Ascensione del Signore

Nella Festa dell’Ascensione del Signore dell’anno B il brano evangelico (Mc 16,15-20) è tratto dalla conclusione lunga del Vangelo di Marco, dove si narra l’episodio dell’Ascensione di Gesù, insieme al mandato ai suoi discepoli. Nella prima lettura (At 1,1-11), fissa in ogni ciclo liturgico, troviamo la narrazione del medesimo evento secondo gli Atti degli Apostoli. La seconda lettura (Ef 4,1-13) mostra il mistero dell’Ascensione del Signore come meta a cui il credente tende e lo lega alla vita della Chiesa che oggi attraversa la storia dell’umanità.
La finale lunga di Marco, certamente di mano differente rispetto al resto del Secondo Vangelo, presenta le apparizioni del Risorto (Mc 16,9-14), omesse nella lettura liturgica di questa festa, un discorso di invio di Gesù rivolto ai suoi discepoli (Mc 16,15-18), il racconto dell’Ascensione del Signore con il riferimento alla messa in atto da parte dei discepoli delle sue parole.
L’Ascensione del Signore potrebbe apparire come la fine di una lunga storia iniziata in Galilea sulle rive del lago mentre alcuni pescatori rassettavano le loro reti dopo la pesca. In realtà ci troviamo davanti a un nuovo inizio: non termina una storia, ma la storia riparte per far giungere il Vangelo all’intera creazione. Così iniziava il Vangelo di Marco: «Inizio del vangelo di Gesù, Cristo, Figlio di Dio» (Mc 1,1); ora, al termine dello stesso, si afferma che questo «evangelo», che ha assunto un volto umano lungo le strade della Galilea e della Giudea, deve raggiungere «ogni creatura» (Mc 16,15). Non è sufficiente che raggiunga ogni uomo e donna: deve arrivare alla creazione intera che, come afferma Paolo, attende con impazienza la rivelazione dei figli di Dio (cf. Rm 8,19). Con l’Ascensione non abbiamo una fine, ma un inizio: colui che sale alla destra di Dio, ora può riempire di sé tutte le cose (Ef 4,10).
Nel Vangelo di Marco, a differenza di quanto ci si attenderebbe, vengono poi elencati da Gesù una serie di segni che accompagneranno coloro che accoglieranno l’annuncio dei missionari. Il Vangelo si diffonde in coloro che sapranno accoglierlo e crederanno, si mostrerà con dei segni concreti e visibili: «Scacceranno demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno; imporranno le mani ai malati e questi guariranno» (Mc 16,17-18).
Innanzitutto colui che sarà raggiunto dal Vangelo e lo accoglierà continuerà e prolungherà nella sua vita le opere di Gesù. In secondo luogo parlerà lingue nuove, sarà come il suo maestro: chi l’ascoltava sentiva una parola nuova insegnata con autorità (cf. Mc 1,27). Il terzo segno consisterà nella vittoria sulla morte. Anche in questo caso si tratta di un segno che ha caratterizzato la vita di Gesù stesso. Inoltre, se sarà raggiunto da qualche veleno, non ne riceverà alcun male, perché il suo tesoro è tale che né tignola né ruggine potranno mai consumarlo (cf. Mt 6,19-20), né ladri rubarlo. Infine, il quinto segno, sarà la guarigione dei malati. Come Gesù, coloro che crederanno, sapranno alleviare la malattia di ogni uomo e donna; se altri potranno far loro del male, essi invece porteranno solo guarigione e consolazione.
Il brano del Vangelo termina con il racconto dell’Ascensione di Gesù che lascia i suoi discepoli per andare alla destra del Padre; si conclude con un sommario che descrive l’azione della Chiesa che esegue fedelmente le parole con le quali il Signore risorto l’ha inviata ad ogni creatura. L’annuncio del Vangelo non è opera solamente umana. Il Signore asceso al cielo non ha abbandonato i suoi discepoli ma opera insieme a loro: «Il Signore agiva insieme con loro e confermava la Parola con i segni che la accompagnavano» (Mc 16, 20). I segni di cui il Vangelo parla diventano quindi il criterio di discernimento sull’autenticità dell’azione e dell’annuncio della comunità cristiana.
L’annuncio del mistero dell’Ascensione del Signore non è un invito a guardare il cielo – «Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo?» (At 1, 11) – ma ad andare per le vie del mondo come uomini e donne trasformati dall’incontro con Gesù con la consapevolezza che il Signore agisce insieme ai suoi discepoli. La seconda lettura mostra come l’Ascensione di Gesù costituisca anche l’indicazione della meta alla quale tutti sono chiamati. Gesù è asceso al cielo non per abbandonare i suoi discepoli, ma «per essere pienezza di tutte le cose». Fondandosi su questa nuova presenza del Signore nell’azione dei suoi discepoli, ogni credente può comprendere la speranza alla quale è stato chiamato (Ef 4,4), la vocazione di ogni uomo, di arrivare tutti «all’unità della fede e della conoscenza del Figlio di Dio, fino all’uomo perfetto, fino a raggiungere la misura della pienezza di Cristo» (4,13).

