Signore, sei stato per noi un rifugio di generazione in generazione

23.a Tempo Ordinario – III
Liturgia: Sap 9,13-18; Sal 89; Fm 9b-10.12-17; Lc 14,25-33

ANTIFONA D’INGRESSO
Tu sei giusto, Signore, e sono retti i tuoi giudizi: agisci con il tuo servo secondo il tuo amore.

COLLETTA
O Padre, che ci hai donato il Salvatore e lo Spirito Santo, guarda con benevolenza i tuoi figli di adozione, perché a tutti i credenti in Cristo sia data la vera libertà e l’eredità eterna. Per il nostro Signore Gesù Cristo…

PRIMA LETTURA (Sap 9,13-18)
Chi può immaginare che cosa vuole il Signore?
Dal libro della Sapienza
Quale uomo può conoscere il volere di Dio? Chi può immaginare che cosa vuole il Signore?
I ragionamenti dei mortali sono timidi e incerte le nostre riflessioni, perché un corpo corruttibile appesantisce l’anima e la tenda d’argilla opprime una mente piena di preoccupazioni.
A stento immaginiamo le cose della terra, scopriamo con fatica quelle a portata di mano; ma chi ha investigato le cose del cielo?
Chi avrebbe conosciuto il tuo volere, se tu non gli avessi dato la sapienza e dall’alto non gli avessi inviato il tuo santo spirito?
Così vennero raddrizzati i sentieri di chi è sulla terra; gli uomini furono istruiti in ciò che ti è gradito e furono salvati per mezzo della sapienza».
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 89)
Signore, sei stato per noi un rifugio di generazione in generazione.
Tu fai ritornare l’uomo in polvere,
quando dici: «Ritornate, figli dell’uomo».
Mille anni, ai tuoi occhi,
sono come il giorno di ieri che è passato,
come un turno di veglia nella notte.
Signore, sei stato per noi un rifugio di generazione in generazione.
Tu li sommergi:
sono come un sogno al mattino,
come l’erba che germoglia;
al mattino fiorisce e germoglia,
alla sera è falciata e secca.
Signore, sei stato per noi un rifugio di generazione in generazione.
Insegnaci a contare i nostri giorni
e acquisteremo un cuore saggio.
Ritorna, Signore: fino a quando?
Abbi pietà dei tuoi servi!
Signore, sei stato per noi un rifugio di generazione in generazione.
Saziaci al mattino con il tuo amore:
esulteremo e gioiremo per tutti i nostri giorni.
Sia su di noi la dolcezza del Signore, nostro Dio:
rendi salda per noi l’opera delle nostre mani,
l’opera delle nostre mani rendi salda.
Signore, sei stato per noi un rifugio di generazione in generazione.

SECONDA LETTURA (Fm 1,9b-10.12-17)
Accoglilo non più come schiavo, ma come un fratello carissimo.
Dalla lettera a Filemone
Carissimo, ti esorto io Paolo, così come sono, vecchio, e ora anche prigioniero di Cristo Gesù.
Ti prego per Onèsimo, figlio mio, che ho generato nelle catene. Te lo rimando, lui che mi sta tanto a cuore.
Avrei voluto tenerlo con me perché mi assistesse al posto tuo, ora che sono in catene per il Vangelo. Ma non ho voluto fare nulla senza il tuo parere, perché il bene che fai non sia forzato, ma volontario. Per questo forse è stato separato da te per un momento: perché tu lo riavessi per sempre; non più però come schiavo, ma molto più che schiavo, come fratello carissimo, in primo luogo per me, ma ancora più per te, sia come uomo sia come fratello nel Signore. Se dunque tu mi consideri amico, accoglilo come me stesso.
Parola di Dio.

CANTO AL VANGELO (Sal 118,135)
Alleluia, alleluia.
Fa’ risplendere il tuo volto sul tuo servo
e insegnami i tuoi decreti.
Alleluia.

VANGELO (Lc 14,25-33)
Chi non rinuncia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo.
+ Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, una folla numerosa andava con Gesù. Egli si voltò e disse loro: «Se uno viene a me e non mi ama più di quanto ami suo padre, la madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo. Colui che non porta la propria croce e non viene dietro a me, non può essere mio discepolo.
Chi di voi, volendo costruire una torre, non siede prima a calcolare la spesa e a vedere se ha i mezzi per portarla a termine? Per evitare che, se getta le fondamenta e non è in grado di finire il lavoro, tutti coloro che vedono comincino a deriderlo, dicendo: “Costui ha iniziato a costruire, ma non è stato capace di finire il lavoro”.
Oppure quale re, partendo in guerra contro un altro re, non siede prima a esaminare se può affrontare con diecimila uomini chi gli viene incontro con ventimila? Se no, mentre l’altro è ancora lontano, gli manda dei messaggeri per chiedere pace.
Così chiunque di voi non rinuncia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo».
Parola del Signore.

