Epifania del Signore

L’annuncio che risplende per il mondo
“Alzati, rivestiti di luce”: la parola profetica rivolta a Sion la invita a trasformarsi in un segnale luminoso. Gerusalemme mostra a tutti i popoli lo splendore che le viene da Dio.
L’arroganza e l’orgoglio avevano degradato Sion a città del disordine prima, ed esempio di rovina e fallimento poi; la grazia divina la trasforma in luce: la gloria di Dio, che brilla su Gerusalemme, la trasfigura, la abilita a trasmettere a tutti i popoli il messaggio della grazia.
Con grande lucidità e lungimiranza nel libro di Isaia il ruolo di Gerusalemme come faro dei popoli è visto come già attuabile. Da subito Gerusalemme è invitata a rivestirsi di luce, perché i popoli possano cominciare a muoversi verso di lei. Notiamo il contrasto tra il fiducioso comando del profeta nella prima lettura, e l’atteggiamento diffidente e sconcertato di Erode e degli abitanti di Gerusalemme. Da un lato essi si sentono, giustamente, depositari delle Scritture, eredi della promessa divina; dall’altro, non sanno interpretare la venuta dei Magi come il segno che quelle promesse si stanno compiendo.

Falsa mondialità, falsa globalizzazione
Erode e gli abitanti di Gerusalemme hanno in mano la chiave di comprensione di ciò che sta accadendo: a Betlemme nascerà il Salvatore. Quasi con indifferenza la consegnano ai magi: il loro cuore sembra chiuso a quella parola che pure annunciano. Anche nel nostro tempo sta accadendo qualcosa del genere: da anni si sta vedendo una crescente interrelazione tra tutti i popoli, tra tutte le parti del mondo. Il fenomeno è chiamato con il nome di globalizzazione, e si riconosce che esso non può reggere  senza una crescita anche nella democrazia, nella giustizia, nella pace tra i popoli. Con grande incisività papa Francesco parla di una globalizzazione della solidarietà. Purtroppo, però, non sta crescendo la pace, non sta crescendo la democrazia, nuovi conflitti sempre più feroci sembrano dilagare tra i popoli. L’euforia di profitti sempre crescenti su scala mondiale si dilegua: se il guadagno è solo per alcuni, lasciando esclusi gli altri, il processo non è più così conveniente. I Magi mostrano la vera ricerca della verità, che è molto simile alla vera ricerca della giustizia e della pace: non è delegabile ad altri, è un impegno personale, non è possibile incamerare tutti i guadagni e scaricare su altri le perdite. Fidandosi della stella, essi devono  uscire dal loro paese, entrare in dialogo con un popolo lontano, sopportare con pazienza gli intoppi nel loro cammino. Solo alla fine sperimentano la gioia della riuscita, e si accorgono del tremendo pericolo dell’inganno di Erode.

Il mistero del bambino e delle genti
La ricerca dei Magi mostra l’importanza di quel bambino che è nato. Da subito, prima ancora di poter agire, il bambino è punto di attrazione per tutti i popoli, segno di una speranza destinata a crescere. Il simbolo della stella, simbolo cosmico visibile da lontano, indica che per tutto il mondo la sua nascita ha un significato speciale, riconoscibile da tutti. Il mistero del bambino, pazientemente decodificato dai Magi, è apertamente svelato nel brano della lettera agli Efesini, proclamato nella seconda lettura.
In che cosa consiste esattamente il mistero? È possibile dare una lettura riduttiva, per cui ciò che accade è solamente una estensione ai popoli di una realtà che era già di Israele: “le genti sono chiamate, in Cristo Gesù, a condividere la stessa eredità”. Potremmo dunque intendere questa chiamata come un fatto puramente quantitativo: ciò che era di pochi, ora viene aperto a molti. Il seguito del testo ci orienta verso una novità di ordine diverso, qualitativo: “a formare lo stesso corpo e ad essere partecipi della stessa promessa per mezzo del Vangelo”. Non si tratta dunque solo di un’apertura numerica: “in Cristo” si è instaurata una nuova realtà, di ordine qualitativo, che coinvolge sia Israele, sia le genti: essere parte “dello stesso corpo”.

Partecipare, non solo entrare
Infatti non si parla solo di “entrare”, ma di “partecipare”, di prender parte nel senso forte del termine: si viene trasformati in qualcosa di diverso, si viene identificati in una nuova realtà. Essa non è pensata come qualcosa di lontano, che dovrà accadere un giorno, ma come una realtà che “in Cristo” è già compiuta, è già operativa: attraverso il Vangelo diviene possibile essere incorporati in essa.
Per la Passione di Gesù le genti sono già dentro l’eredità di Israele; sono già unite al corpo di Cristo, sono già partecipi della promessa; manca solo l’adesione esplicita e consapevole, l’accoglienza piena del dono.
Perciò i credenti sono invitati ad aprirsi al mondo, ad abbandonare tutti i fattori di indurimento, di fissazione, di rigidità, che impediscono di accedere alla vitalità del corpo di Cristo, e di trasmetterla ad altri. Solo chi accetta di compiere un simile passaggio, può annunciare il Vangelo che permette di essere associati a Cristo.
Il movimento è duplice: la Chiesa è chiamata ad uscire, accompagnare, entrare in dialogo con il mondo; ma anche il mondo è chiamato allo stesso movimento di rottura di abitudini inveterate, di abbandono delle strutture non più rispondenti alla loro funzione dichiarata, delle leggi troppo manipolabili a favore dei più forti. La cosa è impossibile restando nella prospettiva puramente mondana: difficilmente chi si è costruito e ha acquisito privilegi sarà disposto a rinunciarvi senza difficoltà. Il ruolo della Chiesa può essere proprio quello di chi dà la spinta a un rinnovamento, di chi aiuta a ritrovare il senso e la semplicità originari.

