò a dire:
«Questa generazione è una generazione malvagia; essa cerca un segno, ma non le sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona. Poiché, come Giona fu un segno per quelli di Nìnive, così anche il Figlio dell’uomo lo sarà per questa generazione.
Nel giorno del giudizio, la regina del Sud si alzerà contro gli uomini di questa generazione e li condannerà, perché ella venne dagli estremi confini della terra per ascoltare la sapienza di Salomone. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Salomone.
Nel giorno del giudizio, gli abitanti di Nìnive si alzeranno contro questa generazione e la condanneranno, perché essi alla predicazione di Giona si convertirono. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Giona».
Parola del Signore.

PREGHIERA SULLE OFFERTE
Ti offriamo, Signore, questi doni che ci hai dato per consacrarli al tuo nome; trasformali in sacrificio di lode e rendili a noi come pegno di salvezza eterna. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE
Si rallegrino, Signore, quelli che in te confidano, esultino in eterno perché tu sei con loro.

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
O Dio, che sempre nutri come pastore il popolo cristiano con la tua parola e i tuoi sacramenti, per questi doni della tua bontà, guidaci alla vita eterna. Per Cristo nostro Signore.

 

MEDITAZIONE

Gesù pronuncia un duro giudizio sulla folla accorsa, sulla «generazione» a lui contemporanea (il termine è centrale nella pericope 11, 29-52 e ricorre cinque volte), definendola «perversa» e annunciando per lei la condanna. È una generazione che cerca «segni» incontrovertibili per aderire a Cristo («cercavano da lui un segno dal cielo»: Lc 11,16), mentre egli propone il rischio di una fede incentrata sull’unico segno che Dio dà: il Figlio, Cristo stesso. Non sono i segni del miracoloso, dello “straordinario” che travalica le possibilità umane, il fondamento di una fede autentica, ma l’adesione a colui che Dio ha mandato, assolutamente libera anche da quei vincoli di un miracolistico “super-naturale” che imporrebbe la credenza come un giogo. Gesù si richiama qui, per esprimere questa verità centrale per la nostra fede, alla figura di Giona, annunciatore – suo malgrado – a Ninive, capace di provocare con le parole la conversione della città, ma soprattutto profeta che – nella fuga per sottrarsi alla missione affidatagli – è stato sottratto dal mondo e inghiottito dal buio e dal silenzio del pesce. Così pure si richiama a Salomone e alla sua sapienza, capace di attirare la regina di Saba, venuta da lontano per  ascoltare. Sarà quest’ultima, insieme con i niniviti, cioè saranno coloro che – pagani – hanno aderito alla profezia e alla sapienza, a pronunciare la condanna sui contemporanei di Gesù e a dire la parola del giudizio motivata dalla incapacità di definirsi nella fede, fiduciosa e radicale, in rapporto a Cristo. Gesù porta, infatti, a pienezza e compimento la parola profetica e sapienziale del primo Testamento: come dice il testo lucano, «ecco qui c’è più di Salomone, più di Giona». Egli propone la conversione nell’adesione alla sua persona, rifuggendo da spettacolarismi esibiti o da manifestazione di forza che schiaccerebbero l’uomo impedendogli di essere partner di Dio in una relazione di libera accoglienza della grazia e dell’alleanza.