I Domenica di Quaresima

Dal Sussidio per la Quaresima-Pasqua

Commento
Le letture della prima domenica di Quaresima sembra che vogliano introdurci a questo tempo di grazia, “segno sacramentale della nostra conversione” (Orazione colletta), armati della virtù della fede. Infatti, tanto la prima lettura come la seconda, ci presentano due professioni di fede: il libro del Deuteronomio, la professione di fede dell’antico istraelita, mentre Paolo ai Romani la professione di fede del cristiano.
Nella prima lettura Mosè annuncia al popolo di Israele, alle soglie del suo ingresso nella terra promessa, che, una volta stabilitosi in essa, dovrà presentarsi dinanzi al Signore con le primizie dei suoi raccolti, in segno di ringraziamento per i frutti della terra che Dio ha donato al suo popolo. Nel fare questo, deve però pronunciare una professione di fede negli atti di salvezza storici che il Signore ha operato in favore di Israele. Questo ricordo grato dei benefici compiuti da Dio è centrato sul tema dell’ascolto del Signore alle invocazioni di aiuto del suo popolo oppresso: “Allora gridammo al Signore, al Dio dei nostri padri, e il Signore ascoltò la nostra voce, vide la nostra umiliazione, la nostra miseria e la nostra oppressione” (Dt 26,7). Il Dio, in cui Israele ha fede, è il Dio che ascolta il suo grido e viene in suo aiuto, donandogli salvezza.
Anche Paolo, nella seconda lettura, ci parla di una professione di fede: anche in questo caso si tratta, per il cristiano, di fare memoria di un atto di salvezza storico, compiuto da Dio in favore di un uomo, la risurrezione di Gesù da morte e la sua intronizzazione come “Signore” alla destra del Padre suo celeste. “Perché se con la tua bocca proclamerai: «Gesù è il Signore!», e con il tuo cuore crederai che Dio lo ha risuscitato dai morti, sarai salvo” (Rm 10,9). Come la liberazione dell’antico Israele dalla schiavitù egiziana, così la liberazione di Gesù dalle angosce della morte, sono atti di Dio che non si esauriscono nel tempo storico in cui sono avvenuti, ma hanno un effetto soteriologico su chi ne fa memoria nel suo presente. La salvezza si ottiene attraverso la professione di fede in quel Dio che ha operato in passato la redenzione di un popolo, quale figura del riscatto che ogni uomo avrebbe potuto conseguire, credendo nell’atto di liberazione definitivo realizzato da Dio in Gesù di Nazareth, morto e risorto.
Forti di questa fede, armati e corazzati di questa fede, possiamo allora affrontare “la buona battaglia della fede” (1Tm 6,12), possiamo vivere, guidati anche noi dallo Spirito, come Gesù (cf Lc 4,1) il nostro combattimento contro le tentazioni. Il brano del Vangelo ci mostra come la nostra vita sia una lotta, uno scontro continuo, a causa di colui che insidia in noi il piano di salvezza di Dio, l’Avversario, il Tentatore, il diavolo, colui che ci vuole separare dalla fonte della nostra salvezza e felicità.
La Quaresima, quale tempo di deserto, di ascesi e di preghiera, di rinuncia e di intimità con Dio, è l’occasione che lo Spirito ci offre per testare la nostra fede: nel deserto, cioè in una vita essenzializzata, 
purificata da ciò che è superfluo, siamo messi di fronte alle nostre debolezze e paure, siamo posti di fronte a un bivio e ad un’alternativa. C’è proposta una parola, di fronte alla quale dobbiamo prendere posizione: vogliamo credere alla voce del diavolo o a quella di Dio? A chi vogliamo dare fiducia?
Gesù è tentato in quella che è la sua natura più profonda, la sua identità, appena proclamata dal Padre al momento del suo battesimo nel Giordano: “«Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento»” (Lc 3,22). Il diavolo sembra appellarsi a questa parola divina per mettere Gesù alla prova, perché due volte gli ripete: “«Se tu sei Figlio di Dio…»” (Lc 4,3.9). Il diavolo vuole insinuare il dubbio che questa identità non sia vera, nel caso in cui il Padre non esaudisse ogni richiesta del Figlio. Così, lascia intuire l’evangelista Luca, il diavolo tornerà “al momento fissato” (Lc 4,13), cioè al momento della Passione, per reiterare la tentazione, per ripetere la sfida: “Se tu sei il Cristo, l’eletto, il re dei Giudei, salva te stesso…” (cf Lc 23,35-39). Anche noi siamo figli di Dio, ce lo assicura la nostra fede: il Padre celeste, in virtù del nostro battesimo, ogni volta che ci vede, riconosce in noi i lineamenti del Figlio Suo. Noi siamo divenuti figli nel Figlio, perché abbiamo creduto che il Padre ha ordinato tutta la storia a un fine di salvezza e ci ha chiamati a prendere parte a questa liberazione, attuata definitivamente in Gesù Cristo. Dobbiamo allora anche noi, come Gesù, ribattere al tentatore, che la nostra filiazione divina non significa che il Padre debba sottoscrivere ogni nostro desiderio, che tutto debba andare secondo i nostri gusti, ma al contrario, che vogliamo accogliere in noi la salvezza del Padre, ponendoci in atteggiamento di sincera obbedienza, di filiale ascolto della Sua volontà. Siamo certi della vittoria che Dio ha già conseguito in nostro favore, risuscitando Gesù dalla morte e sciogliendolo da ogni angoscia.
Chiediamo al Padre la sola grazia di poter vivere questa fede che ci ha donato, qualunque sia la tempesta che dovremo affrontare, qualunque siano le suggestioni contrarie che il diavolo potrà sussurrare al nostro orecchio. Possa davvero questa Quaresima essere anche il segno sacramentale della nostra fede, oltre che della nostra conversione.

