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Roma, 26 luglio 2017

      Caro Padre,

     vogliamo scriverti questa lettera perchè…perchè è giusto che sia così! L’avremmo fatto se tu fossi stato con noi, se il Signore avesse scritto diversamente la nostra storia, la tua storia!

     Avremmo voluto poter  festeggiare questi 95 anni insieme, con la Messa solenne, alla quale sarebbe seguito sicuramente il tuo ringraziamento che alla fine diventava anche una campanello di richiamo all’ordine perché non sempre il tuo gregge riesce a mantenere la retta via; la solita/insolita grande festa, durante la quale probabilmente, come accadeva ultimamente, avresti versato qualche lacrima forse nel ricordo di qualche avvenimento passato, o forse…beh lasciamo stare l’altra opzione, alla quale avresti fatto seguire qualche esortazione per ripartire con nuovo coraggio e nuova forza; il taglio della torta, non comune a un piano, ma a tre piani o forse questa volta a cinque; il brindisi, con quella bottiglia di spumante che, con qualche fatica ultimamente, stappavi e che ti lasciava impresso sul viso un sorriso birichino, proprio come quello dei bambini;  gli auguri chiassosi, che ultimamente erano diventati sempre più chiassosi poiché si era aggiunta una banda improvvisata con strumenti racimolati lungo la via, ma che suonati con la gioia nel cuore producevano un dolce chiasso; i sorrisi e le battute che erano diventate sempre più frequenti, quasi a dire che ti eri spogliato completamente di tutto e che avevi intenzione di vivertela a pieno la vita adesso, dopo tanti anni di serietà, sacrifici e sofferenze; il lancio dei palloncini, che da due anni a questa parte avevamo scoperto quasi fosse un rito scaramantico per noi e per te forse una voglia già di cielo…insomma sarebbe stato un giorno che avrebbe lasciato il segno! Ma il Signore, datore della vita aveva scritto nel suo libro una pagina diversa…aveva deciso nella sua immensa grandezza e sapienza che questo 95° compleanno l’avresti dovuto passare insieme a lui nella Sua gloria insieme alla nostra carissima Madre Elisa a Madre Teresa, Madre Elena, tue compagne di viaggio e di avventura, insieme anche alle altre nostre consorelle che da lassù vegliano su di noi.

     Abbiamo scoperto, dopo che ci hai lasciato, di avere ancora tante cose da dirti, con il nostro linguaggio poco diplomatico e molto più alla portata di tutti, abbiamo scoperto che forse non eravamo state capaci di dimostrare con la vita ciò che tu ci hai insegnato, non tanto con le parole ma con la tua stessa vita, abbiamo scoperto leggendo la storia della tua lunga vita, che ogni giorno avevamo a che fare, lasciaci passare il termine, con “un pezzo grosso”, e non lo sapevamo, perché non ti sei mai vantato di ciò che eri…ed eri un principe della Chiesa!!!!!!!! È vero più che mai il rimprovero dello sposo alle vergini stolte…possiamo ben dire con poco orgoglio però che siamo la rappresentazione vivente dei discepoli di Emmaus a cui solo dopo lo spezzare del pane si aprirono gli occhi e capirono che quel viandante con cui avevano camminato per un lungo tratto e con cui avevano conversato non era altro che il Risorto!!!!

     Nel tuo lungo viaggio su questa  terra, sei stato anche un buon maestro di geometria e matematica, perché ci ha ricordato che una  linea retta è fatta di milioni di piccoli punti uniti uno all’altro, e che anche la vita è fatta di milioni di secondi e di minuti uniti uno all’altro. Se disponiamo bene ogni singolo punto la linea sarà retta, così se vivremo con perfezione ogni minuto della vita e questa sarà santa, perchè il cammino della speranza è lastricato di piccoli atti di speranza, vivendo in essa ogni minuto, possiamo far sì che la speranza diventi una vita…e tu hai vissuto in questo modo, collegando scrupolosamente ogni singolo punto di quella linea retta che il Signore ti aveva consegnato, nella speranza promessa di un bene maggiore…

     Caro Padre, ci hai riempito di insegnamenti, ci hai consegnato le parole chiave per entrare nel regno dei cieli, ci ha mostrato come camminare e quale sia la direzione giusta, hai acceso sulla nostra strada le lampade perché non perdessimo la strada, hai dimostrato ciò che i semplici fedeli colgono immediatamente in un sacerdote e in un pastore, se “ci crede”, se crede in ciò che dice e in ciò che celebra…sei stato contemporaneamente piccolo e grande, nobile di spirito come di sangue reale, semplice e naturale come ceppo di contadino, una sorgente di santificazione, un peccatore che Dio ha perdonato, un servitore per i timidi e i deboli, che non s’abbassa davanti ai potenti, ma si curva davanti ai poveri, un discepolo del suo Signore, capo del suo gregge, un mendicante dalle mani largamente aperte, una madre per confortare i malati, con la saggezza dell’età e la fiducia d’un bambino, teso verso l’alto, i piedi a terra, fatto per la gioia, esperto del soffrire, lontano da ogni invidia, lungimirante, che parla con franchezza, un amico della pace, un nemico dell’inerzia, fedele per sempre…già una fedeltà e un amore per quel Signore che ti aveva chiamato ancora giovane e al quale avevi risposto con fermezza di volerlo seguire e voler essere un prete felice, una fedeltà ed un amore a quella piccola donna incontrata per caso quel giorno nella tua casa, a cui ti presentò orgoglioso il tuo caro papà, e che poi è divenuta per te la seconda Madre e di cui sei diventato il figlio prediletto, una fedeltà e amore ad una famiglia e ad una vita che non era propriamente quella che avevi immaginato, a servizio di Santa Romana Chiesa e allo stesso tempo dedito alla nostra cura, ma che hai abbracciato senza timore perché sapevi nel profondo del tuo cuore che il Signore non ti avrebbe mai chiesto nulla di impossibile e nulla che tu non avessi le forze e le capacità di compiere, chiedendo al Signore che farti vivere di un unico grande sentimento, quello di compiere ogni giorno amorevolmente le mille piccole azioni riconducendole ad un unico e profondo sentimento di disponibilità e amore sapendo che tutto quello che avresti fatto o il luogo in cui ti saresti trovato a farlo non avrebbe avuto più molta importanza, e noi ti abbiamo accolto e amato come un vero Padre perché anche nel silenzio, nel nascondimento, nella severità dei gesti e delle parole sapevamo che nascondevi l’amore per ciascuna di noi in particolare e per l’opera che Dio aveva compiuto attraverso la nostra amatissima Madre Elisa.

