IIIª domenica di Quaresima

 

Commento

Con la terza domenica si entra in una seconda fase del cammino quaresimale, il più caratterizzato di ogni ciclo liturgico. Infatti, se le prime due domeniche hanno sempre i brani delle Tentazioni e della Trasfigurazione, secondo i tre evangelisti sinottici, a partire dalla terza domenica ogni ciclo liturgico propone un cammino differente. Prosegue invece il cammino delle prime letture sul tema dell’alleanza.
Nell’anno B la terza domenica è caratterizzata dal brano evangelico della cosiddetta “purificazione del tempio” (Gv 2,13-25) e dalla prima lettura che riporta le Dieci Parole (Es 20,1-17). Nella seconda lettura (1Cor 1,22-25) Paolo indica ai Corinzi la logica alternativa del Vangelo che si rivela in «Cristo crocifisso». Un testo che ci aiuta a leggere in chiave pasquale e cristologica sia il Decalogo e l’alleanza del Sinai, sia l’episodio della purificazione del Tempio, collegando entrambi i testi all’esistenza dei credenti.
Nel Vangelo di Giovanni il brano che tocca il tema del rapporto tra Gesù e il Tempio, a differenza dei Sinottici che lo collocano dopo l’ingresso trionfale in Gerusalemme, viene collocato immediatamente dopo al “prologo narrativo”, all’inizio del racconto giovanneo e del ministero di Gesù. Non si tratta di un fatto casuale, ma indica come questo racconto nel Vangelo di Giovanni occupi un ruolo del tutto particolare.
Molti sono i riferimenti alla Pasqua, che creano un’inclusione tra questo brano programmatico che si colloca all’inizio e i racconti della passione, morte e risurrezione che chiuderanno il Vangelo. Innanzitutto tutto accade durante la festa di Pasqua (Gv 2,13). C’è poi l’intervento dell’Evangelista stesso che sottolinea come le parole pronunciate da Gesù in questa occasione verranno ricordate dai suoi discepoli dopo la sua risurrezione e saranno fondamentali per la fede in lui (cf. Gv 2,22).
Ma il tema fondamentale che unisce l’episodio del Vangelo di questa domenica alla Pasqua di Gesù è l’identificazione del Tempio, come luogo della presenza di Dio e dell’incontro con lui, e il corpo stesso di Gesù (cf. Gv 2,21). Nel prologo di Giovanni si afferma che la Parola «si fece carne (sarx)» (Gv 1,14) e che il Dio che nessuno ha mai visto si è fatto raccontare dal Figlio unigenito (Gv 1,18). Ora nel racconto della “purificazione del Tempio” Giovanni afferma che quando Gesù parla del Tempio si riferisce al suo corpo (soma). Dio si racconta e si manifesta nella carne del Figlio, un corpo che dovrà essere distrutto e riedificato in tre giorni. Ma soprattutto Dio si racconta nella Pasqua di Gesù, nella sua vita donata per la vita degli altri.
Il mercato (cf. Gv 2,16) è il luogo del commercio, del guadagno, dell’interesse. Dio si rivela invece nei gesti di gratuità, di amore e di dono di sé. È nel corpo di Gesù che si manifesta questa logica pasquale nella quale Dio si rivela e si lascia incontrare; è questo il culto che Dio cerca (cf. Gv 4,23).
Nella prima lettura incontriamo il testo fondamentale dell’alleanza sinaitica, le Dieci Parole. Nell’introduzione alle Dieci Parole (Es 20,2) troviamo i tratti fondamentali che ci servono per l’interpretazione del testo. Dio ha suscitato, creato, fatto la libertà di Israele per concludere con lui un’alleanza. Ma ancor prima di stringere l’alleanza con il suo popolo, Dio ha voluto un interlocutore libero e vuole che tale interlocutore rimanga libero. Il Signore vuole che Israele non sia solamente libero dalla schiavitù opprimente degli Egiziani, ma desidera una libertà radicale, vuole sradicare ogni connivenza con la schiavitù, ogni tentazione di preferire la schiavitù alla libertà del suo servizio. Per questo prima di ascoltare la parola del suo Dio Israele deve fare memoria della nascita della sua libertà, che Dio desidera prima di ogni altra cosa.
Ma il Signore non è solamente un Dio liberatore, egli è anche un Dio geloso. La gelosia di Dio è un tratto dell’amore umano che la Bibbia ebraica usa per parlare dell’amore di Dio per il suo popolo. La “gelosia” di Dio, però, non è il frutto di un amore possessivo. Nasce da un amore autentico che non rimane indifferente davanti alle scelte dell’altro. Dio soffre perché, mentre vorrebbe manifestare la sovrabbondanza del suo amore fedele (chesed), è costretto a prender atto che le ferite inflitte dal suo popolo alla sua libertà si trascinano per generazioni (cf. Es 20,5) e non si rimarginano subito, ma occorre tempo.
Nel nostro itinerario della Quaresima questa legge di libertà ci indica un aspetto fondante del nostro rapporto con Dio: la chiamata a liberarci dalle schiavitù, anche da quelle più raffinate e profonde. La Quaresima è il tempo per la guarigione delle ferite alla nostra libertà di figli. Oggi, per noi, l’uomo in relazione libera con Dio, risplende sul volto del Figlio. Egli è il Tempio del nostro incontro con Dio. In Gesù, nella sua vita e nella sua morte per noi, si manifesta quella potenza e sapienza di Dio di cui parla Paolo nella seconda lettura.

