Beato il popolo scelto dal Signore

Santa Monica (m)
21.a Tempo Ordinario – I
Liturgia: 1Cor 1,26-31; Sal 32; Mt 25,14-30

ANTIFONA D’INGRESSO
Tendi l’orecchio, Signore, rispondimi: mio Dio, salva il tuo servo che confida in te: abbi pietà di me, Signore; tutto il giorno a te io levo il mio grido.

COLLETTA
O Dio, che unisci in un solo volere le menti dei fedeli, concedi al tuo popolo di amare ciò che comandi e desiderare ciò che prometti, perché fra le vicende del mondo là siano fissi i nostri cuori dove è la vera gioia. Per il nostro Signore Gesù Cristo…

PRIMA LETTURA (1Cor 1,26-31)
Dio ha scelto quello che è debole per il mondo.
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi
Considerate la vostra chiamata, fratelli: non ci sono fra voi molti sapienti dal punto di vista umano, né molti potenti, né molti nobili.
Ma quello che è stolto per il mondo, Dio lo ha scelto per confondere i sapienti; quello che è debole per il mondo, Dio lo ha scelto per confondere i forti; quello che è ignobile e disprezzato per il mondo, quello che è nulla, Dio lo ha scelto per ridurre al nulla le cose che sono, perché nessuno possa vantarsi di fronte a Dio.
Grazie a lui voi siete in Cristo Gesù, il quale per noi è diventato sapienza per opera di Dio, giustizia, santificazione e redenzione, perché, come sta scritto, “chi si vanta, si vanti nel Signore”.
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 32)
Beato il popolo scelto dal Signore.
Beata la nazione che ha il Signore come Dio,
il popolo che egli ha scelto come sua eredità.
Il Signore guarda dal cielo:
egli vede tutti gli uomini.
Beato il popolo scelto dal Signore.
Ecco, l’occhio del Signore è su chi lo teme,
su chi spera nel suo amore,
per liberarlo dalla morte
e nutrirlo in tempo di fame.
Beato il popolo scelto dal Signore.
L’anima nostra attende il Signore:
egli è nostro aiuto e nostro scudo.
È in lui che gioisce il nostro cuore,
nel suo santo nome noi confidiamo.
Beato il popolo scelto dal Signore.

CANTO AL VANGELO (Gv 13,34)
Alleluia, alleluia.
Vi do un comandamento nuovo, dice il Signore:
come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri.
Alleluia.

VANGELO (Mt 25,14-30)
Sei stato fedele nel poco, prendi parte alla gioia del tuo padrone.
+ Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola:
«Avverrà come a un uomo che, partendo per un viaggio, chiamò i suoi servi e consegnò loro i suoi beni. A uno diede cinque talenti, a un altro due, a un altro uno, secondo le capacità di ciascuno; poi partì.
Subito colui che aveva ricevuto cinque talenti andò a impiegarli, e ne guadagnò altri cinque. Così anche quello che ne aveva ricevuti due, ne guadagnò altri due. Colui invece che aveva ricevuto un solo talento, andò a fare una buca nel terreno e vi nascose il denaro del suo padrone.
Dopo molto tempo il padrone di quei servi tornò e volle regolare i conti con loro.
Si presentò colui che aveva ricevuto cinque talenti e ne portò altri cinque, dicendo: “Signore, mi hai consegnato cinque talenti; ecco, ne ho guadagnati altri cinque”. “Bene, servo buono e fedele – gli disse il suo padrone -, sei stato fedele nel poco, ti darò potere su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone”.
Si presentò poi colui che aveva ricevuto due talenti e disse: “Signore, mi hai consegnato due talenti; ecco, ne ho guadagnati altri due”. “Bene, servo buono e fedele – gli disse il suo padrone -, sei stato fedele nel poco, ti darò potere su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone”.
Si presentò infine anche colui che aveva ricevuto un solo talento e disse: “Signore, so che sei un uomo duro, che mieti dove non hai seminato e raccogli dove non hai sparso. Ho avuto paura e sono andato a nascondere il tuo talento sotto terra: ecco ciò che è tuo”.
Il padrone gli rispose: “Servo malvagio e pigro, tu sapevi che mieto dove non ho seminato e raccolgo dove non ho sparso; avresti dovuto affidare il mio denaro ai banchieri e così, ritornando, avrei ritirato il mio con l’interesse. Toglietegli dunque il talento, e datelo a chi ha i dieci talenti. Perché a chiunque ha, verrà dato e sarà nell’abbondanza; ma a chi non ha, verrà tolto anche quello che ha. E il servo inutile gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti”».
Parola del Signore.