Messa del Giorno

Colore Liturgico Bianco

Antifona

È venuto il Signore nostro re:
nelle sue mani è il regno,
la potenza e la gloria.(Cfr. Ml 3,1; 1Cr 19,12)

Colletta

O Dio, che in questo giorno, con la guida della stella,
hai rivelato alle genti il tuo unico Figlio,
conduci benigno anche noi, che già ti abbiamo conosciuto per la fede,
a contemplare la grandezza della tua gloria.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…

Prima Lettura

La gloria del Signore brilla sopra di te.Dal libro del profeta Isaìa
Is 60,1-6

Àlzati, rivestiti di luce, perché viene la tua luce, la gloria del Signore brilla sopra di te. Poiché, ecco, la tenebra ricopre la terra, nebbia fitta avvolge i popoli; ma su di te risplende il Signore, la sua gloria appare su di te. Cammineranno le genti alla tua luce, i re allo splendore del tuo sorgere. Alza gli occhi intorno e guarda: tutti costoro si sono radunati, vengono a te. I tuoi figli vengono da lontano, le tue figlie sono portate in braccio. Allora guarderai e sarai raggiante, palpiterà e si dilaterà il tuo cuore, perché l’abbondanza del mare si riverserà su di te, verrà a te la ricchezza delle genti. Uno stuolo di cammelli ti invaderà, dromedari di Màdian e di Efa, tutti verranno da Saba, portando oro e incenso e proclamando le glorie del Signore.

Parola di Dio

Salmo Responsoriale
Dal Sal 71 (72)

R. Ti adoreranno, Signore, tutti i popoli della terra.O Dio, affida al re il tuo diritto,
al figlio di re la tua giustizia;
egli giudichi il tuo popolo secondo giustizia
e i tuoi poveri secondo il diritto. R.

Nei suoi giorni fiorisca il giusto
e abbondi la pace,
finché non si spenga la luna.
E dòmini da mare a mare,
dal fiume sino ai confini della terra. R.

I re di Tarsis e delle isole portino tributi,
i re di Saba e di Seba offrano doni.
Tutti i re si prostrino a lui,
lo servano tutte le genti. R.

Perché egli libererà il misero che invoca
e il povero che non trova aiuto.
Abbia pietà del debole e del misero
e salvi la vita dei miseri. R.

Seconda Lettura

Ora è stato rivelato che tutte le genti sono chiamate, in Cristo Gesù, a condividere la stessa eredità.Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni
Ef 3,2-5.5-6

Fratelli, penso che abbiate sentito parlare del ministero della grazia di Dio, a me affidato a vostro favore: per rivelazione mi è stato fatto conoscere il mistero. Esso non è stato manifestato agli uomini delle precedenti generazioni come ora è stato rivelato ai suoi santi apostoli e profeti per mezzo dello Spirito: che le genti sono chiamate, in Cristo Gesù, a condividere la stessa eredità, a formare lo stesso corpo e ad essere partecipi della stessa promessa per mezzo del Vangelo.

Parola di Dio

Acclamazione al Vangelo

Alleluia, alleuia.

Abbiamo visto la sua stella in oriente
e siamo venuti per adorare il Signore. (Cfr. Mt 2,2)

Alleluia.
 

Vangelo

Siamo venuti dall’oriente per adorare il re.

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 2,1-12

Nato Gesù a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode, ecco, alcuni Magi vennero da oriente a Gerusalemme e dicevano: «Dov’è colui che è nato, il re dei Giudei? Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo». All’udire questo, il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme. Riuniti tutti i capi dei sacerdoti e gli scribi del popolo, si informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Cristo. Gli risposero: «A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta: “E tu, Betlemme, terra di Giuda, non sei davvero l’ultima delle città principali di Giuda: da te infatti uscirà un capo che sarà il pastore del mio popolo, Israele”». Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire da loro con esattezza il tempo in cui era apparsa la stella e li inviò a Betlemme dicendo: «Andate e informatevi accuratamente sul bambino e, quando l’avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch’io venga ad adorarlo». Udito il re, essi partirono. Ed ecco, la stella, che avevano visto spuntare, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. Al vedere la stella, provarono una gioia grandissima. Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, si prostrarono e lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. Avvertiti in sogno di non tornare da Erode, per un’altra strada fecero ritorno al loro paese.

Parola del Signore

Sulle offerte

Guarda, o Padre, i doni della tua Chiesa,
che ti offre non oro, incenso e mirra,
ma colui che in questi santi doni è significato,
immolato e ricevuto: Gesù Cristo nostro Signore.
Egli vive e regna nei secoli dei secoli.

Antifona alla comunione

Noi abbiamo visto la sua stella in oriente
e siamo venuti con doni per adorare il Signore. (Cfr. Mt 2,2)

Dopo la comunione

La tua luce, o Dio, ci accompagni sempre e in ogni luogo,
perché contempliamo con purezza di fede e gustiamo
con fervente amore il mistero di cui ci hai fatto partecipi.
Per Cristo nostro Signore.