Se consideri le colpe, Signore, chi ti può resistere?

1.a di Quaresima – I
Liturgia: Ez 18,21-28; Sal 129; Mt 5,20-26

ANTIFONA D’INGRESSO
Salvami, o Signore, da tutte le mie angosce. Vedi la mia miseria e la mia pena, e perdona tutti i miei peccati.

COLLETTA
Concedi, Signore, alla tua Chiesa di prepararsi interiormente alla celebrazione della Pasqua, perché il comune impegno nella mortificazione corporale porti a tutti noi un vero rinnovamento dello spirito. Per il nostro Signore Gesù Cristo…

PRIMA LETTURA (Ez 18,21-28)
Forse che io ho piacere della morte del malvagio, o non piuttosto che desista dalla sua condotta e viva?
Dal libro del profeta Ezechiele
Così dice il Signore Dio: «Se il malvagio si allontana da tutti i peccati che ha commesso e osserva tutte le mie leggi e agisce con giustizia e rettitudine, egli vivrà, non morirà. Nessuna delle colpe commesse sarà più ricordata, ma vivrà per la giustizia che ha praticato. Forse che io ho piacere della morte del malvagio – oracolo del Signore – o non piuttosto che desista dalla sua condotta e viva?
Ma se il giusto si allontana dalla giustizia e commette il male, imitando tutte le azioni abominevoli che l’empio commette, potrà egli vivere? Tutte le opere giuste da lui fatte saranno dimenticate; a causa della prevaricazione in cui è caduto e del peccato che ha commesso, egli morirà.
Voi dite: “Non è retto il modo di agire del Signore”. Ascolta dunque, casa d’Israele: Non è retta la mia condotta o piuttosto non è retta la vostra? Se il giusto si allontana dalla giustizia e commette il male e a causa di questo muore, egli muore appunto per il male che ha commesso. E se il malvagio si converte dalla sua malvagità che ha commesso e compie ciò che è retto e giusto, egli fa vivere se stesso. Ha riflettuto, si è allontanato da tutte le colpe commesse: egli certo vivrà e non morirà».
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 129)
Se consideri le colpe, Signore, chi ti può resistere?
Dal profondo a te grido, o Signore;
Signore, ascolta la mia voce.
Siano i tuoi orecchi attenti
alla voce della mia supplica.
Se consideri le colpe, Signore, chi ti può resistere?
Se consideri le colpe, Signore,
Signore, chi ti può resistere?
Ma con te è il perdono:
così avremo il tuo timore.
Se consideri le colpe, Signore, chi ti può resistere?
Io spero, Signore.
Spera l’anima mia,
attendo la sua parola.
L’anima mia è rivolta al Signore
più che le sentinelle all’aurora.
Se consideri le colpe, Signore, chi ti può resistere?
Più che le sentinelle all’aurora,
Israele attenda il Signore,
perché con il Signore è la misericordia
e grande è con lui la redenzione.
Egli redimerà Israele
da tutte le sue colpe.
Se consideri le colpe, Signore, chi ti può resistere?

CANTO AL VANGELO (cf. Ez 18,31)
Lode a te, o Cristo, re di eterna gloria!
Liberatevi da tutte le iniquità commesse, dice il Signore,
e formatevi un cuore nuovo e uno spirito nuovo.
Lode a te, o Cristo, re di eterna gloria!

VANGELO (Mt 5,20-26)
Va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello.
+ Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli.
Avete inteso che fu detto agli antichi: “Non ucciderai”; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio. Chi poi dice al fratello: “Stupido”, dovrà essere sottoposto al sinèdrio; e chi gli dice: “Pazzo”, sarà destinato al fuoco della Geènna.
Se dunque tu presenti la tua offerta all’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all’altare, va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono.
Mettiti presto d’accordo con il tuo avversario mentre sei in cammino con lui, perché l’avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia, e tu venga gettato in prigione. In verità io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all’ultimo spicciolo!».
Parola del Signore.

PREGHIERA SULLE OFFERTE
Accogli, o Dio, questo sacrificio, che nella tua grande misericordia hai istituito perché abbiamo pace con te e otteniamo il dono della salvezza eterna. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE
“Com’è vero che io vivo” dice il Signore, “non voglio la morte del peccatore, ma che si converta e viva”.

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
Questi santi sacramenti che abbiamo ricevuto ci rinnovino profondamente, Signore, perché liberi dalla corruzione del peccato entriamo in comunione col tuo mistero di salvezza. Per Cristo nostro Signore.

 

MEDITAZIONE

Gesù ha indicato ai discepoli, che ha chiamato per annunciare al mondo che il regno dei cieli è vicino, le condizioni per vivere il suo appello: le beatitudini. Il suo insegnamento non abolisce l’antica legge dell’alleanza, anzi la porta a compimento, instaurando una ‘nuova giustizia’ nei rapporti con il prossimo e con Dio. Egli presenta una serie di esempi di questa nuova realtà con il prossimo riferendosi ad alcuni comandamenti. Gesù, citando ai discepoli il comandamento del Decalogo ‘Non uccidere’, ricorda che la vita del prossimo appartiene solo a Dio e che non è possibile per l’uomo infrangere quella frontiera, senza poi affrontare il giudizio. Ed aggiunge che la stessa collera contro il ‘fratello’, descritta in un crescendo, inizialmente come un semplice pensiero, poi come un’ingiuria e quindi come offesa grave, è simile all’omicidio poiché è rivolta alla rovina e alla distruzione dell’altro, della sua dignità, della sua stessa vita. E la collera sarà sottoposta anche lei ai diversi gradi di giudizio poichè cosi facendo essa infrange quella frontiera, la vita del fratello, posta sotto la protezione del Signore che è Padre di tutti. Inoltre separarsi dal fratello vuol dire separarsi dal Padre. Per questo, poi, non ha più alcun senso il rendere onore al Signore offrendo doni sull’altare: solo incontrando il prossimo in un gesto di reciproca riconciliazione si può ristabilire quella comunione anche con il Padre che così non sottoporrà l’uomo al suo giudizio. All’ascolto di queste parole “non possiamo ritenere che per i discepoli di Gesù il fratello non sia un simbolo della legge, bensì della grazia? È grazia poter accordare al fratello quel che egli domanda, poter rendergli giustizia, poter riconciliarsi con lui. Di fronte al tribunale, il fratello diviene la nostra grazia” (Bonhoeffer).