Solennità di tutti i Santi. In questa celebrazione la Chiesa, ancora pellegrina sulla terra, venera la memoria dei Santi in cielo, per essere sostenuta dal loro esempio, allietata dalla loro protezione e coronata dalla loro vittoria davanti alla Trinità santissima.

«RALLEGRATEVI!». La gioia è possibile! Le letture si aprono con la visione dell’Apocalisse in cui 144 mila eletti, segnati con il marchio dell’Agnello, appaiono gloriosi e felici in cielo. Il numero è simbolico: 12x12x1000. Il numero 12 corrisponde alle tribù d’Israele e ai 12 apostoli, a tutto il popolo di Dio; 1000 indica l’immensità, una quantità smisurata. Il testo indica la moltitudine degli eletti il cui vero numero è noto solo a Dio. 
La seconda lettura sottolinea la nostra appartenenza a Dio: siamo figli suoi, conosciuti e amati da lui, custoditi dentro la promessa di poter vedere Dio ed essere simili al suo amore perfetto. Il testo delle Beatitudini, nel Vangelo, ci mostra la via per dimorare in questa promessa: la gioia vera sta nel vivere secondo lo stile di Cristo. Povertà, mitezza, misericordia sono le qualità di coloro che vogliono dipendere del tutto da Dio, che non pongono in se stessi la propria riuscita, ma nella confidenza in Dio: osano il tutto per tutto, certi di lui. Beati, nella gioia, perché sicuri che Dio è fedele alle sue promesse e nei suoi Santi fa scendere il paradiso sulla terra.

Elide Siviero

GESÙ, «LUCE DEL MONDO»

CON il ricco simbolismo della luce, che tutto illumina, Gesù rivela se stesso come luce che orienta l’uomo nel suo cammino, inteso come immagine della sua vita: «Io sono la luce del mondo; chi segue me non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita» (Gv 8,12). Il verbo “seguire” richiama il cammino del popolo di Israele nel deserto, quando Dio lo guidava con una «colonna di fuoco e con una nube luminosa», simboli della sua protezione (Es 13,21-22). 
È così che questo popolo è entrato nella terra della promessa, che la tradizione biblica identificava con la “terra della vita” («la terra dei viventi », Sal 116,9; 142,6). Seguire Gesù- Luce significa entrare nel Regno di Dio, da lui annunciato e promesso. 
Le tenebre esprimono tutto ciò che si oppone alla “luce” che è Gesù. Essere nelle tenebre significa essere nella solitudine, nella paura, nel peccato, nella morte. 
La riflessione biblica chiama «figli della luce» quanti scelgono di seguire la luce che è Gesù e «figli delle tenebre » quanti scelgono di rimanere nel mondo oscuro delle tenebre (Cfr 1Ts 5,4-5). 
Si creano così due mondi che si combattono, ma la vittoria è della luce, con le sue opere di bene compiute in Dio. Le tenebre invece, con le loro opere contrarie a Dio, sono destinate a sparire («Chiunque fa il male odia la luce e non viene alla luce, perché le sue opere non vengano riprovate»,

Gv 3,19-21).

Don Primo Gironi, ssp, biblista