PREGHIERA SULLE OFFERTE
O Padre, che ti sei acquistato una moltitudine di figli con l’unico e perfetto sacrificio del Cristo, concedi sempre alla tua Chiesa il dono dell’unità e della pace. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE
Con il frutto delle tue opere sazi la terra, o Signore, e trai dai campi il pane e il vino che allietano il cuore dell’uomo.

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
Porta a compimento, Signore, l’opera redentrice della tua misericordia e perché possiamo conformarci in tutto alla tua volontà, rendici forti e generosi nel tuo amore. Per Cristo nostro Signore.

 

MEDITAZIONE

Parola – Prima lettura 1Cor 1,26-31
Considerate la vostra chiamata, fratelli: non ci sono fra voi molti sapienti dal punto di vista umano, né molti potenti, né molti nobili. Ma quello che è stolto per il mondo, Dio lo ha scelto per confondere i sapienti; quello che è debole per il mondo, Dio lo ha scelto per confondere i forti…

Riflessione
Coloro che ragionano alla moda degli uomini e rifiutano di ragionare secondo Dio passano per sapienti. Coloro che hanno scelto la sapienza di Dio, la sua giustizia, passano per stolti perché per questa nuova sapienza e giustizia sacrificano anche la vita. Questi “stolti” invece sono santi, redenti (comprati, acquistati di nuovo) da Gesù. Questi stolti hanno dato la loro vita a Gesù. E tu ami più Cristo che il mondo, dicendo sempre la verità anche quando dà fastidio, ragionando secondo Dio e non secondo gli uomini?

Parola – Vangelo Mt 25, 14-30
… «… un uomo… chiamò i suoi servi e consegnò loro i suoi beni. A uno diede cinque talenti, a un altro due, a un altro uno, secondo le capacità di ciascuno; poi partì… il padrone di quei servi tornò e volle regolare i conti con loro… “Signore, so che sei un uomo duro, che mieti dove non hai seminato e raccogli dove non hai sparso. Ho avuto paura e sono andato a nascondere il tuo talento sotto terra: ecco ciò che è tuo”… E il servo inutile gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti”».

Riflessione
Cos’è il talento? È la nostra vocazione che concretizza nella storia il Vangelo. Ogni persona è chiamata, con responsabilità personale, a partecipare alla vita di Dio, a Dio che chiama. Non sai chi ha ricevuto di più e chi ha ricevuto di meno, ma ognuno ha ricevuto secondo quello che doveva ricevere. Ogni persona è necessaria alla redenzione del mondo, alla storia. Ognuno di noi in sé e per sé è inutile, ma perché Dio l’ha voluto, ognuno di noi è indispensabile nel suo Regno. Nessuno quindi può dire: «Io non valgo niente, io valgo poco, lo ho ricevuto di più, io ho ricevuto di meno». Questi sono i ragionamenti di chi non si rapporta a Dio ma sempre agli uomini e fa degli uomini il suo dio. Poi notate il premio che viene dato a coloro i quali hanno fatto fruttare il talento: «Prendi parte alla gioia del tuo padrone». L’essere stati chiamati ad avere un compito nella storia secondo Dio è già partecipazione alla vita di Dio, ma non dopo, quando avremo finito questa vita. Momento per momento tu prendi parte alla gioia del tuo padrone, e quando rifiuti di compartecipare alla vita con Lui attraverso la vocazione specifica che hai, là c’è l’inferno, là c’è pianto e stridore di denti, ci sono le tenebre. La vita è partecipazione alla vita di Dio, è partecipazione alla redenzione, è partecipazione alla storia, è presenza all’uomo, e come suo termine ha la partecipazione alla gioia di Dio.