Messa del Giorno

VII DOMENICA DI PASQUA – ASCENSIONE DEL SIGNORE – ANNO B

Colore Liturgico Bianco

Antifona

«Uomini di Galilea,
perché fissate nel cielo lo sguardo?
Come l’avete visto salire al cielo,
così il Signore ritornerà». Alleluia.  (At 1,11)

Colletta

Esulti di santa gioia la tua Chiesa, o Padre,
per il mistero che celebra in questa liturgia di lode,
poiché nel tuo Figlio asceso al cielo
la nostra umanità è innalzata accanto a te,
e noi, membra del suo corpo, viviamo nella speranza
di raggiungere Cristo, nostro capo, nella gloria.
Egli è Dio, e vive e regna con te…

Prima Lettura

Fu elevato in alto sotto i loro occhi.Dagli Atti degli Apostoli
At 1,1-11

Nel primo racconto, o Teòfilo, ho trattato di tutto quello che Gesù fece e insegnò dagli inizi fino al giorno in cui fu assunto in cielo, dopo aver dato disposizioni agli apostoli che si era scelti per mezzo dello Spirito Santo.

Egli si mostrò a essi vivo, dopo la sua passione, con molte prove, durante quaranta giorni, apparendo loro e parlando delle cose riguardanti il regno di Dio. Mentre si trovava a tavola con essi, ordinò loro di non allontanarsi da Gerusalemme, ma di attendere l’adempimento della promessa del Padre, «quella – disse – che voi avete udito da me: Giovanni battezzò con acqua, voi invece, tra non molti giorni, sarete battezzati in Spirito Santo».

Quelli dunque che erano con lui gli domandavano: «Signore, è questo il tempo nel quale ricostituirai il regno per Israele?». Ma egli rispose: «Non spetta a voi conoscere tempi o momenti che il Padre ha riservato al suo potere, ma riceverete la forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi, e di me sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samarìa e fino ai confini della terra».

Detto questo, mentre lo guardavano, fu elevato in alto e una nube lo sottrasse ai loro occhi. Essi stavano fissando il cielo mentre egli se ne andava, quand’ecco due uomini in bianche vesti si presentarono a loro e dissero: «Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo? Questo Gesù, che di mezzo a voi è stato assunto in cielo, verrà allo stesso modo in cui l’avete visto andare in cielo».

Parola di Dio

Salmo Responsoriale
Dal Sal 46

R. Ascende il Signore tra canti di gioia. 
Oppure:
Alleluia, alleluia, alleluia.
Popoli tutti, battete le mani!
Acclamate Dio con grida di gioia,
perché terribile è il Signore, l’Altissimo,
grande re su tutta la terra. R.

Ascende Dio tra le acclamazioni,
il Signore al suono di tromba.
Cantate inni a Dio, cantate inni,
cantate inni al nostro re, cantate inni. R.

Perché Dio è re di tutta la terra,
cantate inni con arte.
Dio regna sulle genti,
Dio siede sul suo trono santo. R.

Seconda Lettura

Raggiungere la misura della pienezza di Cristo.Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni
Ef 4,1-13

Fratelli, io, prigioniero a motivo del Signore, vi esorto: comportatevi in maniera degna della chiamata che avete ricevuto, con ogni umiltà, dolcezza e magnanimità, sopportandovi a vicenda nell’amore, avendo a cuore di conservare l’unità dello spirito per mezzo del vincolo della pace.

Un solo corpo e un solo spirito, come una sola è la speranza alla quale siete stati chiamati, quella della vostra vocazione; un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo. Un solo Dio e Padre di tutti, che è al di sopra di tutti, opera per mezzo di tutti ed è presente in tutti.

A ciascuno di noi, tuttavia, è stata data la grazia secondo la misura del dono di Cristo. Per questo è detto: «Asceso in alto, ha portato con sé prigionieri, ha distribuito doni agli uomini». Ma cosa significa che ascese, se non che prima era disceso quaggiù sulla terra? Colui che discese è lo stesso che anche ascese al di sopra di tutti i cieli, per essere pienezza di tutte le cose.

Ed egli ha dato ad alcuni di essere apostoli, ad altri di essere profeti, ad altri ancora di essere evangelisti, ad altri di essere pastori e maestri, per preparare i fratelli a compiere il ministero, allo scopo di edificare il corpo di Cristo, finché arriviamo tutti all’unità della fede e della conoscenza del Figlio di Dio, fino all’uomo perfetto, fino a raggiungere la misura della pienezza di Cristo.

Parola di Dio

Acclamazione al Vangelo

Alleluia, alleluia.

Andate e fate discepoli tutti i popoli, dice il Signore.
Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo. (Mt 28,19a.20b)

Alleluia.

Vangelo

Il Signore fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio.

Dal Vangelo secondo Marco
Mc 16,15-20

In quel tempo, [Gesù apparve agli Undici] e disse loro: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato. Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno; imporranno le mani ai malati e questi guariranno».
Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio.
Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore agiva insieme con loro e confermava la Parola con i segni che la accompagnavano.

Parola del Signore

Preghiera sulle offerte

Accogli, Signore, il sacrificio che ti offriamonella mirabile ascensione del tuo Figlio,e per questo santo scambio di donifa’ che il nostro spirito si innalzi alla gioia del cielo.Per Cristo nostro Signore.

Antifona alla comunione

«Andate in tutto il mondo,
predicate il Vangelo a ogni creatura». Alleluia. (Mc 16,15)

Oppure:

“Io consacro me stesso
per coloro che mi hai dato, Padre,
perché siano anch’essi consacrati nella verità”. Alleuia. (Gv 17,19)

Preghiera dopo la comunione

Dio onnipotente e misericordioso,
che alla tua Chiesa pellegrina sulla terra
fai gustare i divini misteri,
suscita in noi il desiderio della patria eterna,
dove hai innalzato l’uomo accanto a te nella gloria.
Per Cristo nostro Signore.