Santa Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe

Dal Sussidio Avvento-Natale 2017, a cura dell’Ufficio Liturgico Nazionale

Rifondazione della famiglia nel tempo del Messia

Gen 15,1-6; 21,1-3
Sal 104
Eb 11,8.11-12.17-19
Lc 2,22-40

La vicenda di Abramo e Sara, richiamata nella prima lettura della Liturgia della Parola, insegna che la famiglia è luogo primario in cui si costruisce la realizzazione umana, ma anche si realizza la rivelazione e il dono di Dio. Per la coppia Abramo e Sara l’aspirazione ad avere un figlio è così intensa al fine di disporre di un futuro e di raggiungere uno sviluppo compiuto della famiglia. E la discendenza e il figlio sono parte anche della promessa di Dio per Abramo, del piano divino in vista della benedizione di tutte le famiglie della terra. Di fatto, il racconto biblico mostra che ad Abramo e Sara è dato di generare quando essi diventano capaci di riconoscere che il figlio è essenzialmente un dono di Dio. Non da se stessi hanno potere nel trasmettere la vita, ma sempre la vita è prima di tutto un dono. Così la riuscita umana, che nella famiglia trova una sua espressione, può raggiungere un esito felice, che persino oltrepassa le attese umane, quando ci si apre alla fiducia in Dio e al suo piano e si diventa capaci di accogliere Dio che visita con i suoi doni di benedizione e fecondità.
Il Sal 104 invita al rendimento di grazie e alla lode del Signore per le meravigliose opere divine; in particolare perché Dio mantiene sempre e porta a compimento le sue promesse. Una dimostrazione concreta per Israele e per tutti i popoli appare nella parola che Dio ha promesso e ha compiuto con Abramo. Per questo si eleva l’esortazione: Gloriatevi del suo santo nome: gioisca il cuore di chi cerca il Signore.
Il Vangelo di Luca presenta la famiglia di Nazareth che secondo la tradizione adempie le prescrizioni divine della Torah con la presentazione di Gesù al Tempio per indicare la sua consacrazione a Dio. Nel Tempio egli riceve la testimonianza profetica di Simeone ed Anna appartenenti a quella comunità di giusti che attendevano la consolazione di Israele, la liberazione da molteplici piccole e grandi oppressioni. Simeone, con un canto di lode, saluta il Messia rivelando la qualità unica della sua missione salvifica che si estende ormai da Israele a tutti i popoli. La salvezza del Messia porta luce alle genti e realizza la gloria di Israele. Altre parole di Simeone sono rivolte a Maria per svelare che il Salvatore è anche «segno di contraddizione», un motivo che adombra l’ostilità e il rifiuto umano fino alla sua morte in croce, e insegna che la gioia per la sua nascita non è separabile dallo sgomento per la sua oltraggiosa riprovazione. Il Messia è segno contestato perché sollecita una presa di posizione umana; egli può portare la salvezza a chi lo accoglie, mentre chi lo rifiuta va incontro alla rovina.
Giuseppe e Maria, il padre e la madre di Gesù, si stupiscono, sono meravigliati per ciò che ascoltano, per l’azione divina di cui prendono consapevolezza mentre dinanzi a loro si va realizzando. Giuseppe e Maria accolgono e si lasciano guidare da Dio e, mentre mettono in pratica gli insegnamenti divini, si rivela come la loro vicenda familiare è rilevante nel piano divino.
Il passo del Vangelo si conclude, infine, con l’annotazione su Gesù, a Nazareth, che cresceva e si fortificava nella sapienza e nella grazia di Dio. Si tratta della sapienza e dell’amore di Dio che crescono in Gesù, formano la sua personalità come ne darà prova lungo tutta la sua missione.
La famiglia di Nazareth si delinea, pertanto, come un prototipo per la famiglia nel popolo messianico, non solo per la costruzione delle relazioni familiari con al centro Dio, ma anche per la comprensione della singola vicenda familiare all’interno del piano divino.
Il passo della Lettera agli Ebrei esalta dapprima la fede di Abramo che partì aderendo all’invito di Dio, poi la fede di Sara che accolse la promessa di Dio di una fecondità straordinaria, e di nuovo la fede di Abramo quando fu messo alla prova offrì il suo figlio Isacco che, secondo le interpretazioni del Targum e del Midrash, a sua volta era consapevole nell’offrire se stesso con fiducia in Dio. In particolare, l’Autore di Ebrei interpreta quest’ultimo atto di Abramo di completa fiducia in Dio, che gli ridonò Isacco, alla luce della fede nella risurrezione. In tal modo è conferita un’ulteriore profondità di lettura nella vicenda di Abramo e, insieme, viene evocata l’offerta e il dono di Dio e del suo Figlio, nuovo Isacco.
La festa della Santa Famiglia in connessione con la solennità del Natale conferisce un’alta considerazione e una rifondazione della famiglia, quale nucleo primario di apprendimento delle relazioni vitali, quale ambito iniziale di realizzazione umana e di conoscenza di Dio, e nel contempo quale immagine forte per parlare, sulla base dell’alleanza, dell’amore familiare di Dio per il suo popolo e fucina per lo sviluppo dell’umanità come famiglia umana nel tempo messianico.
È nel rapporto con il Dio della storia della rivelazione, nella fiducia nel Signore che sempre compie le sue promesse; è nel compimento degli insegnamenti di Dio e nell’apertura al piano divino che la famiglia, ogni famiglia, trova benedizione e grazia, radicandosi nella logica del dono, come Maria e Giuseppe che presentano Gesù nel Tempio, come Abramo che offre Isacco, il figlio della promessa. Questa logica del dono è quella stessa di Dio, il Padre che ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio (cf. Gv 3,16), ed è quella del Cristo che amato la Chiesa e ha dato se stesso per lei (cf. Ef 5,25).

