IVª Domenica di Avvento

Dal Sussidio Avvento-Natale 2017, a cura dell’Ufficio Liturgico Nazionale

Il compimento messianico delle promesse in Gesù, Figlio dell’Altissimo

2 Sam 7,1-5.8b-12.14a.16
Sal 88
Rm 16,25-27
Lc 1,26-38

La Liturgia di questa domenica, nell’imminenza del Natale, celebra il compimento della promessa di Dio a Davide nella venuta di Gesù, il Messia che regnerà per sempre e il suo regno non avrà fine.
Nella prima lettura, dal secondo libro di Samuele, risuona la promessa che, secondo la storia della rivelazione, Dio fece a Davide. Nel momento in cui Davide si propone di costruire per il Signore una casa (il tempio), il Signore gli promette di fare per lui una casa (la dinastia). Davide, al culmine della sua ascesa per creare il regno di Israele, non perde di vista Dio, bensì continua a volgersi a Dio con riconoscimento e dedizione. Per questa attenzione persistente di Davide, Dio non solo gli assicura protezione e conferma la riuscita nell’impresa, ma si impegna a rendere la discendenza di Davide e il suo trono stabili per sempre. Il dono è straordinario e particolarmente significativa è la relazione che si instaura tra Dio e il re: io susciterò un tuo discendente dopo di te, uscito dalle tue viscere, e renderò stabile il suo regno per sempre. […] Io sarò per lui padre ed egli sarà per me figlio (2 Sam 7,14). L’immagine padre-figlio, da cui scaturisce anche il titolo regale (cf. Sal 2,7; 88,27–28), esprime l’appartenenza familiare che unisce e si deve sviluppare tra il re davidico e Dio. Infatti il re è chiamato al servizio di Dio, come collaboratore nella costruzione del popolo dell’alleanza che realizza gli insegnamenti divini (cf. Dt 17,18-20). Dalla fiducia, cooperazione e sinergia che si instaura tra il re e Dio deriva la manifestazione della stabilità del regno e la grandezza del nome.
Il Sal 88 contiene l’appello, e anche la certezza, che Dio mantiene il suo giuramento e la sua elezione della casa di Davide. Sebbene nella storia ci siano dei discendenti che hanno abbandonato gli insegnamenti di Dio e la ribellione abbia portato questi re alla rovina, Dio rimane fedele alla sua promessa che è per sempre.
Questa promessa divina nel tardo periodo postesilico, quando la restaurazione della monarchia apparve impossibile, fu reinterpretata nel suo compimento messianico. All’interno di questa reinterpretazione il discendente viene riferito al Messia che Dio susciterà, dalla casa di Davide, e il cui regno durerà per sempre (cf. Is 11,1-9). È in questa prospettiva della fedeltà del Signore alla sua promessa, proprio fino al compimento messianico, che la comunità liturgica benedice e acclama: Canterò per sempre l’amore del Signore! (Sal 89,2).
L’iniziativa di Dio per il compimento messianico della promessa davidica è raccontata, dal Vangelo di Luca, nell’annuncio inaudito del messaggero divino, Gabriele, a una donna di Nazareth, di nome Maria, promessa sposa di Giuseppe, un uomo della casa di Davide: Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine (Lc 1,30-33).
Luca mette a fuoco l’iniziativa e l’origine divina con l’azione dello Spirito e la potenza dell’Altissimo, e colui che nascerà è riservato per Dio, è santo. L’esistenza di Gesù (il Signore salva) dal suo esordio scaturisce da Dio che lo ha riservato per una missione quella di re Messia, al quale si deve pienamente il titolo regale di Figlio di Dio, che regnerà per sempre e il suo regno sarà duraturo. Dio l’Altissimo, creatore del cielo e della terra e redentore (cf. Gen 14,18–22; Sal 78,35), così coinvolto nelle vicende umane, si avvale della sua potenza per dare vita e agire con sollecitudine per i suoi servi. Ad essi manifesta la sua fedeltà ora alla promessa fatta a Davide, rivelandone il decisivo compimento messianico.
E Maria acconsente, collabora nell’esultanza, si rende disponibile e si mette al servizio del Signore per l’evento teso a rivelare e a stabilire la perenne regalità divina.
La dossologia con la quale si conclude la lettera di Paolo ai Romani, ripresa nella seconda lettura, celebra con solennità la gloria, cioè la presenza di Dio, l’eterno e il solo sapiente. La lode a Dio è per la sua rivelazione del mysterium, che è la rivelazione del piano divino, dischiuso mediante le scritture dei Profeti e che ora è annunciato attraverso il Vangelo di Gesù Cristo a tutti popoli, perché tutti giungano alla fede (Rm 1,5.26). L’avvento del re Messia svela completamente il piano di Dio e inaugura il tempo per cui tutti i popoli saranno raggiunti dall’annuncio della salvezza. La comunità cristiana è pervasa della salvezza messianica. Essa è testimone ed è chiamata, sull’esempio di Davide, di Maria, dei Profeti, della generazione apostolica e protocristiana, a collaborare al piano divino perché si dispieghi, nelle vicende e nelle scelte concrete dell’esistenza e della storia umana, la potenza salvifica della regalità del Signore.

