Quanto sono amabili le tue dimore, Signore!

San Pietro Claver (mf)
23.a Tempo Ordinario – III
Liturgia: 1Cor 9,16-19.22b-27; Sal 83; Lc 6,39-42

ANTIFONA D’INGRESSO
Tu sei giusto, Signore, e sono retti i tuoi giudizi: agisci con il tuo servo secondo il tuo amore.

COLLETTA
O Padre, che ci hai donato il Salvatore e lo Spirito Santo, guarda con benevolenza i tuoi figli di adozione, perché a tutti i credenti in Cristo sia data la vera libertà e l’eredità eterna. Per il nostro Signore Gesù Cristo…

PRIMA LETTURA (1Cor 9,16-19.22b-27)
Mi sono fatto tutto per tutti, per salvare a ogni costo qualcuno.
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi
Fratelli, annunciare il Vangelo non è per me un vanto, perché è una necessità che mi si impone: guai a me se non annuncio il Vangelo! Se lo faccio di mia iniziativa, ho diritto alla ricompensa; ma se non lo faccio di mia iniziativa, è un incarico che mi è stato affidato. Qual è dunque la mia ricompensa? Quella di annunciare gratuitamente il Vangelo senza usare il diritto conferitomi dal Vangelo.
Infatti, pur essendo libero da tutti, mi sono fatto servo di tutti per guadagnarne il maggior numero; mi sono fatto tutto per tutti, per salvare a ogni costo qualcuno. Ma tutto io faccio per il Vangelo, per diventarne partecipe anch’io.
Non sapete che, nelle corse allo stadio, tutti corrono, ma uno solo conquista il premio? Correte anche voi in modo da conquistarlo! Però ogni atleta è disciplinato in tutto; essi lo fanno per ottenere una corona che appassisce, noi invece una che dura per sempre.
Io dunque corro, ma non come chi è senza mèta; faccio pugilato, ma non come chi batte l’aria; anzi tratto duramente il mio corpo e lo riduco in schiavitù, perché non succeda che, dopo avere predicato agli altri, io stesso venga squalificato.
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 83)
Quanto sono amabili le tue dimore, Signore!
L’anima mia anela
e desidera gli atri del Signore.
Il mio cuore e la mia carne
esultano nel Dio vivente.
Quanto sono amabili le tue dimore, Signore!
Anche il passero trova una casa
e la rondine il nido dove porre i suoi piccoli,
presso i tuoi altari, Signore degli eserciti,
mio re e mio Dio.
Quanto sono amabili le tue dimore, Signore!
Beato chi abita nella tua casa:
senza fine canta le tue lodi.
Beato l’uomo che trova in te il suo rifugio
e ha le tue vie nel suo cuore.
Quanto sono amabili le tue dimore, Signore!
Perché sole e scudo è il Signore Dio;
il Signore concede grazia e gloria,
non rifiuta il bene
a chi cammina nell’integrità.
Quanto sono amabili le tue dimore, Signore!

CANTO AL VANGELO (Gv 17,17)
Alleluia, alleluia.
La tua parola, Signore, è verità;
consacraci nella verità.
Alleluia.

VANGELO (Lc 6,39-42)
Può forse un cieco guidare un altro cieco?
+ Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli una parabola: «Può forse un cieco guidare un altro cieco? Non cadranno tutti e due in un fosso? Un discepolo non è più del maestro; ma ognuno, che sia ben preparato, sarà come il suo maestro.
Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio? Come puoi dire al tuo fratello: “Fratello, lascia che tolga la pagliuzza che è nel tuo occhio”, mentre tu stesso non vedi la trave che è nel tuo occhio? Ipocrita! Togli prima la trave dal tuo occhio e allora ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall’occhio del tuo fratello».
Parola del Signore.

PREGHIERA SULLE OFFERTE
O Dio, sorgente della vera pietà e della pace, salga a te nella celebrazione di questo mistero la giusta adorazione per la tua grandezza e si rafforzi la fedeltà e la concordia dei tuoi figli. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE
“Io sono la luce del mondo, dice il Signore, “chi segue me non cammina nelle tenebre, ma avrà la luce della vita”.

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
O Padre, che nutri e rinnovi i tuoi fedeli alla mensa della parola e del pane di vita, per questi doni del tuo Figlio aiutaci a progredire costantemente nella fede, per divenire partecipi della sua vita immortale. Per Cristo nostro Signore.

 

MEDITAZIONE

Parola – Prima lettura 1Cor 9, 16-19.22b-27
Fratelli, annunciare il Vangelo non è per me un vanto, perché è una necessità che mi si impone: guai a me se non annuncio il Vangelo! Se lo faccio di mia iniziativa, ho diritto alla ricompensa; ma se non lo faccio di mia iniziativa, è un incarico che mi è stato affidato. Qual è dunque la mia ricompensa? Quella di annunciare gratuitamente il Vangelo…

Riflessione
La bella notizia è questa: Gesù è venuto, è con noi e rimane sempre con noi. Diffondere questa bella notizia dà gioia! Un bambino che incontra il babbo, non fa molti ragionamenti: è il babbo; non credo che ci vogliano tante spiegazioni. Gesù è venuto prima di tutto per dirci che il Padre ci ama, che stiamo a cuore al Padre: Dio ha amato tanto il mondo che ha mandato suo figlio unigenito su questa terra (cfr Gv 3,16). Il Signore ci guarisce, ci salva perché ci viene a dire che stiamo a cuore al Si nore, tutti. È questa è la notizia più grande! La bella notizia che Gesù è venuto a portare è solo questa: che Dio è Padre, che noi stiamo a cuore a lui, che ci vuol bene. Quando tu capisci profondamente questo, di cosa hai paura? Tutto è relativo: malattia, salute, benessere, la vita, la morte, tutto è relativo, tutte queste cose non ci fanno più paura. Esse ci ubriacano nella misura in cui non ci sta a cuore il Signore. Ma quando hai capito che Dio ti ama, di cosa hai paura?

Parola – Vangelo Lc 6, 39-42
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli una parabola: «Può forse un cieco guidare un altro cieco? Non cadranno tutti e due in un fosso? Un discepolo non è più del maestro; ma ognuno, che sia ben preparato, sarà come il suo maestro. Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio?… ».

Riflessione
Nessuno di noi è superiore al nostro maestro Gesù. Se però prendiamo sul serio Gesù e lo seguiamo convertendo la nostra vita, viviamo come lui, nostro maestro. Noi allora eserciteremo l’autocritica e non saremo ipocriti, nascondendo gli errori che facciamo rinfacciandoli agli altri e ingrandendoli. Chi è sincero riconosce i propri peccati e li piange perché lo distaccano da Gesù, e perché ama Gesù vuole che anche gli altri non si distacchino da lui e perciò richiama chi commette i suoi stessi errori perché si pentano come lui e abbiano la gioia della conversione, del perdono, della via di Dio ripresa nuovamente.