Messa del Giorno

III DOMENICA DI QUARESIMA – ANNO B

Colore Liturgico Viola

Antifona

I miei occhi sono sempre rivolti al Signore,
perché libera dal laccio i miei piedi.
Volgiti a me e abbi misericordia, Signore,
perché sono povero e solo. (Sal 24,15-16)

Colletta

Dio misericordioso, fonte di ogni bene,
tu ci hai proposto a rimedio del peccato il digiuno,
la preghiera e le opere di carità fraterna;
guarda a noi che riconosciamo la nostra miseria
e, poiché ci opprime il peso delle nostre colpe,
ci sollevi la tua misericordia.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…

Oppure:

Signore nostro Dio, santo è il tuo nome;
piega i nostri cuori ai tuoi comandamenti
e donaci la sapienza della croce, perché,
liberati dal peccato, che ci chiude nel nostro egoismo,
ci apriamo al dono dello Spirito per diventare tempio vivo del tuo amore.
Per il nostro Signore Gesù Cristo …

Prima Lettura

La legge fu data per mezzo di Mosè.Dal libro dell’Èsodo
Es 20,1-17

In quei giorni, Dio pronunciò tutte queste parole: «Io sono il Signore, tuo Dio, che ti ho fatto uscire dalla terra d’Egitto, dalla condizione servile: Non avrai altri dèi di fronte a me. Non ti farai idolo né immagine alcuna di quanto è lassù nel cielo, né di quanto è quaggiù sulla terra, né di quanto è nelle acque sotto la terra. Non ti prostrerai davanti a loro e non li servirai. Perché io, il Signore, tuo Dio, sono un Dio geloso, che punisce la colpa dei padri nei figli fino alla terza e alla quarta generazione, per coloro che mi odiano, ma che dimostra la sua bontà fino a mille generazioni, per quelli che mi amano e osservano i miei comandamenti. Non pronuncerai invano il nome del Signore, tuo Dio, perché il Signore non lascia impunito chi pronuncia il suo nome invano. Ricòrdati del giorno del sabato per santificarlo. Sei giorni lavorerai e farai ogni tuo lavoro; ma il settimo giorno è il sabato in onore del Signore, tuo Dio: non farai alcun lavoro, né tu né tuo figlio né tua figlia, né il tuo schiavo né la tua schiava, né il tuo bestiame, né il forestiero che dimora presso di te. Perché in sei giorni il Signore ha fatto il cielo e la terra e il mare e quanto è in essi, ma si è riposato il settimo giorno. Perciò il Signore ha benedetto il giorno del sabato e lo ha consacrato. Onora tuo padre e tua madre, perché si prolunghino i tuoi giorni nel paese che il Signore, tuo Dio, ti dà. Non ucciderai. Non commetterai adulterio. Non ruberai. Non pronuncerai falsa testimonianza contro il tuo prossimo. Non desidererai la casa del tuo prossimo. Non desidererai la moglie del tuo prossimo, né il suo schiavo né la sua schiava, né il suo bue né il suo asino, né alcuna cosa che appartenga al tuo prossimo». Parola di Dio. Forma breve (20, 1-3.7-8.12-17): Dal libro dell’Èsodo In quei giorni, Dio pronunciò tutte queste parole: «Io sono il Signore, tuo Dio, che ti ho fatto uscire dalla terra d’Egitto, dalla condizione servile: Non avrai altri dèi di fronte a me. Non pronuncerai invano il nome del Signore, tuo Dio, perché il Signore non lascia impunito chi pronuncia il suo nome invano. Ricòrdati del giorno del sabato per santificarlo. Onora tuo padre e tua madre, perché si prolunghino i tuoi giorni nel paese che il Signore, tuo Dio, ti dà. Non ucciderai. Non commetterai adulterio. Non ruberai. Non pronuncerai falsa testimonianza contro il tuo prossimo. Non desidererai la casa del tuo prossimo. Non desidererai la moglie del tuo prossimo, né il suo schiavo né la sua schiava, né il suo bue né il suo asino, né alcuna cosa che appartenga al tuo prossimo».

