Esultate, o giusti, nel Signore; cantate a lui un canto nuovo

San Pietro Canisio (mf)
Feria di Avvento – P
Liturgia: Ct 2,8-14 opp. Sof 3,14-17; Sal 32; Lc 1,39-45

ANTIFONA D’INGRESSO
Ecco viene il Signore onnipotente: sarà chiamato Emmanuele, Dio-con-noi.

COLLETTA
Ascolta, o Padre, le preghiere del tuo popolo in attesa del tuo Figlio che viene nell’umiltà della condizione umana: la nostra gioia si compia alla fine dei tempi quando egli verrà nella gloria. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.

PRIMA LETTURA (Ct 2,8-14)
Ecco, il mio diletto viene saltando per i monti.
Dal Cantico dei cantici
Una voce! L’amato mio! Eccolo, viene saltando per i monti, balzando per le colline. L’amato mio somiglia a una gazzella o ad un cerbiatto. Eccolo, egli sta dietro il nostro muro; guarda dalla finestra, spia dalle inferriate.
Ora l’amato mio prende a dirmi: «Àlzati, amica mia, mia bella, e vieni, presto! Perché, ecco, l’inverno è passato, è cessata la pioggia, se n’è andata; i fiori sono apparsi nei campi, il tempo del canto è tornato e la voce della tortora ancora si fa sentire nella nostra campagna. Il fico sta maturando i primi frutti e le viti in fiore spandono profumo.
Àlzati, amica mia, mia bella, e vieni, presto! O mia colomba, che stai nelle fenditure della roccia, nei nascondigli dei dirupi, mostrami il tuo viso, fammi sentire la tua voce, perché la tua voce è soave, il tuo viso è incantevole».
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 32)
Esultate, o giusti, nel Signore; cantate a lui un canto nuovo.
Lodate il Signore con la cetra,
con l’arpa a dieci corde a lui cantate.
Cantate al Signore un canto nuovo,
con arte suonate la cetra e acclamate.
Esultate, o giusti, nel Signore; cantate a lui un canto nuovo.
Il disegno del Signore sussiste per sempre,
i progetti del suo cuore per tutte le generazioni.
Beata la nazione che ha il Signore come Dio,
il popolo che egli ha scelto come sua eredità.
Esultate, o giusti, nel Signore; cantate a lui un canto nuovo.
L’anima nostra attende il Signore:
egli è nostro aiuto e nostro scudo.
È in lui che gioisce il nostro cuore,
nel suo santo nome noi confidiamo.
Esultate, o giusti, nel Signore; cantate a lui un canto nuovo.

CANTO AL VANGELO
Alleluia, alleluia.
O Astro che sorgi, splendore di luce eterna e sole di giustizia:
vieni, e illumina chi giace nelle tenebre e nell’ombra di morte.
Alleluia.

VANGELO (Lc 1,39-45)
A che debbo che la madre del mio Signore venga a me?
+ Dal Vangelo secondo Luca
In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda.
Entrata nella casa di Zaccarìa, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo.
Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto».
Parola del Signore.

PREGHIERA SULLE OFFERTE
Accetta con bontà, Signore, le offerte della tua Chiesa; tu che le hai poste nelle nostre mani, con la tua potenza trasformale per noi in sacramento di salvezza. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE
Beata sei tu, Vergine Maria, perché hai creduto al compimento delle parole del Signore.

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
Per la comunione a questo sacramento proteggi sempre il tuo popolo, Signore, perché, nella piena obbedienza a te nostro Padre, raggiunga la salvezza dell’anima e del corpo. Per Cristo nostro Signore.

 

MEDITAZIONE

Parola – Prima lettura Ct 2, 8-14
Una voce! L’amato mio! Eccolo, viene saltando per i monti, balzando per le colline. L’amato mio somiglia a una gazzella o ad un cerbiatto…

Riflessione
Il tipo di amore che viene descritto nel Cantico dei Cantici tra sposo e sposa è l’amore di Dio verso il suo popolo. Lamore che cosa fa fare? Fa fare l’impossibile, infatti a Dio nulla è impossibile perché Dio è amore. Come viene l’amore? «Viene saltando per i monti» quindi in un certo senso brucia le distanze; l’amore arriva impetuoso e «balzando per le colline», arriva cioè con un modo di presentarsi che trascende il singolo passo ma si inoltra come un qualcosa che l’altro non può non attendere. «L’ amato mio somiglia a una gazzella», la quale nella Parola di Dio indica l’irruzione della vita. che si rinnova perennemente, infatti nell’amore cogli l’aspetto infinito della tua sposa per cui hai sempre un atteggiamento che si rinnova. L’altro, essendo riflesso dell’infinito, ti è sempre mistero: tu hai sempre qualcosa da scoprire in lui ed una nuova comunione da celebrare, quindi l’amore è una realtà che si rinnova perennemente. Come l’amore indefinibile tra lo sposo e la sposa è un infinito da scoprire giorno per giorno, così il rapporto con Dio è un infinito da scoprire. Siate il popolo che porta il canto di Dio del mondo, una vita che si rinnova continuamente, che cresce, che va. C’è tutto un altro cammino, un’altra sicurezza, un altro mondo di vivere come Dio ha sognato, perché dove c’è l’amore non c’è più la difesa.

Parola – Vangelo Lc 1, 39-45
In quei giorni Maria… Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «… beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto».

Riflessione
Maria è prima di tutto il punto di riferimento dei credenti; non solo, è anche il modello di credente. Questo canto di Elisabetta coglie Tessenza stessa di Maria e di ogni persona credente e non credente; non è una discriminazione e una divisione, ma è piuttosto la traiettoria di un cammino comune ed è come un richiamo a darsi la mano. Maria è la madre dei credenti: «Beata colei che ha creduto nell’adempimento delle parole del Signore». Questo atteggiamento di Maria va confrontato con quello di Abramo; lo trovate in Genesi 15,6: «Egli [Abramo] credette al Signore, che glielo accreditò come giustizia». Credere al Signore vuol dire darsi fiduciosamente a lui. Questo atto del credere ha trasformato la sua vita, per cui lui è diventato il giusto, come Maria che ha creduto al nostro Signore; in quell’atto del credere ha modificato tutta la propria esistenza. Nella mia vita, tutti i problemi che ho li metto nelle mani della Madonna, perché lei ha il compito di curarci come figli e di portarci alla conoscenza di Gesù e, attraverso Gesù, del Padre e di tutta la nostra vita spirituale.