Messa del Giorno

SACRA FAMIGLIA DI GESU’, MARIA E GIUSEPPE, FESTA – ANNO B

Colore Liturgico Bianco

Antifona

I pastori si avviarono in fretta e trovarono Maria e Giuseppe,
e il Bambino deposto nella mangiatoia. (Lc 2,16)

Colletta

O Dio, nostro Padre, che nella santa Famiglia
ci hai dato un vero modello di vita, fa’ che
nelle nostre famiglie fioriscano le stesse virtù e lo stesso amore,
perché, riuniti insieme nella tua casa, possiamo godere la gioia senza fine.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…

Oppure:

O Dio, nostro creatore e Padre, tu hai voluto che il tuo Figlio,
generato prima dell’aurora del mondo, divenisse membro dell’umana famiglia;
ravviva in noi la venerazione per il dono e il mistero della vita,
perché i genitori si sentano partecipi della fecondità del tuo amore,
e i figli crescano in sapienza, età e grazia, rendendo lode al tuo santo nome.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…

Prima Lettura

Uno nato da te sarà tuo erede.Dal libro della Gènesi
Gen 15,1-6; 21,1-13

In quei giorni, fu rivolta ad Abram, in visione, questa parola del Signore: «Non temere, Abram. Io sono il tuo scudo; la tua ricompensa sarà molto grande». Rispose Abram: «Signore Dio, che cosa mi darai? Io me ne vado senza figli e l’erede della mia casa è Elièzer di Damasco». Soggiunse Abram: «Ecco, a me non hai dato discendenza e un mio domestico sarà mio erede». Ed ecco, gli fu rivolta questa parola dal Signore: «Non sarà costui il tuo erede, ma uno nato da te sarà il tuo erede». Poi lo condusse fuori e gli disse: «Guarda in cielo e conta le stelle, se riesci a contarle» e soggiunse: «Tale sarà la tua discendenza». Egli credette al Signore, che glielo accreditò come giustizia. Il Signore visitò Sara, come aveva detto, e fece a Sara come aveva promesso. Sara concepì e partorì ad Abramo un figlio nella vecchiaia, nel tempo che Dio aveva fissato. Abramo chiamò Isacco il figlio che gli era nato, che Sara gli aveva partorito.

Parola di Dio

Salmo Responsoriale
Dal Sal 104

R. Il Signore è fedele al suo patto.Rendete grazie al Signore e invocate il suo nome,
proclamate fra i popoli le sue opere.
A lui cantate, a lui inneggiate,
meditate tutte le sue meraviglie. R.

Gloriatevi del suo santo nome:
gioisca il cuore di chi cerca il Signore.
Cercate il Signore e la sua potenza,
ricercate sempre il suo volto. R.