Messa del Giorno

IV DOMENICA DI AVVENTO – ANNO B

Colore Liturgico Viola

Antifona

Stillate dall’alto, o cieli, la vostra rugiada
e dalle nubi scenda a noi il Giusto;
si apra la terra e germogli il Salvatore. Non si dice il Gloria.

Colletta

Infondi nel nostro spirito la tua grazia, o Padre,
tu, che nell’annunzio dell’angelo ci hai rivelato l’incarnazione del tuo Figlio,
per la sua passione e la sua croce guidaci alla gloria della risurrezione.
Per il nostro Signore Gesù Cristo….

Oppure:

Dio grande e misericordioso, che tra gli umili scegli i tuoi servi
per portare a compimento il disegno di salvezza,
concedi alla tua Chiesa la fecondità dello Spirito,
perché sull’esempio di Maria accolga il Verbo della vita
e si rallegri come madre di una stirpe santa e incorruttibile.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…

Prima Lettura

Il regno di Davide sarà saldo per sempre davanti al Signore.Dal secondo libro di Samuèle
2Sam 7,1-5.8-12.14.16

Il re Davide, quando si fu stabilito nella sua casa, e il Signore gli ebbe dato riposo da tutti i suoi nemici all’intorno, disse al profeta Natan: «Vedi, io abito in una casa di cedro, mentre l’arca di Dio sta sotto i teli di una tenda». Natan rispose al re: «Va’, fa’ quanto hai in cuor tuo, perché il Signore è con te». Ma quella stessa notte fu rivolta a Natan questa parola del Signore: «Va’ e di’ al mio servo Davide: Così dice il Signore: Forse tu mi costruirai una casa, perché io vi abiti? Io ti ho preso dal pascolo, mentre seguivi il gregge, perché tu fossi capo del mio popolo Israele. Sono stato con te dovunque sei andato, ho distrutto tutti i tuoi nemici davanti a te e renderò il tuo nome grande come quello dei grandi che sono sulla terra. Fisserò un luogo per Israele, mio popolo, e ve lo pianterò perché vi abiti e non tremi più e i malfattori non lo opprimano come in passato e come dal giorno in cui avevo stabilito dei giudici sul mio popolo Israele. Ti darò riposo da tutti i tuoi nemici. Il Signore ti annuncia che farà a te una casa. Quando i tuoi giorni saranno compiuti e tu dormirai con i tuoi padri, io susciterò un tuo discendente dopo di te, uscito dalle tue viscere, e renderò stabile il suo regno. Io sarò per lui padre ed egli sarà per me figlio. La tua casa e il tuo regno saranno saldi per sempre davanti a me, il tuo trono sarà reso stabile per sempre».

Parola di Dio

Salmo Responsoriale
Dal Sal 88

R. Canterò per sempre l’amore del Signore.Canterò in eterno l’amore del Signore,
di generazione in generazione
farò conoscere con la mia bocca la tua fedeltà,
perché ho detto: «È un amore edificato per sempre;
nel cielo rendi stabile la tua fedeltà». R.

«Ho stretto un’alleanza con il mio eletto,
ho giurato a Davide, mio servo.
Stabilirò per sempre la tua discendenza,
di generazione in generazione edificherò il tuo trono». R.

«Egli mi invocherà: Tu sei mio padre,
mio Dio e roccia della mia salvezza.
Gli conserverò sempre il mio amore,
la mia alleanza gli sarà fedele». R.

Seconda Lettura

Il mistero avvolto nel silenzio per secoli, ora è manifestato.Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani
Rm 16,25-27

Fratelli, a colui che ha il potere di confermarvi nel mio vangelo, che annuncia Gesù Cristo, secondo la rivelazione del mistero, avvolto nel silenzio per secoli eterni, ma ora manifestato mediante le scritture dei Profeti, per ordine dell’eterno Dio, annunciato a tutte le genti perché giungano all’obbedienza della fede, a Dio, che solo è sapiente, per mezzo di Gesù Cristo, la gloria nei secoli. Amen.

Parola di Dio

Acclamazione al Vangelo

Alleluia, alleluia.

Ecco la serva del Signore:
avvenga per me secondo la tua parola. (Lc 1,38)

Alleluia.

Vangelo

Ecco concepirai un figlio e lo darai alla luce.

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 1,26-38

In quel tempo, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallègrati, piena di grazia: il Signore è con te». A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine». Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio». Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei.

Parola del Signore

Preghiera sulle offerte

Accogli, o Dio, i doni che presentiamo all’altare,e consacrali con la potenza del tuo Spirito,che santificò il grembo della Vergine Maria.Per Cristo nostro Signore.

Antifona alla comunione

Ecco, la Vergine concepirà e darà alla luce un Figlio:
sarà chiamato Emmanuele, Dio con noi. (Is 7,14)

Oppure:

Eccomi, sono la serva del Signore,
avvenga di me secondo la tua parola. (Cfr. Lc 1,38)

Preghiera dopo la comunione

O Dio, che ci hai dato il pegno della vita eterna,
ascolta la nostra preghiera: quanto più si avvicina
il gran giorno della nostra salvezza, tanto più cresca
il nostro fervore, per celebrare degnamente il Natale del tuo Figlio.
Egli vive e regna nei secoli dei secoli.