Messa del Giorno

I DOMENICA DI QUARESIMA – ANNO C

Colore Liturgico Viola

Antifona

Egli mi invocherà e io lo esaudirò;
gli darò salvezza e gloria,
lo sazierò con una lunga vita. (Sal 90,15-16)
 
Non si dice il Gloria.

Colletta

O Dio, nostro Padre,
con la celebrazione di questa Quaresima,
segno sacramentale della nostra conversione,
concedi a noi tuoi fedeli
di crescere nella conoscenza del mistero di Cristo
e di testimoniarlo con una degna condotta di vita.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…

Oppure:

Signore nostro Dio,
ascolta la voce della Chiesa
che ti invoca nel deserto del mondo:
stendi su di noi la tua mano,
perché nutriti con il pane della tua parola
e fortificati dal tuo Spirito,
vinciamo con il digiuno e la preghiera
le continue seduzioni del maligno.
Per il nostro Signore Gesù Cristo …

Prima Lettura

Professione di fede del popolo eletto.Dal libro del Deuteronòmio
Dt 26,4-10
 
Mosè parlò al popolo e disse:
 
«Il sacerdote prenderà la cesta dalle tue mani e la deporrà davanti all’altare del Signore, tuo Dio, e tu pronuncerai queste parole davanti al Signore, tuo Dio: “Mio padre era un Araméo errante; scese in Egitto, vi stette come un forestiero con poca gente e vi diventò una nazione grande, forte e numerosa. Gli Egiziani ci maltrattarono, ci umiliarono e ci imposero una dura schiavitù. Allora gridammo al Signore, al Dio dei nostri padri, e il Signore ascoltò la nostra voce, vide la nostra umiliazione, la nostra miseria e la nostra oppressione; il Signore ci fece uscire dall’Egitto con mano potente e con braccio teso, spargendo terrore e operando segni e prodigi. Ci condusse in questo luogo e ci diede questa terra, dove scorrono latte e miele. Ora, ecco, io presento le primizie dei frutti del suolo che tu, Signore, mi hai dato”. Le deporrai davanti al Signore, tuo Dio».

Parola di Dio
 

Salmo Responsoriale
Dal Salmo 90 (91)

R. Resta con noi, Signore, nell’ora della prova.Chi abita al riparo dell’Altissimo
passerà la notte all’ombra dell’Onnipotente.
Io dico al Signore: «Mio rifugio e mia fortezza,
mio Dio in cui confido». R.
 