Parola di Dio

Salmo Responsoriale
Dal Sal 18

R. Signore, tu hai parole di vita eterna.La legge del Signore è perfetta,
rinfranca l’anima;
la testimonianza del Signore è stabile,
rende saggio il semplice. R.

I precetti del Signore sono retti,
fanno gioire il cuore;
il comando del Signore è limpido,
illumina gli occhi. R.

Il timore del Signore è puro,
rimane per sempre;
i giudizi del Signore sono fedeli,
sono tutti giusti. R.

Più preziosi dell’oro,
di molto oro fino, ù
più dolci del miele
e di un favo stillante. R.

Seconda Lettura

Annunciamo Cristo crocifisso, scandalo per gli uomini, ma, per coloro che sono chiamati, sapienza di Dio.Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi
1Cor 1,22-25

Fratelli, mentre i Giudei chiedono segni e i Greci cercano sapienza, noi invece annunciamo Cristo crocifisso: scandalo per i Giudei e stoltezza per i pagani; ma per coloro che sono chiamati, sia Giudei che Greci, Cristo è potenza di Dio e sapienza di Dio. Infatti ciò che è stoltezza di Dio è più sapiente degli uomini, e ciò che è debolezza di Dio è più forte degli uomini.

Parola di Dio

Acclamazione al Vangelo

Lode e onore a te, Signore Gesù!

Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito;
chiunque crede in lui ha la vita eterna. (Cfr. Gv 3,16)

Lode e onore a te, Signore Gesù!

Vangelo

Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere

Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 2,13-25

Si avvicinava la Pasqua dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe e, là seduti, i cambiamonete. Allora fece una frusta di cordicelle e scacciò tutti fuori del tempio, con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiamonete e ne rovesciò i banchi, e ai venditori di colombe disse: «Portate via di qui queste cose e non fate della casa del Padre mio un mercato!». I suoi discepoli si ricordarono che sta scritto: «Lo zelo per la tua casa mi divorerà». Allora i Giudei presero la parola e gli dissero: «Quale segno ci mostri per fare queste cose?». Rispose loro Gesù: «Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere». Gli dissero allora i Giudei: «Questo tempio è stato costruito in quarantasei anni e tu in tre giorni lo farai risorgere?». Ma egli parlava del tempio del suo corpo. Quando poi fu risuscitato dai morti, i suoi discepoli si ricordarono che aveva detto questo, e credettero alla Scrittura e alla parola detta da Gesù. Mentre era a Gerusalemme per la Pasqua, durante la festa, molti, vedendo i segni che egli compiva, credettero nel suo nome. Ma lui, Gesù, non si fidava di loro, perché conosceva tutti e non aveva bisogno che alcuno desse testimonianza sull’uomo. Egli infatti conosceva quello che c’è nell’uomo.

Parola del Signore

Preghiera sulle offerte

Per questo sacrificio di riconciliazione perdona,o Padre, i nostri debiti e donaci la forzadi perdonare ai nostri fratelli.Per Cristo nostro Signore.

Antifona alla comunione

Molti, vedendo i segni che Gesù faceva,
credettero in lui. (Gv 2,23)

Oppure:

Il passero trova la casa, la rondine il nido
dove porre i suoi piccoli presso i tuoi altari,
Signore degli eserciti, mio re e mio Dio.
Beato chi abita la tua casa: sempre canta le tue lodi. (Sal 83,4-5)

Preghiera dopo la comunione

O Dio, che ci nutri in questa vita con il pane del cielo,
pegno della tua gloria, fa’ che manifestiamo nelle nostre opere
la realtà presente nel sacramento che celebriamo.
Per Cristo nostro Signore.