Beato chi teme il Signore

5.a Tempo Ordinario – I
Sant’Apollonia
Liturgia: Gen 2,18-25; Sal 127; Mc 7,24-30

ANTIFONA D’INGRESSO
Venite, adoriamo il Signore, prostrati davanti a lui che ci ha fatti; egli è il Signore nostro Dio.

COLLETTA
O Dio, che nella follia della croce manifesti quanto è distante la tua sapienza dalla logica del mondo, donaci il vero spirito del Vangelo, perché ardenti nella fede e instancabili nella carità diventiamo luce e sale della terra.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…

PRIMA LETTURA (Gen 2,18-25)
La condusse all’uomo. I due saranno un’unica carne.
Dal libro della Genesi
Il Signore Dio disse: «Non è bene che l’uomo sia solo: voglio fargli un aiuto che gli corrisponda».
Allora il Signore Dio plasmò dal suolo ogni sorta di animali selvatici e tutti gli uccelli del cielo e li condusse all’uomo, per vedere come li avrebbe chiamati: in qualunque modo l’uomo avesse chiamato ognuno degli esseri viventi, quello doveva essere il suo nome.
Così l’uomo impose nomi a tutto il bestiame, a tutti gli uccelli del cielo e a tutti gli animali selvatici, ma per l’uomo non trovò un aiuto che gli corrispondesse.
Allora il Signore Dio fece scendere un torpore sull’uomo, che si addormentò; gli tolse una delle costole e richiuse la carne al suo posto.
Il Signore Dio formò con la costola, che aveva tolta all’uomo, una donna e la condusse all’uomo.
Allora l’uomo disse: «Questa volta è osso dalle mie ossa, carne dalla mia carne. La si chiamerà donna, perché dall’uomo è stata tolta».
Per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie, e i due saranno un’unica carne.
Ora tutti e due erano nudi, l’uomo e sua moglie, e non provavano vergogna.
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 127)
Beato chi teme il Signore.
Beato chi teme il Signore
e cammina nelle sue vie.
Della fatica delle tue mani ti nutrirai,
sarai felice e avrai ogni bene.
Beato chi teme il Signore.
La tua sposa come vite feconda
nell’intimità della tua casa;
i tuoi figli come virgulti d’ulivo
intorno alla tua mensa.
Beato chi teme il Signore.
Ecco com’è benedetto
l’uomo che teme il Signore.
Ti benedica il Signore da Sion!
Possa tu vedere il bene di Gerusalemme
per tutti i giorni della tua vita!
Beato chi teme il Signore.

CANTO AL VANGELO
Alleluia, alleluia.
Accogliete con docilità la Parola che è stata piantata in voi
e può portarvi alla saggezza.
Alleluia.

VANGELO (Mc 7,24-30)
I cagnolini sotto la tavola mangiano delle briciole dei figli.
+ Dal Vangelo secondo Marco
In quel tempo, Gesù andò nella regione di Tiro. Entrato in una casa, non voleva che alcuno lo sapesse, ma non poté restare nascosto.
Una donna, la cui figlioletta era posseduta da uno spirito impuro, appena seppe di lui, andò e si gettò ai suoi piedi.
Questa donna era di lingua greca e di origine siro-fenicia. Ella lo supplicava di scacciare il demonio da sua figlia.
Ed egli le rispondeva: «Lascia prima che si sazino i figli, perché non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini».
Ma lei gli replicò: «Signore, anche i cagnolini sotto la tavola mangiano le briciole dei figli».
Allora le disse: «Per questa tua parola, va’: il demonio è uscito da tua figlia».
Tornata a casa sua, trovò la bambina coricata sul letto e il demonio se n’era andato.
Parola del Signore.

PREGHIERA SULLE OFFERTE
Il pane e il vino che hai creato, Signore, a sostegno della nostra debolezza, diventino per noi sacramento di vita eterna. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE
“Risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli”.

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
O Dio, che ci hai resi partecipi di un solo pane e di un solo calice, fa’ che uniti al Cristo in un solo corpo portiamo con gioia frutti di vita eterna per la salvezza del mondo. Per Cristo nostro Signore.

 

MEDITAZIONE

L’episodio della donna pagana, che mostra una fede genuina e ardita, si staglia in maniera luminosa sui contorni sfumati di quel legalismo giudaico criticato aspramente da Gesù. Questi, lasciando la Galilea, si avventura in terra pagana: le città di Tiro e Sidone, nella tradizione veterotestamentaria, evocano abiezione e incredulità. Gesù non riesce a girare in incognito: la fama di lui lo precede, lo accompagna e lo segue. Perfino in terra straniera si è creato un clima di attesa nei confronti dello straniero di Nazaret. E ciò gli procura non pochi fastidi ed imprevisti: è questo il caso della donna greca, di origine siro-fenicia. L’evangelista è molto preciso nell’annotare la provenienza di questa donna, quasi a dire che essa non ha alcun titolo per avvicinarsi, ma soprattutto per accedere all’incontro con Gesù e tanto meno per chiedere a lui qualcosa: lei donna, di un altro popolo e con ascendenti di altra cultura e di altra religione. La sofferenza della figlia, che ha a che fare con la misteriosa possessione da parte del demonio, la rende ardita. Essa osa, osa avvicinarsi, osa gettarsi ai suoi piedi e osa pregarlo con insistenza. A lei Gesù si rivolge come una facente parte della categoria dei “cagnolini”, distinguendola da quella dei figli. Apostrofata in tal modo, la donna non si perde d’animo e, applicando a se stessa, questa non certo bella metafora, vi si identifica e la usa per ardire di voler mangiare “le briciole” del pane, cadute dalla tavola. Gesù parla del “pane dei figli”, sempre nel contesto dell’incomprensione da parte degli stessi “figli” del fatto del pane. La donna parla delle “briciole” del pane. A lei, greca, di origine siro-fenicia, assolutamente fuori della cerchia di Gesù, ed estranea al popolo eletto, è dato di intuire e perciò chiedere il dono delle briciole di pane, cioè della presenza efficace e salvifica di Gesù stesso. A lei e alla sua fede forte e perseverante è consegnato il compito di far manifestare al Figlio di Dio il suo volto di bontà e di misericordia non solo nei confronti del suo popolo, ma nei confronti di tutta l’umanità. In questo episodio Gesù lascia che sia rivelata finalmente una delle caratteristiche del Suo messianismo: Egli è venuto per essere luce di tutte le genti, redentore di tutta l’umanità, liberatore di ogni uomo.