Beato l’uomo che teme il Signore

31.a Tempo Ordinario – III
Liturgia: Fil 4,10-19; Sal 111; Lc 16,9-15

ANTIFONA D’INGRESSO
Non abbandonarmi, Signore mio Dio, da me non stare lontano; vieni presto in mio aiuto, Signore, mia salvezza.

COLLETTA
Dio onnipotente e misericordioso, tu solo puoi dare ai tuoi fedeli il dono di servirti in modo lodevole e degno; fa’ che camminiamo senza ostacoli verso i beni da te promessi. Per il nostro Signore Gesù Cristo…

PRIMA LETTURA (Fil 4,10-19)
Tutto posso in colui che mi dà la forza.
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippesi
Fratelli, ho provato grande gioia nel Signore perché finalmente avete fatto rifiorire la vostra premura nei miei riguardi: l’avevate anche prima, ma non ne avete avuto l’occasione.
Non dico questo per bisogno, perché ho imparato a bastare a me stesso in ogni occasione. So vivere nella povertà come so vivere nell’abbondanza; sono allenato a tutto e per tutto, alla sazietà e alla fame, all’abbondanza e all’indigenza. Tutto posso in colui che mi dà la forza.
Avete fatto bene tuttavia a prendere parte alle mie tribolazioni. Lo sapete anche voi, Filippési, che all’inizio della predicazione del Vangelo, quando partii dalla Macedònia, nessuna Chiesa mi aprì un conto di dare e avere, se non voi soli; e anche a Tessalònica mi avete inviato per due volte il necessario.
Non è però il vostro dono che io cerco, ma il frutto che va in abbondanza sul vostro conto. Ho il necessario e anche il superfluo; sono ricolmo dei vostri doni ricevuti da Epafrodìto, che sono un piacevole profumo, un sacrificio gradito, che piace a Dio.
Il mio Dio, a sua volta, colmerà ogni vostro bisogno secondo la sua ricchezza con magnificenza, in Cristo Gesù.
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 111)
Beato l’uomo che teme il Signore.
Beato l’uomo che teme il Signore
e trova grande gioia nei suoi comandamenti.
Potente sulla terra sarà la sua stirpe,
la discendenza dei giusti sarà benedetta.
Beato l’uomo che teme il Signore.
Felice l’uomo pietoso che dà in prestito,
amministra i suoi beni con giustizia.
Egli non vacillerà in eterno:
il giusto sarà sempre ricordato.
Beato l’uomo che teme il Signore.
Sicuro è il suo cuore, non teme;
egli dona largamente ai poveri,
la sua giustizia rimane per sempre,
la sua potenza s’innalza nella gloria.
Beato l’uomo che teme il Signore.

CANTO AL VANGELO (cf. 2Cor 8,9)
Alleluia, alleluia.
Gesù Cristo da ricco che era, si è fatto povero per voi,
perché voi diventaste ricchi per mezzo della sua povertà.
Alleluia.

VANGELO (Lc 16,9-15)
Se non siete stati fedeli nella ricchezza disonesta, chi vi affiderà quella vera?
+ Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesù diceva ai discepoli: «Fatevi degli amici con la ricchezza disonesta, perché, quando questa verrà a mancare, essi vi accolgano nelle dimore eterne.
Chi è fedele in cose di poco conto, è fedele anche in cose importanti; e chi è disonesto in cose di poco conto, è disonesto anche in cose importanti. Se dunque non siete stati fedeli nella ricchezza disonesta, chi vi affiderà quella vera? E se non siete stati fedeli nella ricchezza altrui, chi vi darà la vostra?
Nessun servitore può servire due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire Dio e la ricchezza».
I farisei, che erano attaccati al denaro, ascoltavano tutte queste cose e si facevano beffe di lui. Egli disse loro: «Voi siete quelli che si ritengono giusti davanti agli uomini, ma Dio conosce i vostri cuori: ciò che fra gli uomini viene esaltato, davanti a Dio è cosa abominevole».
Parola del Signore.

PREGHIERA SULLE OFFERTE
Questo sacrificio che la Chiesa ti offre, Signore, salga a te come offerta pura e santa, e ottenga a noi la pienezza della tua misericordia. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE
Dice il Signore: “Come il Padre che ha la vita ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia di me vivrà per me”.

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
Continua in noi, o Dio, la tua opera di salvezza, perché i sacramenti che ci nutrono in questa vita ci preparino a ricevere i beni promessi. Per Cristo nostro Signore.

 

MEDITAZIONE

Parola – Prima lettura Fil 4, 10-19
Fratelli, ho provato grande gioia nel Signore perché finalmente avete fatto rifiorire la vostra premura nei miei riguardi: l’avevate anche prima, ma non ne avete avuto l’occasione. Non dico questo per bisogno, perché ho imparato a bastare a me stesso in ogni occasione… Avete fatto bene tuttavia a prendere parte alle mie tribolazioni… Non è però il vostro dono che io cerco, ma il frutto che va in abbondanza sul vostro conto…

Riflessione
Paolo ha gradito l’abbondante elemosina che i cristiani della città greca di Filippi gli hanno inviato per soccorrerlo nella sua indigenza. Non gioisce tanto per l’elemosina ricevuta ma per i sentimenti di amore, di affetto, che i Filippesi gli hanno manifestato attraverso l’elemosina. I Filippesi erano pagani, ora sono diventati cristiani. Paolo, apostolo del disegno di Dio, li ha generati nell’amore di Cristo. Questa novità di
vita ha generato comportamenti vitali nuovi. Il primo: al posto dell’io gigantesco vissuto dai pagani in confronto di un noi fragile, fragile, ora i Filippesi in Cristo fanno crescere un “noi” forte, gigante, mentre riducono l’io ad essere piccolo, piccolo. La prova? Fanno diventare di tutti la situazione dolorosa di ognuno e fanno diventare di ognuno i problemi di tutti. Non vivere più incapsulato in te stesso, drogato di te stesso, ma vivi come parte del tutto!

Parola – Vangelo Lc 16, 9-15
… «… Se dunque non siete stati fedeli nella ricchezza disonesta, chi vi affiderà quella vera? E se non siete stati fedeli nella ricchezza altrui, chi vi darà la vostra? Nessun servitore può servire due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire Dio e la ricchezza»..

Riflessione
Il ricco per poter mandare avanti la storia deve farsi povero. Quanto più tu ricevi per le leggi errate che regolano i rapporti umani sul piano della giustizia distributiva, tu lo devi riparare restituendo ai poveri quello che ti viene dato di più. Dice il Signore: «Mia è la terra, voi siete soltanto miei inquilini» (Lv 25,23). Non siamo proprietari, ma amministratori dei beni di Dio. Il ricco diventando povero, diventa colui che porta avanti la storia. C’è posto per tutti in Cristo, l’importante è che non diventiamo idolatri.