III Domenica di Pasqua

È ormai l’alba e Gesù risorto attende i discepoli sulla riva del lago di Tiberiade. Forse proprio lui ha fatto sì che essi non pescassero nulla durante la notte, poi li provoca benevolmente chiedendo loro “Figlioli, non avete nulla da mangiare?” Le tenebre della notte già si dissolvono, gli uccelli accompagnano l’aurora col loro canto, il lago rispecchia il prodigio dipingendosi di luce e al comando del Signore Risorto le reti si riempiono come già era successo in passato – È il Signore! – dice il discepolo amato a Pietro, il quale si veste e si getta nell’acqua. Non è facile nuotare vestiti per la distanza di cento metri. Pietro è evidentemente colmo di gioia e al tempo stesso preda di un grande imbarazzo, un imbarazzo che divampa nel momento in cui vede il fuoco di brace sulla riva del lago, un fuoco di brace che gli ricorda quello davanti al quale aveva rinnegato di essere un discepolo di Gesù (Gv 18,18). Il maestro tuttavia dona a Simone figlio di Giovanni la possibilità di ricominciare, gli concede di professare per tre volte il suo amore, gettando così nel fuoco il suo triplice rinnegamento. Simone viene ristabilito, ritorna ad essere Pietro, la roccia Kefa che aveva smesso di essere dal momento del suo rinnegamento, e viene preparato dal Maestro a una nuova sequela che lo condurrà al martirio. Ormai forte dell’esperienza del Risorto, Pietro non teme persecuzione e morte e così, come ascoltiamo nella prima lettura, insieme agli altri apostoli, testimonia quanto Dio ha fatto per mezzo di Gesù Cristo, ha donato cioè la grazia della conversione e il perdono dei peccati. Il sommo sacerdote invano tenta di zittire la verità, non accetta che gli venga imputata la responsabilità della morte di Gesù e neanche vuole che di Lui si parli. Colui che dovrebbe aiutare il popolo a conoscere e incontrare Dio, si pone come ostacolo alla diffusione del suo Regno. Sarà Gamaliele, un dottore della legge fariseo e membro del sinedrio, a convincere l’assemblea a rilasciare gli apostoli (At 5,34-39). È inutile, secondo lui, sopprimere ciò che non viene da Dio perché si estingue da solo, ed è assurdo tentare di arginare quanto Dio stesso ha suscitato perché sarebbe uno sforzo inutile. Il vangelo viene da Dio e non può essere domato perché, come testimoniato dalla seconda lettura, l’Agnello che è stato immolato ha ricevuto potenza, ricchezza, sapienza, forza, onore, gloria e benedizione. A lui la gloria per i secoli eterni! Amen.

Messa del Giorno

III DOMENICA DI PASQUA – ANNO C

Antifona

Acclamate al Signore da tutta la terra,
cantate un inno al suo nome,
rendetegli gloria, elevate la lode. Alleluia. (Sal 65,1-2)

Colletta

Esulti sempre il tuo popolo, o Padre,
per la rinnovata giovinezza dello spirito,
e come oggi si allieta per il dono della dignità filiale,
così pregusti nella speranza il giorno glorioso della risurrezione.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…
 
Oppure:

Padre misericordioso,
accresci in noi la luce della fede,
perché nei segni sacramentali della Chiesa
riconosciamo il tuo Figlio,
che continua a manifestarsi ai suoi discepoli,
e donaci il tuo Spirito, per proclamare
davanti a tutti che Gesù è il Signore.
Egli è Dio, e vive e regna con te…

Prima Lettura

Di questi fatti siamo testimoni noi e lo Spirito Santo.Dagli Atti degli Apostoli
At 5,27b-32.40b-41
 
In quei giorni, il sommo sacerdote interrogò gli apostoli dicendo: «Non vi avevamo espressamente proibito di insegnare in questo nome? Ed ecco, avete riempito Gerusalemme del vostro insegnamento e volete far ricadere su di noi il sangue di quest’uomo».
 