Ricordate le meraviglie che ha compiuto,
i suoi prodigi e i giudizi della sua bocca,
voi, stirpe di Abramo, suo servo,
figli di Giacobbe, suo eletto. R.

Si è sempre ricordato della sua alleanza,
parola data per mille generazioni,
dell’alleanza stabilita con Abramo
e del suo giuramento a Isacco. R.

Seconda Lettura

La fede di Abrano, di Sara e di Isacco.Dalla lettera agli Ebrei
Eb 11,8.11-12.17-19

Fratelli, per fede, Abramo, chiamato da Dio, obbedì partendo per un luogo che doveva ricevere in eredità, e partì senza sapere dove andava. Per fede, anche Sara, sebbene fuori dell’età, ricevette la possibilità di diventare madre, perché ritenne degno di fede colui che glielo aveva promesso. Per questo da un uomo solo, e inoltre già segnato dalla morte, nacque una discendenza numerosa come le stelle del cielo e come la sabbia che si trova lungo la spiaggia del mare e non si può contare. Per fede, Abramo, messo alla prova, offrì Isacco, e proprio lui, che aveva ricevuto le promesse, offrì il suo unigenito figlio, del quale era stato detto: «Mediante Isacco avrai una tua discendenza». Egli pensava infatti che Dio è capace di far risorgere anche dai morti: per questo lo riebbe anche come simbolo.

Parola di Dio

Acclamazione al Vangelo

Alleluia, alleluia.

Molte volte e in diversi modi nei tempi antichi
Dio ha parlato ai padri per mezzo dei profeti,
ultimamente, in questi giorni,
ha parlato a noi per mezzo del Figlio. (Eb 1,1.2)

Alleluia.

Vangelo

Il bambio cresceva pieno di sapienza.

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 2,22-40

Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la legge di Mosè, [Maria e Giuseppe] portarono il bambino [Gesù] a Gerusalemme per presentarlo al Signore – come è scritto nella legge del Signore: «Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore» – e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o due giovani colombi, come prescrive la legge del Signore. Ora a Gerusalemme c’era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e pio, che aspettava la consolazione d’Israele, e lo Spirito Santo era su di lui. Lo Spirito Santo gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore. Mosso dallo Spirito, si recò al tempio e, mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per fare ciò che la Legge prescriveva a suo riguardo, anch’egli lo accolse tra le braccia e benedisse Dio, dicendo: «Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo vada in pace, secondo la tua parola, perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli: luce per rivelarti alle genti e gloria del tuo popolo, Israele». Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: «Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione – e anche a te una spada trafiggerà l’anima -, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori». C’era anche una profetessa, Anna, figlia di Fanuèle, della tribù di Aser. Era molto avanzata in età, aveva vissuto con il marito sette anni dopo il suo matrimonio, era poi rimasta vedova e ora aveva ottantaquattro anni. Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere. Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme. Quando ebbero adempiuto ogni cosa secondo la legge del Signore, fecero ritorno in Galilea, alla loro città di Nàzaret. Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era su di lui.

Parola del Signore.

Forma breve:

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 2,22.39-40

Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la legge di Mosè, [Maria e Giuseppe] portarono il bambino [Gesù] a Gerusalemme per presentarlo al Signore. Quando ebbero adempiuto ogni cosa secondo la legge del Signore, fecero ritorno in Galilea, alla loro città di Nàzaret. Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era su di lui.

Parola del Signore

Preghiera sulle offerte

Accogli, Signore, questo sacrificio di salvezza,e per intercessione della Vergine Madre e di san Giuseppe,fa’ che le nostre famiglie vivano nella tua amicizia e nella tua pace.Per Cristo nostro Signore.

Antifona alla comunione

Il nostro Dio è apparso sulla terra, e ha dimorato in mezzo a noi. (Bar 3,38)

Oppure:

Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui.
Simeone li benedisse e parlò a Maria sua Madre. ( Lc 2,33-34)

Preghiera dopo la comunione

Padre misericordioso, che ci hai nutriti alla tua mensa,
donaci di seguore gli esempi della santa Famiglia,
perché dopo le prove di questa vita siamo associati alla sua gloria in cielo.
Per Cristo nostro Signore.