     Come vedi le cose che abbiamo riscoperto dopo la tua dipartita da questa terra sono tante, e tante ce ne sarebbero ancora da dire, ma ora vogliamo concludere dicendoti che, in fondo in fondo non abbiamo ancora superato questo distacco, ancora abbiamo l’amaro in bocca, come si dice, ci fa male pensare che non ci sei più, il non sentire la tua voce gridarci in chiesa durante la prova dei canti perché corriamo, o perché dormiamo, sentire le tue conferenze improvvisate circondato da un gruppo di noi sedute ai tuoi piedi, come succedeva con Gesù,  nelle quali ci ricordi che spesso cerchiamo la via più semplice e meno faticosa: facendo l’autostop piuttosto che  camminare; che inventiamo malesseri piuttosto di affrontare momenti impegnativi; che regaliamo menzogne quando ci è chiesta la verità; che preferiamo nasconderci quando ci è chiesto di collaborare; che scarichiamo la colpa sugli altri quando dovremmo assumerci le nostre responsabilità; che prendiamo in giro gli altri invece di essere solidali con loro; che preferiamo dare spazio alle lamentele e ai piagnistei anziché vivere le giornate con gioia, e che quindi non abbiamo ancora capito quale sia il vero senso della vita…ma crediamo che l’aver riconosciuto tutto questo sia segno che le parole dette e i gesti fatti non sono volati via col vento o cancellati dalla memoria, ma che sono impressi nei nostri cuori e che in ognuna di noi c’è la volontà di metterli in pratica, anche se siamo umane e probabilmente non arriveremo mai alla perfezione ma ti promettiamo che ci impegneremo, anche grazie a quella piccola giaculatoria che ci hai lasciato,  undici parole che se dette col cuore possono veramente fare la differenza nella nostra vita e per questo ti ringraziamo perché anche nell’ultimo istante della tua vita. Ci hai dato un’altra lezione, prima di pensare a te stesso e al tuo viaggio e alla tua nuova avventura nelle braccia dell’Amato hai pensato ancora una volta a noi, e non te ne saremo mai abbastanza grate! Ti sei allontanato da noi nella serenità e mettendo in pratica la preghiera del Santo Curato d’Ars che diceva: “Ti amo, o mio Dio, e il mio solo desiderio è di amarti fino all’ultimo respiro della mia vita. Ti amo, o Dio infinitamente amabile, e preferisco morire amandoti piuttosto che vivere un solo istante senza amarti. Ti amo, Signore, e l’unica grazia che ti chiedo è di amarti eternamente. Mio Dio, se la mia lingua non può dirti ad ogni istante che ti amo, voglio che il mio cuore te lo ripeta tante volte quante volte respiro. Ti amo, o mio Divino Salvatore, perché sei stato crocifisso per me, e mi tieni quaggiù crocifisso con Te. Mio Dio, fammi la grazia di morire amandoti e sapendo che ti amo” e questa per noi è stata un’altra lezione di vita!

    E’ per questo che oggi abbiamo voluto scriverti questa lunga lettera, una sorta di “compendio” della tua storia tra noi, ed è per questo che con gioia e con qualche lacrimuccia agli occhi voglia da quaggiù farti giungere i nostri semplici ma sinceri auguri di Buon Compleanno, nella certezza che se anche non sei più vicino a noi, sei comunque vicino alla nostra comunità che si trova in cielo, e soprattutto sappiamo che non ci hai lasciato ma sei sempre vicino a noi e guidi i passi di ognuna.

     Grazie ancora per tutto e Buon Compleanno e se anche i desideri dovrebbe esprimerli chi spegne le candeline sulla torta, anche in questo caso vogliamo fare un eccezione, esprimendo noi i desideri perché i tuoi sono già tutti esauditi, chiedendoti di non dimenticare di tirarci lassù quando sarà la nostra ora, perché avremo bisogno sicuramente di un aiuto e soprattutto da lassù sussurra alle orecchie delle giovani che seguire il Signore non è una croce ma una gioia, non è una schiavitù ma una libertà, non è essere poveri ma essere vere regine…insomma tu sai cosa devi dire, sei esperto e soprattutto hai in mano le chiavi di volta della vita e saprai cosa farne!

     Sulle parole di Sant’Agostino che diceva: “L’assenza non è assenza, abbiate fede, colui che non vedete è con voi.” ti rinnoviamo i nostri auguri di Buon Compleanno e stai certo che non ci dimenticheremo di te e soprattutto non ti lasceremo in pace con le nostre preghiere e richieste!!!

                                                Con tanto affetto le Tue Dev.me Figlie