II Domenica di Pasqua o della Divina Misericordia

 

Commento 
La II domenica di Pasqua in tutti i cicli liturgici è caratterizzata dai racconti giovannei delle apparizioni del Risorto a Gerusalemme la sera del primo giorno dopo il sabato e otto giorni dopo. Al centro di questa domenica troviamo la figura di Tommaso e la sua professione di fede. Le altre letture variano per ogni ciclo liturgico. Nell’anno B come prima lettura abbiamo un sommario tratto dagli Atti degli Apostoli – sarà il libro biblico che ci accompagnerà in tutto il tempo pasquale – che tratteggia le caratteristiche della vita della prima comunità cristiana (At 4,32-35); la seconda lettura, dalla Prima Lettera di Giovanni, ci permette di applicare il brano evangelico alla vita di fede e all’esperienza del singolo credente.
In questa domenica – siamo otto giorni dopo la risurrezione del Signore, nell’Ottava di Pasqua- il brano evangelico è obbligato; Giovanni, infatti, narra ciò che accadde otto giorni dopo il primo giorno dopo il sabato. Si parla di due apparizioni del Risorto: la prima, il primo giorno dopo il sabato, la seconda, otto giorni dopo. Due quadri, l’uno accanto all’altro, che fanno emergere elementi comuni e differenze che, insieme, concorrono a mettere in evidenza il significato fondamentale del brano. L’elemento comune principale è il tempo: siamo sempre nel giorno della risurrezione del Signore. Il secondo elemento che accomuna le due apparizioni del Risorto sta nel fatto che avvengono mentre i discepoli sono radunati insieme nello stesso luogo. La differenza principale tra le due è invece un’assenza: è di fondamentale importanza, per la comprensione del testo, che la sera del giorno stesso della risurrezione di Gesù, uno dei discepoli non si trovasse insieme agli altri per incontrare il Signore risorto.
La sera di Pasqua il Risorto era apparso ai discepoli ed era rimasto in mezzo a loro, aveva mostrato le mani e i fianchi, facendo vedere i segni della sua passione. Da quella visione era nata la gioia, dono pasquale che deve risplendere sul volto di tutti coloro che hanno incontrato il Signore. Il Risorto poi li aveva inviati, definendo la loro missione come la continuazione della missione che Lui stesso aveva ricevuto dal Padre.
Quando Tommaso, otto giorni dopo, ritorna nel gruppo degli Undici e sente la loro testimonianza, non chiede di fare cose straordinarie, né di avere privilegi: desidera solamente fare la stessa esperienza dei suoi compagni ai quali il Signore risorto aveva mostrato i segni della sua passione, chiede di poter sperimentare la gioia che avevano vissuto i discepoli presenti la sera del giorno della risurrezione. Egli, in questo modo, offre la possibilità a ogni credente di riconoscersi in lui: ciascun cristiano, infatti, non vuole fare altro che giungere a incontrare il Risorto e a riconoscerlo nei segni della sua vita donata.
Otto giorni dopo, Gesù viene di nuovo e sta in mezzo ai discepoli radunati. Quella sera Tommaso, l’assente, è presente e Gesù gli permette di fare la stessa esperienza dei suoi compagni: vedere e toccare i segni della sua passione. Anche Tommaso può essere nella gioia perché ha visto i segni dell’amore di Dio per lui e per questo può giungere a professare personalmente la sua fede: «Mio Signore e mio Dio!».
Gli elementi comuni e la differenza tra le due apparizioni del Risorto rendono il racconto come una «mistagogia» del senso dell’eucaristia domenicale per la vita delle comunità cristiane. Infatti, ogni domenica – «otto giorni dopo» -, quando i discepoli sono riuniti in uno stesso luogo nel giorno della risurrezione, è possibile incontrare il Risorto e porre le proprie mani nelle sue piaghe, nei segni della sua passione, giungendo a professare: «Mio Signore e mio Dio!».
Nella prima lettura (At 4,32-35) troviamo un sommario che descrive alcuni tratti fondamentali della prima comunità cristiana. Innanzitutto viene descritta come caratterizzata da «un cuore solo e un’anima sola» (At 4, 32). Questa profonda comunione, che riguarda il cuore (kardia) e le aspirazioni (psychè), cioè la dimensione interiore della relazione con Dio e ogni altra dimensione della vita umana, ha delle conseguenze concrete all’interno e all’esterno della comunità. All’interno si tratta di una comunità dove si rende testimonianza alla risurrezione e nella quale non ci sono bisognosi, essendo tutto messo in comune; all’esterno di una comunità caratterizzata dalla buona fama presso tutti. Il brano degli Atti ci aiuta a vedere le conseguenze concrete, per la vita interna ed esterna della comunità, dell’esperienza della presenza viva del Signore risorto.
Nella seconda domenica di Pasqua la liturgia si sofferma sul mistero della vita del Risorto presente nella quotidianità della vita della Chiesa e che si rende tangibile – si lascia toccare – nel radunarsi domenicale della comunità. La seconda lettura (1 Gv 5,1-6) tocca principalmente il tema della fede nel Signore Gesù, che potrebbe rappresentare l’elemento unificante di tutte le letture bibliche di questa domenica. La professione di fede di Tommaso, così come quella delle prime comunità cristiane, può essere quella del credente di ogni tempo.