PREGHIERA SULLE OFFERTE
O Dio, sorgente della vera pietà e della pace, salga a te nella celebrazione di questo mistero la giusta adorazione per la tua grandezza e si rafforzi la fedeltà e la concordia dei tuoi figli. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE
“Chi non porta la propria croce e non viene dietro di me, non può essere mio discepolo”.

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
O Padre, che nutri e rinnovi i tuoi fedeli alla mensa della parola e del pane di vita, per questi doni del tuo Figlio aiutaci a progredire costantemente nella fede, per divenire partecipi della sua vita immortale. Per Cristo nostro Signore.

 

MEDITAZIONE

Parola – Prima lettura Sap 9, 13-18
Quale uomo può conoscere il volere di Dio? Chi può immaginare che cosa vuole il Signore? I ragionamenti dei mortali sono timidi e incerte le nostre riflessioni… A stento immaginiamo le cose della terra, scopriamo con fatica quelle a portata di mano; ma chi ha investigato le cose del cielo? Chi avrebbe conosciuto il tuo volere, se tu non gli avessi dato la sapienza e dall’alto non gli avessi inviato il tuo santo spirito?…

Riflessione
La risposta alle domande che abbiamo ascoltate è una sola: Gesù. Egli è il “si” di Dio alle promesse che Dio ha fatto. Egli è Dio che ama tanto il mondo da offrire se stesso per la sua salvezza. Gesù è ”1’uomo nuovo” (Ef 4, 24). Ragionando come Gesù si scopre la volontà di Dio, si scopre ciò che vuole il Signore! Seguendo Gesù si superano gli ostacoli che incontriamo nel compimento della volontà di Dio. In concreto, come agire volendo vivere nella volontà di Dio? Andando “a parere” dal Signore sempre, usando molto le ginocchia per stare in piedi, vivendo la vita comunitaria. Dio si lascia trovare da chi lo cerca. Infine dicendo sempre come Maria: «Ecco, sono la serva del Signore».

Parola – Seconda lettura Fm 9b-10.12-17
… Ti prego per Onèsimo, figlio mio, che ho generato nelle catene. Te lo rimando, lui che mi sta tanto a cuore. Avrei voluto tenerlo con me perché mi assistesse al posto tuo, ora che sono in catene per il Vangelo. Ma non ho voluto fare nulla senza il tuo parere, perché il bene che fai non sia forzato, ma volontario…

Riflessione
Paolo, vero apostolo del Signore, non solo insegna la vera dottrina di Cristo ma applica la dottrina di Cristo per risolvere tutti i casi concreti della vita. Onesimo, schiavo di Filemone, fugge dal suo padrone e va da Paolo che lo ha rigenerato in Cristo e lo ama come un fratello. Paolo partecipa a Filemone, anche lui cristiano, l’amore che ha per Onesimo: «Te lo rimando, lui, il mio cuore». Paolo poteva anche trattenere con sé lo schiavo in forza della propria autorità alla quale Filemone avrebbe dovuto obbedire, ma non ha voluto ricorrere alla forza. Ha voluto fare riflettere Filemone e metterlo di fronte al dovere che scaturisce dalla fede. La Chiesa ha abbattuto la schiavitù con un modo conforme alla sua identità: con l’amore. In questo modo dovremmo condurre le battaglie per la verità, la giustizia, l’uguaglianza. Prima di tutto viviamo e poi agiamo con l’intelligenza d’amore!

Parola – Vangelo Lc 14, 25-33
In quel tempo, una folla numerosa andava con Gesù. Egli si voltò e disse loro: «Se uno viene a me e non mi ama più di quanto ami suo padre, la madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo. Colui che non porta la propria croce e non viene dietro a me, non può essere mio discepolo… Così chiunque di voi non rinuncia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo».

Riflessione
È impressionante ed è ben documentato che il cristianesimo è nato fra i prigionieri, i poveri, gli oppressi e per questo si è divulgato rapidissimamente in tutto il mondo di allora (l’umanità allora contava 200 milioni di persone). Il biglietto da visita di Gesù (Lc 4,18) faceva presa forte e veloce presso i poveri il cui grido saliva, e sale anche oggi, a Dio. Gesù però avvertì questa gioiosa massa di popolo che la via nuova intrapresa comportava persecuzioni, sofferenza, martirio, a causa di coloro che detenevano incatenata la verità nell’ingiustizia. Chi sono, allora come oggi, gli sfruttati? Sono uomini, donne e bambini resi schiavi per lo sfruttamento del sesso, sono i diseredati, gli emarginati, i tossicodipendenti, i senza tetto, le vittime dei signori della guerra e di tutti coloro che hanno come dio il denaro e Satana, le vittime di tutti coloro che sfrattano Dio del loro cuore e si fanno dio di se stessi. Noi che abbiamo scelto Gesù saremo perseguitati perché portiamo via la preda di questi signori del male! Il calcolo delle spese (delle fatiche) non va trascurato purché si scelga Gesù e anche le fatiche. E questo è bello: amando Gesù si amano anche le fatiche per seguirlo, altrimenti non siamo come il samaritano e dopo un po’ di strada gettiamo di nuovo la vittima nel fosso. Che ne pensi?