Hai preparato, o Dio, una casa per il povero

Sant’Agostino (m)
22.a Tempo Ordinario – II
Liturgia: Sir 3,19-21.30-31; Sal 67; Eb 12,18-19.22-24a; Lc 14,1.7-14

ANTIFONA D’INGRESSO
Abbi pietà di me, Signore, perché ti invoco tutto il giorno: tu sei buono e pronto al perdono, sei pieno di misericordia con chi ti invoca.

COLLETTA
O Dio, che chiami i poveri e i peccatori alla festosa assemblea della nuova alleanza, fa’ che la tua Chiesa onori la presenza del Signore negli umili e nei sofferenti, e tutti ci riconosciamo fratelli intorno alla tua mensa. Per il nostro Signore Gesù Cristo…

PRIMA LETTURA (Sir 3,19-21.30-31)
Fatti umile e troverai grazia davanti al Signore.
Dal libro del Siracide
Figlio, compi le tue opere con mitezza, e sarai amato più di un uomo generoso.
Quanto più sei grande, tanto più fatti umile, e troverai grazia davanti al Signore.
Molti sono gli uomini orgogliosi e superbi, ma ai miti Dio rivela i suoi segreti.
Perché grande è la potenza del Signore, e dagli umili egli è glorificato.
Per la misera condizione del superbo non c’è rimedio, perché in lui è radicata la pianta del male.
Il cuore sapiente medita le parabole, un orecchio attento è quanto desidera il saggio.
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 67)
Hai preparato, o Dio, una casa per il povero.
I giusti si rallegrano,
esultano davanti a Dio
e cantano di gioia.
Cantate a Dio, inneggiate al suo nome:
Signore è il suo nome.
Hai preparato, o Dio, una casa per il povero.
Padre degli orfani e difensore delle vedove
è Dio nella sua santa dimora.
A chi è solo, Dio fa abitare una casa,
fa uscire con gioia i prigionieri.
Hai preparato, o Dio, una casa per il povero.
Pioggia abbondante hai riversato, o Dio,
la tua esausta eredità tu hai consolidato
e in essa ha abitato il tuo popolo,
in quella che, nella tua bontà,
hai reso sicura per i povero, o Dio.
Hai preparato, o Dio, una casa per il povero.

SECONDA LETTURA (Eb 12,18-19.22-24a)
Vi siete accostati al monte di Sion, alla città del Dio vivente.
Dalla lettera agli Ebrei
Fratelli, non vi siete avvicinati a qualcosa di tangibile né a un fuoco ardente né a oscurità, tenebra e tempesta, né a squillo di tromba e a suono di parole, mentre quelli che lo udivano scongiuravano Dio di non rivolgere più a loro la parola.
Voi invece vi siete accostati al monte Sion, alla città del Dio vivente, alla Gerusalemme celeste e a migliaia di angeli, all’adunanza festosa e all’assemblea dei primogeniti i cui nomi sono scritti nei cieli, al Dio giudice di tutti e agli spiriti dei giusti resi perfetti, a Gesù, mediatore dell’alleanza nuova.
Parola di Dio.

CANTO AL VANGELO (Mt 11,29ab)
Alleluia, alleluia.
Prendete il mio giogo sopra di voi, dice il Signore,
e imparate da me, che sono mite e umile di cuore.
Alleluia.

VANGELO (Lc 14,1.7-14)
Chiunque si esalta sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato.
+ Dal Vangelo secondo Luca
Avvenne che un sabato Gesù si recò a casa di uno dei capi dei farisei per pranzare ed essi stavano a osservarlo.
Diceva agli invitati una parabola, notando come sceglievano i primi posti: «Quando sei invitato a nozze da qualcuno, non metterti al primo posto, perché non ci sia un altro invitato più degno di te, e colui che ha invitato te e lui venga a dirti: “Cedigli il posto!”. Allora dovrai con vergogna occupare l’ultimo posto. Invece, quando sei invitato, va’ a metterti all’ultimo posto, perché quando viene colui che ti ha invitato ti dica: “Amico, vieni più avanti!”. Allora ne avrai onore davanti a tutti i commensali. Perché chiunque si esalta sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato».
Disse poi a colui che l’aveva invitato: «Quando offri un pranzo o una cena, non invitare i tuoi amici né i tuoi fratelli né i tuoi parenti né i ricchi vicini, perché a loro volta non ti invitino anch’essi e tu abbia il contraccambio. Al contrario, quando offri un banchetto, invita poveri, storpi, zoppi, ciechi; e sarai beato perché non hanno da ricambiarti. Riceverai infatti la tua ricompensa alla risurrezione dei giusti».
Parola del Signore.

PREGHIERA SULLE OFFERTE
Santifica, Signore, l’offerta che ti presentiamo, e compi in noi con la potenza del tuo Spirito la redenzione che si attua nel mistero. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE
“Chiunque si esalta sarà umiliato e chi si umilia sarà esaltato”.