Messa del Giorno

II DOMENICA DI PASQUA O DELLA DIVINA MISERICORDIA – ANNO B

Colore Liturgico Bianco

Antifona

Come bambini appena nati,
bramate il puro latte spirituale,
che vi faccia crescere verso la salvezza. Alleluia. (1Pt 2,2)

Oppure:
Entrate nella gioia e nella gloria,
e rendete grazie a Dio, che vi ha chiamato
al regno dei cieli. Alleluia. (4 Esd 2,36-37, Volg.)

Colletta

Dio di eterna misericordia, che nella ricorrenza pasquale
ravvivi la fede del tuo popolo, accresci in noi la grazia che ci hai dato,
perché tutti comprendiamo l’inestimabile ricchezza del Battesimo che ci ha purificati,
dello Spirito che ci ha rigenerati, del Sangue che ci ha redenti.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…

Oppure:
O Dio, che in ogni Pasqua domenicale ci fai vivere le meraviglie della salvezza,
fa’ che riconosciamo con la grazia dello Spirito il Signore presente
nell’assemblea dei fratelli, per rendere testimonianza della sua risurrezione.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…

Prima Lettura

Un cuore solo e un’anima sola.Dagli Atti degli Apostoli
At 4,32-35

La moltitudine di coloro che erano diventati credenti aveva un cuore solo e un’anima sola e nessuno considerava sua proprietà quello che gli apparteneva, ma fra loro tutto era comune.

Con grande forza gli apostoli davano testimonianza della risurrezione del Signore Gesù e tutti godevano di grande favore.

Nessuno infatti tra loro era bisognoso, perché quanti possedevano campi o case li vendevano, portavano il ricavato di ciò che era stato venduto e lo deponevano ai piedi degli apostoli; poi veniva distribuito a ciascuno secondo il suo bisogno.

Parola di Dio

Salmo Responsoriale
Dal Salmo 117

R. Rendete grazie al Signore perché è buono: il suo amore è per sempre. 
Oppure:
Alleluia, alleluia, alleluia.
Dica Israele:
«Il suo amore è per sempre».
Dica la casa di Aronne:
«Il suo amore è per sempre».
Dicano quelli che temono il Signore:
«Il suo amore è per sempre». R.

La destra del Signore si è innalzata,
la destra del Signore ha fatto prodezze.
Non morirò, ma resterò in vita
e annuncerò le opere del Signore.
Il Signore mi ha castigato duramente,
ma non mi ha consegnato alla morte. R.

La pietra scartata dai costruttori
è divenuta la pietra d’angolo.
Questo è stato fatto dal Signore:
una meraviglia ai nostri occhi.
Questo è il giorno che ha fatto il Signore:
rallegriamoci in esso ed esultiamo! R.

Seconda Lettura

Chiunque è stato generato da Dio vince il mondo.Dalla prima lettera di san Giovanni apostolo
1Gv 5,1-6

Carissimi, chiunque crede che Gesù è il Cristo, è stato generato da Dio; e chi ama colui che ha generato, ama anche chi da lui è stato generato.
In questo conosciamo di amare i figli di Dio: quando amiamo Dio e osserviamo i suoi comandamenti. In questo infatti consiste l’amore di Dio, nell’osservare i suoi comandamenti; e i suoi comandamenti non sono gravosi.
Chiunque è stato generato da Dio vince il mondo; e questa è la vittoria che ha vinto il mondo: la nostra fede.
E chi è che vince il mondo se non chi crede che Gesù è il Figlio di Dio? Egli è colui che è venuto con acqua e sangue, Gesù Cristo; non con l’acqua soltanto, ma con l’acqua e con il sangue. Ed è lo Spirito che dà testimonianza, perché lo Spirito è la verità.

Parola di Dio

Acclamazione al Vangelo

Alleluia, alleluia.

Perché mi hai veduto, Tommaso, tu hai creduto;
beati quelli che non hanno visto e hanno creduto! (Gv 20,29)

Alleluia.

Vangelo

Otto giorni dopo venne Gesù.

Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 20,19-31

La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore.

Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati».

Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo».

Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!».

Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome.

Parola del Signore

Preghiera sulle offerte

Accogli con bontà, Signore.l’offerta del tuo popolo [e dei nuovi battezzati]:tu che ci hai chiamati alla fedee rigenerati nel Battesimo,guidaci alla felicità eterna.Per Cristo nostro Signore.

Antifona alla comunione

«Accosta la tua mano, tocca le cicatrici dei chiodi
e non essere incredulo, ma credente». Alleluia. (Cfr. Gv 20,27)

Preghiera dopo la comunione

Dio onnipotente, la forza del sacramento pasquale
che abbiamo ricevuto continui a operare nella nostra vita.
Per Cristo nostro Signore.