Rispose allora Pietro insieme agli apostoli: «Bisogna obbedire a Dio invece che agli uomini. Il Dio dei nostri padri ha risuscitato Gesù, che voi avete ucciso appendendolo a una croce. Dio lo ha innalzato alla sua destra come capo e salvatore, per dare a Israele conversione e perdono dei peccati. E di questi fatti siamo testimoni noi e lo Spirito Santo, che Dio ha dato a quelli che gli obbediscono».
 
Fecero flagellare [gli apostoli] e ordinarono loro di non parlare nel nome di Gesù. Quindi li rimisero in libertà. Essi allora se ne andarono via dal Sinedrio, lieti di essere stati giudicati degni di subire oltraggi per il nome di Gesù.

Parola di Dio.
 

Salmo Responsoriale
Dal Salmo 29 (30)

R. Ti esalterò, Signore, perché mi hai risollevato. 
Oppure:
R. Alleluia, alleluia, alleluia.
Ti esalterò, Signore, perché mi hai risollevato,
non hai permesso ai miei nemici di gioire su di me.
Signore, hai fatto risalire la mia vita dagli inferi,
mi hai fatto rivivere perché non scendessi nella fossa. R.
 
Cantate inni al Signore, o suoi fedeli,
della sua santità celebrate il ricordo,
perché la sua collera dura un istante,
la sua bontà per tutta la vita.
Alla sera ospite è il pianto
e al mattino la gioia. R.
 
Ascolta, Signore, abbi pietà di me,
Signore, vieni in mio aiuto!».
Hai mutato il mio lamento in danza.
Signore, mio Dio, ti renderò grazie per sempre. R.
 

Seconda Lettura

L’Agnello, che è stato immolato,è degno di ricevere potenza e ricchezza.Dal libro dell’Apocalisse di san Giovanni apostolo
Ap 5,11-14
 
Io, Giovanni, vidi, e udii voci di molti angeli attorno al trono e agli esseri viventi e agli anziani. Il loro numero era miriadi di miriadi e migliaia di migliaia e dicevano a gran voce:
«L’Agnello, che è stato immolato,
è degno di ricevere potenza e ricchezza,
sapienza e forza,
onore, gloria e benedizione».
 
Tutte le creature nel cielo e sulla terra, sotto terra e nel mare, e tutti gli esseri che vi si trovavano, udii che dicevano:
«A Colui che siede sul trono e all’Agnello
lode, onore, gloria e potenza,
nei secoli dei secoli».
 
E i quattro esseri viventi dicevano: «Amen». E gli anziani si prostrarono in adorazione.

Parola di Dio
 

Acclamazione al Vangelo

Alleluia, alleluia.

Cristo è risorto, lui che ha creato il mondo,
e ha salvato gli uomini nella sua misericordia.

Alleluia.

Vangelo

Viene Gesù, prende il pane e lo dà loro,così pure il pesce.

Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 21,1-19
 
In quel tempo, Gesù si manifestò di nuovo ai discepoli sul mare di Tiberìade. E si manifestò così: si trovavano insieme Simon Pietro, Tommaso detto Dìdimo, Natanaèle di Cana di Galilea, i figli di Zebedèo e altri due discepoli. Disse loro Simon Pietro: «Io vado a pescare». Gli dissero: «Veniamo anche noi con te». Allora uscirono e salirono sulla barca; ma quella notte non presero nulla.
 
