Seguire Gesù nella vita religiosa è una bellissima avventura dello spirito. Non è cosa di tutti, ma riservata a coloro che Egli chiama: e tu puoi essere tra costoro. La vita religiosa non si improvvisa: essa matura lentamente, come una spiga dal seme. Un primo incontro con la realtà della vita religiosa avviene nel POSTULATO. Un tempo durante il quale si fa l’esperienza del vivere insieme nello studio, nella preghiera, ma anche nel divertimento; e intanto si riflette sulla chiamata alla vita religiosa: se ne conoscono meglio i connotati, le esigenze, il valore. Tutto il gruppo delle Postulanti è impegnato in questo lavoro di approfondimento e di chiarimento, con l’aiuto della loro Maestra. Compiuto con un risultato positivo questo periodo, si passa al NOVIZIATO. E’ il tempo della preparazione intensa e immediata alla professione religiosa. Si conduce una vita secondo un Regolamento che prevede la necessaria istruzione e l’esperienza pratica, di modo che una Novizia sia in grado di sperimentare il genere di vita che sarà il suo, prima di impegnarsi con il Signore, con la Chiesa e con la Società in uno stato pubblico di vita. La professione religiosa non deve essere un salto al buio. Si praticano già i voti religiosi, pur non pronunciandosi ancora, per saggiare le proprie capacità di accettare gioiosamente e non solo di sopportare passivamente le rinunce che la pratica dei consigli evangelici impone. Parecchio tempo è impegnato nello studio della dottrina della vita spirituale e religiosa e del diritto canonico per la parte pertinente. Molto spazio è dato all’incontro con la Parola di Dio: per una conoscenza viva e vissuta della Scrittura che deve alimentare l’orazione mentale e tutta la vita di preghiera nelle sue diverse forme di culto personali e comunitari, tra cui eccelle l’Eucarestia e la Liturgia delle Ore. Si vive intensamente la vita di comunità, perché le novizie una Comunità particolare, sotto la guida di una Maestra che le accompagna durante tutto l’itinerario di questa intensa formazione. La buona riuscita della vocazione dipende in larga parte da un noviziato fruttuoso. La vocazione diventa missione con la PROFESSIONE RELIGIOSA. E’ la meta verso la quale sono stati orientati gli anni di preparazione. Chi ha trascorso con impegno quegli anni corre all’altare della professione con il cuore giubilante: è l’incontro con Gesù non più solo il modello, ma sposo amatissimo. E’ festa grande per tutta la Comunità, perché essa allarga le sue file; ed è anche il giorno nel quale si entra in un nuovo stato di vita: quello religioso, che è inizialmente contraddistinto da un ulteriore periodo di formazione intensiva: lo IUNIORATO: durante il quale la professione religiosa viene emessa a tempo determinato per degnamente prepararsi alla PROFESSIONE RELIGIOSA. Sono gli anni nei quali si completa la propria formazione spirituale e abitualmente si conseguono i diplomi e titoli professionali per affrontare con competenza le varie attività del nostro apostolato. Anni che passano veloci e si arriva alla PROFESSIONE PERPETUA, con la quale l’alleanza con Cristo e con la Chiesa diventa irrevocabile. E’ un rito suggestivo, ricco di significati nei suoi vari momenti: soprattutto è un dono ineffabile e consacrazione definitiva alla missione e alla testimonianza ecclesiale. La nostra Congregazione svolge il suo apostolato nel campo sociale-assistenziale, con preferenza verso i piccoli del vangelo: (Cost.2) quelli ai quali Gesù disse di essere stato mandato (Lc. 4,16) fino a identificarsi con essi. Ciò che avete fatto al più piccolo dei miei fratelli l’avete fatto a me (Mt. 25,40).