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
O Signore, che ci hai nutriti alla tua mensa, fa’ che questo sacramento ci rafforzi nel tuo amore e ci spinga a servirti nei nostri fratelli. Per Cristo nostro Signore.

MEDITAZIONE

Parola – Prima lettura Sir 3, 19-21.30-31
Figlio, compì le tue opere con mitezza, e sarai amato più di un uomo generoso. Quanto più sei grande, tanto più fatti umile, e troverai grazia davanti al Signore. Molti sono gli uomini orgogliosi e superbi, ma ai miti Dio rivela i suoi segreti. Perché grande è la potenza del Signore, e dagli umili egli è glorificato…

Riflessione
Si è modesti quando non ci si gloria per le proprie capacità, ma si benedice Dio per i doni ricevuti, i quali “ vanno utilizzati secondo l’intenzione di lui che ce li ha dati. Non serve a niente essere grandi agli occhi degli uomini. La grandezza umana è tutto fumo e il fumo acceca; chi si lascia accecare dal successo vive stupidamente. Ciò che vale è «essere santi e immacolati agli occhi suoi nell’amore» (Ef 1,4), ed essere graditi a tutti coloro che vogliono la giustizia di Dio. È umile chi riconosce che fuori di Dio si è un nulla e si svuota di se stesso. Umile è essere come Maria che si riteneva un nulla fuori di Dio («Ha guardato l’umiltà della sua serva» Lc 1,48) ed era certa che tutto ciò che era in lei era opera di Dio. Chi è umile ascolta tutti, in particolare gli amici, e si lascia guidare da coloro che il Signore ha posto come amministratori dei suoi beni ed hanno il servizio della conferma. Il superbo è ateo perché è il dio di se stesso. Chi vuol fare ciò che gli pare e piace senza tenere conto né di Dio, né del prossimo, e segue se stesso in ogni suo sfizio, muore nella prigionia di se stesso. Chi è obbediente a Dio è creativo in ogni ambito di vita in cui viene a trovarsi ed entra nell’intelligenza d’amore di Dio.

Parola – Seconda lettura Eb 12, 18-19.22-24a
Fratelli, non vi siete avvicinati a qualcosa di tangibile né a un fuoco ardente né a oscurità… Voi invece vi siete accostati al monte Sion, alla città del Dio vivente, alla Gerusalemme celeste e a migliaia di angeli… al Dio giudice di tutti e agli spiriti dei giusti resi perfetti, a Gesù, mediatore dell’alleanza nuova.

Riflessione
«Al terzo giorno, sul fare del mattino, vi furono tuoni, lampi; una nube densa sul monte e un suono fortissimo di tromba: tutto il popolo che era nell’accampamento fu scosso da tremore» (Es 19,16). Così il Signore si manifestò (teofania) nel deserto. Ora l’accostarsi a Dio non avviene più come è avvenuto sul monte Sinai. Noi non ci siamo avvicinati al Dio del tuono (segno della potenza), al Dio che sconquassa, ma siamo stati portati a Gesù che si è reso umile al punto da non essere riconosciuto come Dio. Gesù ha scelto di farsi uomo uguale in tutto e per tutto ai fratelli, al punto tale di correre il rischio di non essere riconosciuto come Dio, talmente egli ha rinunciato ad ogni differenza tra sé e gli uomini. Il buon Dio ha voluto proprio così: da ricco che era si è fatto povero perché noi diventassimo ricchi di lui!

Parola – Vangelo Lc 14, 1.7-14
… Diceva agli invitati una parabola, notando come sceglievano i primi posti: «Quando sei invitato a nozze da qualcuno, non metterti al primo posto, perché non ci sia un altro invitato più degno di te, e colui che ha invitato te e lui venga a dirti: “Cèdigli il posto!”… Invece, quando sei invitato, va’ a metterti all’ultimo posto, perché quando viene colui che ti ha invitato ti dica: “Amico, vieni più avantil”… ».

Riflessione
A Bernardette Soubirous fu chiesto: «Perché la Madonna ha scelto te per apparire?», e lei ha risposto: «Se la Madonna avesse trovato una più miserabile di me, avrebbe scelto lei». Aveva ragione? Padre Pio quando era applaudito dai tantissimi pellegrini che andavano da lui, diceva: «Se sapessero chi sono io!». Era giusto ciò che diceva? I santi sono totalmente presi dall’amore di Dio che anche un peccato veniale lo avvertono come un qualcosa che noi peccatori non comprendiamo e per questo essi si mettono sempre all’ultimo posto. Mettersi all’ultimo posto è un atto di profonda onestà; mettersi al primo posto è separarsi dagli altri. Mettersi all’ultimo posto è avere il coraggio della verità. Mettersi all’ultimo posto è non tenere ciò che ci separa dagli ultimi, è mettere la nostra spalla sotto la loro croce, è condividere la loro vita, è andare a cercare coloro che tutti rifiutano, è rispondere bene ai “vu cumprà”, ai pulivetri, agli zingari. Prova, e la luce del Signore ti illuminerà.