Quando già era l’alba, Gesù stette sulla riva, ma i discepoli non si erano accorti che era Gesù. Gesù disse loro: «Figlioli, non avete nulla da mangiare?». Gli risposero: «No». Allora egli disse loro: «Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete». La gettarono e non riuscivano più a tirarla su per la grande quantità di pesci. Allora quel discepolo che Gesù amava disse a Pietro: «È il Signore!». Simon Pietro, appena udì che era il Signore, si strinse la veste attorno ai fianchi, perché era svestito, e si gettò in mare. Gli altri discepoli invece vennero con la barca, trascinando la rete piena di pesci: non erano infatti lontani da terra se non un centinaio di metri.
Appena scesi a terra, videro un fuoco di brace con del pesce sopra, e del pane. Disse loro Gesù: «Portate un po’ del pesce che avete preso ora». Allora Simon Pietro salì nella barca e trasse a terra la rete piena di centocinquantatré grossi pesci. E benché fossero tanti, la rete non si squarciò. Gesù disse loro: «Venite a mangiare». E nessuno dei discepoli osava domandargli: «Chi sei?», perché sapevano bene che era il Signore. Gesù si avvicinò, prese il pane e lo diede loro, e così pure il pesce. Era la terza volta che Gesù si manifestava ai discepoli, dopo essere risorto dai morti.
Quand’ebbero mangiato, Gesù disse a Simon Pietro: «Simone, figlio di Giovanni, mi ami più di costoro?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pasci i miei agnelli». Gli disse di nuovo, per la seconda volta: «Simone, figlio di Giovanni, mi ami?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pascola le mie pecore». Gli disse per la terza volta: «Simone, figlio di Giovanni, mi vuoi bene?». Pietro rimase addolorato che per la terza volta gli domandasse: «Mi vuoi bene?», e gli disse: «Signore, tu conosci tutto; tu sai che ti voglio bene». Gli rispose Gesù: «Pasci le mie pecore. In verità, in verità io ti dico: quando eri più giovane ti vestivi da solo e andavi dove volevi; ma quando sarai vecchio tenderai le tue mani, e un altro ti vestirà e ti porterà dove tu non vuoi». Questo disse per indicare con quale morte egli avrebbe glorificato Dio. E, detto questo, aggiunse: «Seguimi».

Parola del Signore
 
Forma breve:

Viene Gesù, prende il pane e lo dà loro,
così pure il pesce.
 
Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 21,1-14
 
In quel tempo, Gesù si manifestò di nuovo ai discepoli sul mare di Tiberìade. E si manifestò così: si trovavano insieme Simon Pietro, Tommaso detto Dìdimo, Natanaèle di Cana di Galilea, i figli di Zebedèo e altri due discepoli. Disse loro Simon Pietro: «Io vado a pescare». Gli dissero: «Veniamo anche noi con te». Allora uscirono e salirono sulla barca; ma quella notte non presero nulla.
 
Quando già era l’alba, Gesù stette sulla riva, ma i discepoli non si erano accorti che era Gesù. Gesù disse loro: «Figlioli, non avete nulla da mangiare?». Gli risposero: «No». Allora egli disse loro: «Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete». La gettarono e non riuscivano più a tirarla su per la grande quantità di pesci. Allora quel discepolo che Gesù amava disse a Pietro: «È il Signore!». Simon Pietro, appena udì che era il Signore, si strinse la veste attorno ai fianchi, perché era svestito, e si gettò in mare. Gli altri discepoli invece vennero con la barca, trascinando la rete piena di pesci: non erano infatti lontani da terra se non un centinaio di metri.
 
Appena scesi a terra, videro un fuoco di brace con del pesce sopra, e del pane. Disse loro Gesù: «Portate un po’ del pesce che avete preso ora». Allora Simon Pietro salì nella barca e trasse a terra la rete piena di centocinquantatré grossi pesci. E benché fossero tanti, la rete non si squarciò. Gesù disse loro: «Venite a mangiare». E nessuno dei discepoli osava domandargli: «Chi sei?», perché sapevano bene che era il Signore. Gesù si avvicinò, prese il pane e lo diede loro, e così pure il pesce. Era la terza volta che Gesù si manifestava ai discepoli, dopo essere risorto dai morti.

Parola del Signore
 

Sulle offerte

Accogli, Signore, i doni della tua Chiesa in festa,
e poiché le hai dato il motivo di tanta gioia,
donale anche il frutto di una perenne letizia.
Per Cristo nostro Signore.

Antifona alla comunione

Disse Gesù ai suoi discepoli:
«Venite a mangiare».
E prese il pane e lo diede loro. Alleluia. (Gv 21,12.13)

Dopo la comunione

Guarda con bontà, Signore, il tuo popolo,
che hai rinnovato con i sacramenti pasquali,
e guidalo alla gloria incorruttibile della risurrezione.
Per Cristo nostro Signore.