Non ti potrà colpire la sventura,
nessun colpo cadrà sulla tua tenda.
Egli per te darà ordine ai suoi angeli
di custodirti in tutte le tue vie. R.
 
Sulle mani essi ti porteranno,
perché il tuo piede non inciampi nella pietra.
Calpesterai leoni e vipere,
schiaccerai leoncelli e draghi. R.
 
«Lo libererò, perché a me si è legato,
lo porrò al sicuro, perché ha conosciuto il mio nome.
Mi invocherà e io gli darò risposta;
nell’angoscia io sarò con lui,
lo libererò e lo renderò glorioso. R.
 

Seconda Lettura

Professione di fede di chi crede in Cristo.Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani
Rm 10,8-13
 
Fratelli, che cosa dice [Mosè]? «Vicino a te è la Parola, sulla tua bocca e nel tuo cuore», cioè la parola della fede che noi predichiamo. Perché se con la tua bocca proclamerai: «Gesù è il Signore!», e con il tuo cuore crederai che Dio lo ha risuscitato dai morti, sarai salvo. Con il cuore infatti si crede per ottenere la giustizia, e con la bocca si fa la professione di fede per avere la salvezza.
 
Dice infatti la Scrittura: «Chiunque crede in lui non sarà deluso. Poiché non c’è distinzione fra Giudeo e Greco, dato che lui stesso è il Signore di tutti, ricco verso tutti quelli che lo invocano. Infatti: «Chiunque invocherà il nome del Signore sarà salvato».

Parola di Dio
 

Acclamazione al Vangelo

Lode a te, o Cristo, re di eterna gloria!

Non di solo pane vivrà l’uomo,
ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio. (Mt 4,4)

Lode a te, o Cristo, re di eterna gloria!

Vangelo

Gesù fu guidato dallo Spirito nel deserto e tentato dal diavolo.

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 4,1-13
 
In quel tempo, Gesù, pieno di Spirito Santo, si allontanò dal Giordano ed era guidato dallo Spirito nel deserto, per quaranta giorni, tentato dal diavolo.
Non mangiò nulla in quei giorni, ma quando furono terminati, ebbe fame.
Allora il diavolo gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, di’ a questa pietra che diventi pane».
Gesù gli rispose: «Sta scritto: “Non di solo pane vivrà l’uomo”».
 
Il diavolo lo condusse in alto, gli mostrò in un istante tutti i regni della terra e gli disse: «Ti darò tutto questo potere e la loro gloria, perché a me è stata data e io la do a chi voglio. Perciò, se ti prostrerai in adorazione dinanzi a me, tutto sarà tuo».
Gesù gli rispose: «Sta scritto: “Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto”».
 
Lo condusse a Gerusalemme, lo pose sul punto più alto del tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù di qui; sta scritto infatti: “Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo affinché essi ti custodiscano”; e anche: “Essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra”».
Gesù gli rispose: «È stato detto: “Non metterai alla prova il Signore Dio tuo”».
 
Dopo aver esaurito ogni tentazione, il diavolo si allontanò da lui fino al momento fissato.

Parola del Signore
 

Sulle offerte

Si rinnovi, Signore, la nostra vita
e col tuo aiuto si ispiri sempre più al sacrificio,
che santifica l’inizio della Quaresima,
tempo favorevole per la nostra salvezza.
Per Cristo nostro Signore.

Antifona alla comunione

«Solo al Signore Dio tuo ti prostrerai,
lui solo adorerai». (Lc 4,8)
 
Oppure:
 
Il Signore ti coprirà con la sua protezione,
sotto le sue ali troverai rifugio. (Sal 90,4)

Dopo la comunione

Il pane del cielo che ci hai dato, o Padre,
alimenti in noi la fede, accresca la speranza,
rafforzi la carità, e ci insegni ad aver fame di Cristo,
pane vivo e vero, e a nutrirci di ogni parola
che esce dalla tua bocca.
Per Cristo nostro Signore.