2.a di Quaresima – II
Signore, non trattarci secondo i nostri peccati
Liturgia: Dn 9,4b-10; Sal 78; Lc 6,36-38

ANTIFONA D’INGRESSO
Salvami, o Signore, e abbi misericordia. Il mio piede è sul retto sentiero; nelle assemblee benedirò il Signore.

COLLETTA
O Dio, che hai ordinato la penitenza del corpo come medicina dell’anima, fa’ che ci asteniamo da ogni peccato per avere la forza di osservare i comandamenti del tuo amore. Per il nostro Signore Gesù Cristo…

PRIMA LETTURA (Dn 9,4b-10)
Abbiamo peccato e abbiamo operato da malvagi.
Dal libro del profeta Daniele
Signore Dio, grande e tremendo, che sei fedele all’alleanza e benevolo verso coloro che ti amano e osservano i tuoi comandamenti, abbiamo peccato e abbiamo operato da malvagi e da empi, siamo stati ribelli, ci siamo allontanati dai tuoi comandamenti e dalle tue leggi! Non abbiamo obbedito ai tuoi servi, i profeti, i quali nel tuo nome hanno parlato ai nostri re, ai nostri prìncipi, ai nostri padri e a tutto il popolo del paese.
A te conviene la giustizia, o Signore, a noi la vergogna sul volto, come avviene ancora oggi per gli uomini di Giuda, per gli abitanti di Gerusalemme e per tutto Israele, vicini e lontani, in tutti i paesi dove tu li hai dispersi per i delitti che hanno commesso contro di te.
Signore, la vergogna sul volto a noi, ai nostri re, ai nostri prìncipi, ai nostri padri, perché abbiamo peccato contro di te; al Signore, nostro Dio, la misericordia e il perdono, perché ci siamo ribellati contro di lui, non abbiamo ascoltato la voce del Signore, nostro Dio, né seguito quelle leggi che egli ci aveva dato per mezzo dei suoi servi, i profeti.
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 78)
Signore, non trattarci secondo i nostri peccati.
Non imputare a noi le colpe dei nostri antenati:
presto ci venga incontro la tua misericordia,
perché siamo così poveri!
Signore, non trattarci secondo i nostri peccati.
Aiutaci, o Dio, nostra salvezza,
per la gloria del tuo nome;
liberaci e perdona i nostri peccati
a motivo del tuo nome.
Signore, non trattarci secondo i nostri peccati.
Giunga fino a te il gemito dei prigionieri;
con la grandezza del tuo braccio
salva i condannati a morte.
Signore, non trattarci secondo i nostri peccati.
E noi, tuo popolo e gregge del tuo pascolo,
ti renderemo grazie per sempre;
di generazione in generazione narreremo la tua lode.
Signore, non trattarci secondo i nostri peccati.

CANTO AL VANGELO (cf. Ez 33,11)
Lode e onore a te, Signore Gesù!
Le tue parole, Signore, sono spirito e vita;
tu hai parole di vita eterna.
Lode e onore a te, Signore Gesù!

VANGELO (Lc 6,36-38)
Perdonate e sarete perdonati.
+ Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso.
Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e sarete perdonati.
Date e vi sarà dato: una misura buona, pigiata, colma e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con la quale misurate, sarà misurato a voi in cambio».
Parola del Signore.

PREGHIERA SULLE OFFERTE
Accogli con bontà, Signore, le nostre preghiere; tu che ci dai il privilegio di servirti nei santi misteri liberaci dalle seduzioni del peccato. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE
“Siate misericordiosi, come è misericordioso il Padre vostro”, dice il Signore.

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
Ci purifichi da ogni colpa, Signore, questa comunione al tuo sacramento e ci renda partecipi della gioia eterna. Per Cristo nostro Signore.

 

MEDITAZIONE

Messe qui, dopo il racconto delle Beatitudini e l’invito ad amare i nemici, queste ammonizioni di Gesù paiono attenuare la gratuità che è richiesta ai discepoli: “non condannate e non sarete condannati: perdonate e sarete perdonati”. Potrebbe quasi sembrare un dare per avere. Se siamo buoni con gli altri, anche Dio lo sarà con noi, quindi – per non incorrere nella sua punizione – meglio fare quello che dice: perdonare. C’è però un dettaglio di non poco conto che rischia di sfuggirci. Gesù non ci invita ad essere misericordiosi e basta, ma ad esserlo “come è misericordioso il Padre vostro”. Allora non è il nostro comportamento buono lo specchio dell’agire di Dio, ma è il suo amore infinito il modello della nostra vita. Non si tratta dunque di compilare l’elenco dei meriti da accumulare e presentare per avere lo sconto, ma di diventare come il Padre. Un Dio in cui la misericordia non è un semplice attributo, ma la sua stessa vita. In questa luce si capisce anche la continuità con le beatitudini, che l’evangelista ha appena messo in bocca a Gesù. È questo il criterio, il metro su cui calibrare la nostra vita, perché questo è il suo volto. Questi i sentieri che ci rendono conformi a Lui. Dio non si limita a pareggiare i conti, non ci restituisce ciò di cui. ci siamo privati per gli altri. Fa molto di più: la sua misura è “traboccante”. Non è per avere indietro, per ricevere il premio che dobbiamo perdonare, ma per somigliare sempre di più al Padre. Essere come lui: è questo che ci rende beati, felici. Amare come Dio: ma è possibile ad un uomo? La vita di tanti santi, conosciuti o nascosti, ci dice di si. L’amore non è una meta troppo alta per noi, anzi è la pasta di cui siamo fatti. L’amore è il punto di contatto tra Dio e l’uomo, tra l’infinito e il finito, tra l’eternità e la storia. Non solo Dio è amore, ma anche noi lo siamo. Il peccato è non riconoscere queste due verità fondamentali. E precluderci dunque la conseguenza dell’amore: la vita.